fbpx

Reggio Calabria, spettacolare Airone bianco maggiore incanta i passanti sul Lungomare. Le FOTO

/

Reggio Calabria, da ieri pomeriggio un esemplare di Airone bianco maggiore si è stabilito sui Ficus secolari del Lungomare Falcomatà: le spettacolari immagini

E’ arrivato ieri pomeriggio e non se ne vuole più andare: uno spettacolare Airone bianco maggiore sembra aver preso casa sul Lungomare di Reggio Calabria, tra i ficus secolari della via Marina, in un habitat zeppo di verde e in una zona umida a due passi dal mare dove si può nutrire con comodità. L’esemplare ha trascorso tutta la notte sui Ficus nella zona più settentrionale del Lungomare, all’altezza del bar Matteotti, incantando centinaia di curiosi osservatori.

In questo periodo dell’anno lo Stretto di Messina viene attraversato da molte specie migratorie che si spostano dal Nord Europa, dai Balcani e dall’Appennino verso l’Africa per trascorrere l’inverno nelle zone calde. Alcune specie, però, negli ultimi anni si limitano a raggiungere le coste di Calabria e Sicilia grazie al clima più mite, limitandosi così nella migrazione e stabilendosi definitivamente in queste aree. Tra queste specie c’è anche l’Airone bianco maggiore che negli ultimi anni si è molto diffuso sui Balcani e sta diventando stanziale anche al Sud Italia. L’airone bianco maggiore che da ieri è arrivato sul Lungomare potrebbe anche svernare qui vicino, così come potrebbe decidere di migrare ancora più a Sud qualora la stagione autunnale dovesse rivelarsi più fredda e perturbata.

Le migrazioni sono uno dei fenomeni naturali più spettacolari: gli uccelli, infatti, si spostano principalmente per nidificare e cercare cibo sufficiente e più adatto per allevare i loro piccoli. La migrazione è un evento cruciale nella vita di migliaia di specie di uccelli, è necessaria alla loro stessa sopravvivenza.  Prima di partire passano giorni a nutrirsi, arrivano a raddoppiare il loro peso, sanno che poi non ci si potrà fermare, nessuna sosta durante il viaggio. È uno dei più straordinari spettacoli della natura, un’avventura incredibile che dura da migliaia di anni: è il grande volo degli uccelli migratori.

Il più grande segreto della migrazione degli uccelli è la loro straordinaria capacità di orientarsi, seguendo rotte sicure attraverso continenti e oceani. Ma come fanno gli uccelli a orientarsi? Gli scienziati hanno provato a spiegarlo scoprendo che la risposta non è una sola. Gli uccelli migratori utilizzano diverse tecniche:

L’orientamento magnetico: molti uccelli possiedono sensori chimici nel loro cervello, negli occhi e nel becco che permettono loro di allinearsi ai campi magnetici terrestri. Si tratta di una specie di Gps integrato, ma è tutto naturale.

L’orientamento geografico: in alcune specie lo stesso esemplare può percorrere la stessa rotta migratoria decine di volte imparando a orientarsi seguendo la forma delle coste, il corso dei fiumi o il profilo delle montagne. L’uomo spesso modifica il paesaggio naturale confondendo la “navigazione” degli uccelli migratori.

L’orientamento astronomico: gli uccelli migratori possono orientarsi seguendo le costellazioni e l’orientamento delle stelle anche e soprattutto la più vicina a noi: il sole.

La memoria collettiva: gli esemplari giovani di alcune bellissime specie di uccelli migratori, come l’oca delle nevi, imparano la rotta di viaggio dai propri genitori o comunque dai viaggiatori più esperti dello stormo.

Anche se abbiamo scoperto molte cose sul grande viaggio degli uccelli migratori, il mistero dell’orientamento degli uccelli migratori non è stato del tutto svelato. Per questo continueremo a guardare in alto chiedendoci “Chissà come fanno?!”. Per toglierci la curiosità, proveremo a chiederlo all’Airone bianco maggiore giunto ieri sul Lungomare di Reggio Calabria (vedi foto a corredo dell’articolo).