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Scuole chiuse per allerta arancione, Granato al sindaco di Catanzaro: “non ci possiamo permettere una stagione di chiusure”

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Scuole chiuse per allerta arancione, Granato al sindaco di Catanzaro: “non ci possiamo permettere una stagione di chiusure. Ma il Piano di protezione civile è stato aggiornato?”

“A neanche un mese dalla riapertura delle scuole arriva la prima chiusura per ‘allerta meteo’. Sono quasi due anni di lezioni a singhiozzo con gravissime conseguenze sui livelli di apprendimento degli studenti, e il sindaco Abramo pensa bene di sospendere l’attività didattica, riconoscendo ancora una volontà l’incapacità manifesta di gestire eventuali emergenze”. E’ quanto afferma la senatrice Bianca Laura Granato (L’Alternativa c’è) in merito alla decisione del sindaco di Catanzaro di chiudere le scuole per l’allerta meteo arancione. “Se alla prima pioggia annunciata il sindaco inizia a chiudere le scuole, per un’allerta arancione che tra l’altro si è rivelata inutilmente allarmistica, purtroppo ci attende un’altra stagione di chiusure che non ci possiamo permettere – afferma ancora la senatrice Granato -. Il primo cittadino che ha appeso le scarpette di amministratore al chiodo da un po’, e resta parcheggiato tra Comune e Provincia in attesa di una telefonata del governatore Occhiuto che lo promuova assessore – dice ancora la senatrice Granato – sa bene che i nostri figli frequentano istituti scolastici vetusti, e quindi, potenzialmente pericolosi come le strade cittadine ed extraurbane, che alla prima pioggia diventano torrenti da guadare. Eccesso di cautela per autotutela, insomma”. “Intanto, mi auguro che il sindaco abbia aggiornato il piano di emergenza coinvolgendo la Protezione Civile, per consentirci di affrontare le piogge autunnali in sicurezza, poiché per compensare le chiusure per gli eventi meteorologici non è prevista alcuna didattica a distanza. Mi chiedo – conclude Granato – come faranno a Milano, a Bologna, a Firenze, a Torino in questa stagione autunnale a tenere le scuole aperte. Magari Abramo potrebbe fare una telefonata per un confronto al suo nuovo dante causa, Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia”.