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Reggio Calabria, il Dott. Minniti sulle difficoltà dell’Asp: “i medici non vogliono più lavorare nella sanità pubblica”. E sul Presidente Occhiuto possibile nuovo Commissario…

dott domenico minniti asp

I debiti miliardari della sanità calabrese, la difficoltà nel reperire medici, l’assenza di punti nascita in provincia di Reggio Calabria e la possibilità di Roberto Occhiuto come Presidente e Commissario Regionale: l’intervista a 360° gradi al Direttore Sanitario dell’Asp di Reggio, il Dott. Domenico Minniti

“La situazione Covid in Calabria e così anche nella provincia è tornata ad essere sotto controllo”. Lo ha affermato ai microfoni di StrettoWeb il Dott. Domenico Minniti, Direttore Sanitario dell’Asp di Reggio Calabria. Attualmente, spiega il medico, sono soltanto 4 le persone ricoverate in terapia intensiva in tutto il territorio della Provincia, ma resta comunque attivo l’ospedale di Gioia Tauro come supporto al GOM. Se nel mese di Settembre la curva epidemiologica stava spingendo la Regione verso il passaggio in zona gialla, in questo mese di Ottobre l’andamento dei contagi e l’occupazione dei posti letto negli ospedali non sembra preoccupare le autorità sanitarie. Il merito, secondo il noto medico anestesista, è anche della campagna vaccinale, che però potrebbe procedere meglio: “la nostra è tra le Regioni con il più alto numero, in percentuale, di non vaccinati. E’ un problema culturale non indifferente. Come è inequivocabile il dato che la maggior parte dei ricoverati riguardi persone che non hanno ricevuto il farmaco anti-Covid. La vaccinazione ha sortito effetti importanti, quindi, sul piano delle ospedalizzazioni”.

Per il Direttore Minniti, anche se l’epidemia adesso è in discesa, sarebbe giusto non abbassare la guardia e che “i calabresi non ancora sottoposti al ciclo vaccinale mettessero da parte alcuni pensieri e comincino a vaccinarsi”. La preoccupazione nasce dal fatto che le aziende ospedaliere calabresi sono in difficoltà: “il Covid ha messo in evidenza problematiche che già c’erano, solo che la pandemia ha provocato tanti morti e ci ha messo di fronte la realtà. La sanità territoriale comunque non è implosa, perché fortunatamente la nostra Regione non ha fatto registrare il dramma vissuto, invece, ad esempio in Lombardia, Veneto o Emilia Romagna”.

Nessun vaso dunque è stato scoperchiato in questi quasi due anni di emergenza Covid, i problemi della sanità erano chiari sin da prima e si sono soltanto confermati. Il Dott. Minniti spiega che il problema è quello di riuscire a reperire medici: “come Asp stiamo pubblicando i concorsi e stiamo assumendo coloro che lavorano nei reparti Covid correlati, sfruttando la legge 34. Purtroppo, negli ultimi anni, a causa di un’errata programmazione del Governo centrale, il numero di specialisti che le scuole sfornano è nettamente inferiore rispetto alle necessità del Paese. La difficoltà si percepisce a livello nazionale, sulla Calabria ha un peso ancora maggiore. Oggi all’Asp, ad esempio, abbiamo fatto il concorso per 7 dirigenti anestesisti e non si è presentato nessuno. Ci toccherà bandire nuovamente il concorso, che era già stato avviato dalla direzione strategica precedente. All’epoca c’erano state 16 domande , noi l’abbiamo ritirato fuori, ma a distanza di due anni, gli anestesisti sono ricercati come il pane altrove e si sono accasati. Lo stesso problema lo abbiamo coi radiologici, con i medici del Pronto Soccorso”.

E’ emblematica a tal proposito la decisione di chiudere temporaneamente il Pronto Soccorso di Gioia Tauro, che generato le proteste e le mobilitazioni anche del Sindaco Aldo Alessio“è stata una scelta necessaria perché i medici non si trovano. E’ questo il vero problema. I medici non vogliono più lavorare nel servizio pubblico. Ed hanno ragione perché sono stati vessati dalla malasanità, da avvocati senza scrupoli che vedevano nelle aziende sanitarie un vero e proprio bancomat, da giornalisti che cavalcavano l’onda. I medici si sono stancati, guadagnare 2.500 euro passando notti insonni prendendo magari anche schiaffoni in Pronto Soccorso, oppure dovendosi pagare gli avvocati per i numerosi avvisi di garanzia, sono tutte circostanza che hanno affievolito la voglia di lavorare nel pubblico. Il privato offre certamente molte più garanzie”.

Un altro grande problema della nostra sanità è l’assenza di punti nascita. Negli anni, infatti, abbiamo assistito alla chiusura di Villa Aurora a Reggio, di Villa Elisa a Cinquefrondi, ed oggi il GOM è praticamente congestionato essendo rimasto l’unico polo di riferimento. “Non ci sono nuove valutazioni e per ora non potranno esserci. Le chiusure derivano da una norma di legge, si tratta di un provvedimento ministeriale che prevede la chiusura di tutti i punti nascita che sono al di sotto dei 500 parti ogni anno. Non si possono lasciare aperti perché sarebbe proprio un rischio per la madre e il nascituro”.

Chiedendo successivamente un parere sul commissariamento della sanità e, in particolare del Dott. Gianluigi Scaffidi, il Direttore Minniti è chiaro: “per me è il migliore, lo dico con grande stima e affetto, è un profondo conoscitore della materia. All’Asp di Reggio ci puoi mettere un fuoriclasse, ma la macchina fa acqua da tutte le parti, i risultati che possono essere ottenuti sono pochi, si possono vedere nel medio/lungo periodo. Quando ci siamo insediati noi, abbiamo trovato delle macerie, sulla quale è difficile ricostruire mettendoci il massimo”. E sul debito dell’azienda non c’è ancora grande chiarezza, questo rende impossibile presentare il bilancio: “mancano all’Asp dal 2013, il Decreto Calabria pretendeva che li facessimo noi nel giro di qualche mese, quando invece nessuno ci è riuscito negli ultimi sette anni”.

In questi giorni sulla sanità regionale si è molto discusso, anzi il neo-governatore Roberto Occhiuto l’ha posta tra i punti fondamentali della sua campagna elettorale. In un incontro tenutosi proprio oggi con il Ministro Roberto Speranza il Presidente ha chiesto di ricevere la delega commissariale, così come oltre dieci anni fa aveva fatto Giuseppe Scopelliti“Potrebbe essere la soluzione a patto che gli diano gli strumenti per governare un sistema che, al momento, fa acqua da tutte le parti. Eh, si, perché puoi anche essere il miglior pilota in circolazione, ma se ti danno una macchina senza le risorse per farla andare forte, sarà molto difficile tu possa farle tagliare il traguardo per prima. La criticità maggiore è rappresentata dal debito che si è accumulato, negli anni, nella sanità calabrese. Se non viene ripianato quel debito o se, quanto meno, non c’è una gestione stralcio, dubito che chiunque possa fare qualcosa. Il deficit è ingente: si parla di circa 1 miliardo per l’Asp di Reggio e di una cifra più o meno simile per l’Asp di Cosenza. Per non parlare delle altre aziende sanitarie che sono molto in difficoltà, allora è facile immaginare che il debito complessivo di tutta la Regione si aggiri, più o meno, intorno ai 3 miliardi. Se al Presidente neo eletto non garantiranno gli strumenti adeguati per governare questo debito, con tutta la buona volontà, immagino sarà difficile anche per lui poter fare qualcosa”, ha concluso Minniti.