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Reggio Calabria, “Gioacchino Murat: un Re tra storia e leggenda”: appuntamento culturale fra spionaggio e operazioni navali

Evento Gioacchino Murat

Giunge alla XXVI edizione la giornata di studi, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro studi “Gioacchino e Napoleone”, denominata “Gioacchino Murat: un Re tra storia e leggenda”

Tra spionaggio ed operazioni navali nella parte Meridionale della penisola italiana si snoderà la XXVI edizione la giornata di studi, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro studi “Gioacchino e Napoleone”, denominata “Gioacchino Murat: un Re tra storia e leggenda”. Il filo conduttore del nuovo appuntamento verterà sugli aspetti relativi alle operazioni navali e l’intelligence durante l’amministrazione murattiana, arricchendo tali argomenti con il supporto di nuovo supporti documentali.

Napoleone portò allo spionaggio quel che vi era di matematico, di tecnico, di scientifico nella sua personalità e nella sua preparazione militare. Uomini invisibili, senza volto che si mescolavano tra la popolazione, dove attingere informazioni utili poi alla conquista dei territori oggetto delle campagne napoleoniche. Furono sempre questi agenti a gettare le basi di ogni sua vittoria e di ogni suo successo. Il Servizio Segreto fu la sua unica e vera arma segreta, l’arma che sconvolse i piani degli eserciti avversari. Quindi fin dalle origini la raccolta di notizie di vitale importanza fu utile nell’azione di prevenire e smorzare gli attacchi nemici e da qui una massima di Napoleone BonaparteChi colpisce per primo, colpisce due volte!“. Episodi del genere nella vita militare di Napoleone si contano a decine. Dalla più piccola alla più grande ogni sua battaglia fu un capolavoro di preparazione e di studio sulla carta, nel quale capolavoro lo spionaggio ebbe sempre un merito essenziale, in quanto esaminava in anticipo i problemi da risolvere e forniva i dati per tale risoluzione.

A precedere le sue avanguardie Napoleone inviava piccoli nuclei di agenti segreti abilissimi, che osservavano il terreno come esploratori meticolosi, studiavano i capi come osservatori politici, indagavano tra i soldati come militari, prendevano nota della situazione economica e degli approvvigionamenti del nemico come pratici commissari di governo e raccoglievano nell’àmbito delle caserme, nelle campagne e ovunque, come pettegole, curiose comari ciarliere, ogni genere di notizie. Durante la Campagna d’Italia il giovane Napoleone ebbe a sperimentare sul campo tali intendimenti, come ebbe a verificarsi a Cairo Montenotte, il 12 aprile del 1796,quando a seguito delle precise informazioni ricevute dall’intellingence, Napoleone iniziò le manovre militari, conoscendo quelle avversarie e le reazioni dei generali avversi. Infatti, Napoleone Bonaparte, avendo un chiaro quadro della situazione e del modus operandi, sfruttò gli errori dei nemici, che permise al giovane condottiero di aprirsi in tempi brevi la strada verso la piana di Alessandria.

Quindi la raccolta di notizie rivestì una funzione di di vitale importanza e risultò utile nell’azione di prevenire e smorzare gli attacchi nemici e da qui una massima di Napoleone BonaparteChi colpisce per primo, colpisce due volte!“. E proprio con il grande corso si assiste al mutamento genetico degli aspetti strutturali e/o organizzativi a riguardo l’intelligence tanto che lo stesso Napoleone Bonaparte elevò l’agenzia di spionaggio al rango di Arma, dove gli stessi ufficiali della Grande Armée ricoprivano tali mansioni: pensiamo ad esempio quando Gioacchino Murat con un falso editto entrò a Vienna senza lo sparo di un colpo di cannone. La letteratura a riguardo gli uomini ombra è alquanto complessa ed etoregenea tra i nomi troviamo Karl Ludwig Schulmeister, Joseph Fouché, Antoine Christophe Saliceti, Eugène-François Vidocq che fu l’organizzatore di un sistema complesso di intelligence, tra i quali si ricordano “Le bureau des renseignments” (Office of Intelligence).

Le attività dei servizi segreti del periodo si intrecciano con quelle diplomatiche e tra queste verrà trattata la figura del reggino Angelo D’Ambrosio. Nel corso della conversazione culturale organizzata dalle due co-associazioni reggine, verranno trattate le figure di alcuni componenti di tale organizzazione, di operazioni navali che si svolsero in quel contesto storico nella parte Meridionale della penisola italiana, ed anche di alcuni accadimenti poco chiari verificatesi in quelle realtà geografiche. Alla conversazione, organizzata da remoto, parteciperanno in qualità di relatori la ricercatrice Elena Pierotti e Gianni Aiello (presidente delle due co-associazioni organizzatrici). Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data dal 13 ottobre.