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Covid, Lancet: “un antidepressivo riduce il rischio di ospedalizzazione”

fluoxetina

Covid, uno studio i cui risultati sono pubblicati su “The Lancet Global Health”: “la Fluvoxamina riduce il rischio di ricovero”

Importante ricerca pubblicata su “The Lancet Global Health” dove si stabilisce che l’utilizzo di un farmaco antidepressivo, la fluvoxamina, nei pazienti ambulatoriali ad alto rischio con Covid-19 diagnosticata precocemente può ridurre il rischio di ricovero. Dei 741 partecipanti che sono stati trattati con fluvoxamina in un contesto di emergenza per Covid, 79 hanno richiesto cure mediche per più di 6 ore o sono stati ricoverati in ospedale, rispetto a 119 dei 756 partecipanti che hanno ricevuto placebo. I risultati, spiegano gli esperti, rappresentano “un passo importante” nella comprensione del ruolo della fluvoxamina per i malati di Covid.

I recenti sviluppi e le campagne di vaccinazione si sono dimostrati importanti per ridurre il numero di nuovi casi sintomatici, ricoveri e decessi dovuti a Covid. Tuttavia – afferma Edward Mills della McMaster University – la malattia rappresenta ancora un rischio per le persone in Paesi con risorse limitate e accesso limitato alle vaccinazioni. Identificare terapie poco costose, ampiamente disponibili ed efficaci è quindi di grande importanza, ed è di particolare interesse riutilizzare i farmaci esistenti che sono ampiamente disponibili e hanno profili di sicurezza ben compresi”. Per Angela Reiersen, associato di psichiatria alla Washington University di St. Louis e co-autrice, “la fluvoxamina può ridurre la produzione di molecole infiammatorie chiamate citochine, che possono essere innescate dall’infezione da Sars-CoV-2”. “I nostri risultati sono coerenti con studi precedenti e più piccoli – sottolinea Gilmar Reis, co-ricercatore principale dello studio – data la sicurezza, la tollerabilità, la facilità d’uso, il basso costo e la disponibilità diffusa della fluvoxamina, questi risultati possono avere un’influenza importante sulle linee guida nazionali e internazionali sulla gestione clinica di Covid-1″