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Trento, la bomba del Garante dei minori: “il Green Pass è discriminatorio, legittima la scelta dei genitori di opporsi al farmaco sperimentale”

vaccino-bambino Foto di Chema Moya / Ansa

Il Garante dei diritti dei Minori della Provincia autonoma di Trento, Fabio Biasi, mette in discussione le scelte su Green Pass, vaccino anti-Covid e mascherine

Il Green Pass è “uno strumento che comporta inammissibili limitazioni all’esercizio dei diritti”, il vaccino “un farmaco sperimentale non privo di rischi” e la mascherine in posizione statica a scuola discutibili. È un affondo molto duro contro le regole di prevenzione al contagio da Covid-19 quello che ha sferrato il Garante dei diritti dei Minori della Provincia autonoma di Trento, Fabio Biasi. Per lunghi anni magistrato, a partire dal 2010 Biasi ha svolto funzioni di sostituto procuratore al Tribunale per i Minorenni della città trentina, dove è divenuto procuratore capo nel 2015 fino al 2018. Già un anno fa se l’era presa con le mascherine obbligatorie a scuola. A convincerlo a riprendere una posizione dura per intervenire sulle norme anti-Covid nelle scuole sono state le 312 segnalazioni di genitori inviate al garante “in ordine alla situazione di grave sofferenza e disagio che quotidianamente e in preoccupante crescendo stanno vivendo i bambini, i ragazzi e le loro famiglie”. Nel mirino, l’obbligo di mascherina “in posizione statica” previsto nelle scuole “nonostante il distanziamento”. Ma anche l’obbligo di protezione in palestra, “pure negli spazi aperti dei cortili scolastici” e gli “atteggiamenti eccessivamente severi da parte di alcuni docenti”.

Regole che secondo il Garante dei diritti dei Minori “provocano ormai da troppo tempo un malessere diffuso nella quotidiana vita scolastica”. Cui si è aggiunto il Green Pass. “Uno strumento — è il giudizio — che determina, a parere di molti e anche di questo Garante, una sostanziale, grave ed estesa discriminazione tra cittadini, con l’esclusione da molte attività della civile vita quotidiana di tutti coloro che esercitano una facoltà legittima, consistente nel non sottoporre se stessi o i loro figli minorenni a un farmaco vaccinale sperimentale, non privo di rischi, anche gravi”. E ancora: “non pare pregevole l’obiezione secondo cui è consentita l’effettuazione di tamponi per accedere a luoghi determinati, in considerazione della loro onerosità economica e organizzativa, e altresì per il fatto che chi ha deciso di non vaccinarsi viene di fatto equiparato, per presunzione legale ma non legittima, a un soggetto in sé contagioso”. “Vorrei ricordare — prosegue Biasi — che la Carta Costituzionale non è stata sospesa”. E per questo, il garante invita giunta e consiglio provinciale “a interrogarsi sulla natura e sugli effetti della normativa sul piano sociale, sulla qualità delle relazioni interpersonali e sul benessere dell’intera comunità”. Con un passaggio in più, legato alla speciale autonomia del Trentino: “è necessario esplorare quali spazi e strumenti giuridici, offerti dallo Statuto di autonomia, possano contribuire a far cessare questo triste stato di cose”.

A chi lo critica, Fabio Biasi non usa mezzi termini: “il garante è un difensore dei diritti, non delle posizioni politiche; nel momento in cui centinaia di persone mi segnalano delle problematiche non posso metterle nel cassetto. Ovvio, poi le dico nel modo che ritengo più opportuno per stimolare un dibattito. Su questi temi la politica oggi è un po’ assente, tutta adagiata su un pensiero unico. Ribadisco che il green pass è uno strumento illegittimo: e siccome qualcuno ha parlato di intervento improprio, sottolineo che non posso limitarmi ai minori ma devo tutelare anche le loro famiglie, le tensioni che queste vivono si riflettono sui figli. Se sono stato eccessivo mi sfiduceranno: conoscevo le conseguenze di questa cosa, ma non potevo tacere”.