fbpx

Reggio Calabria “città sospesa”, incombe il Processo Miramare. Il Centrodestra reclama: “l’Amministrazione ascolti le nostre proposte, dopo 7 anni la città è allo sbando”

  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
/

La conferenza organizzata dai consiglieri del centrodestra in Consiglio Comunale che apre un dibattito sul futuro della città: grande preoccupazione per la sentenza in primo grado del Processo Miramare perché porterebbe alla sospensione del Sindaco e di alcuni elementi della Giunta

La sentenza del Processo Miramare che incombe e potrebbe portare importanti sospensioni, una situazione di degrado senza precedenti. Questa mattina i consiglieri del centrodestra in Consiglio Comunale hanno indetto una conferenza dal titolo: “Reggio la città sospesa: proviamo ad aprire un dibattito sul futuro della città”, tenutasi presso gli scavi da scoprire di Piazza Garibaldi. Come affermato dagli esponenti della minoranza a Palazzo San Giorgio, quel luogo è un simbolo della situazione in cui versa la città e delle incapacità amministrative della Giunta. “Sapremo a breve qual è il futuro della nostra amministrazione con il caso Miramare. Noi siamo garantisti fino alla fine, ma chiediamo al centrosinistra di farci capire, qualora accadrà la sospensione del Sindaco e di alcuni Consiglieri cosa succederà nei 18 mesi successivi”, ha affermato Demetrio Marino, il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale.

Ribadisce il concetto anche Federico Milia: “siamo oggi nel luogo simbolo della nostra città, il biglietto da visita per un turista che arriva nella nostra città. Abbiamo fatto delle interrogazioni in merito agli scavi di Piazza Garibaldi, su cui da diverso tempo è stato consegnato un appalto ad una ditta di Salerno che si occupa di scavi archeologici. Ad oggi, però, non si sa quando questi lavori saranno ripresi. Abbiamo fatto decine di proposte, ma in aula ci accusano di essere disfattisti. Falcomatà non ascolta più nessuno, il Consiglio Comunale è un mero passa carte delle decisioni della Giunta. Noi pretendiamo, come già è stato chiesto, un Consiglio Comunale aperto ai cittadini”.

Reggio Calabria, Milia: “Falcomatà faccia un passo indietro”. E sugli scavi di Piazza Garibaldi… [VIDEO]

Alza il tono poi Massimo Ripepi“ormai Falcomatà è un fuoriclasse assoluto sulla politica emozionale. Vi ricordate tutti il video di Piazza De Nava, quelle sono armi di distrazione di massa. La catastrofe del Sindaco è come una pandemia, ha toccato tutti i punti della Pubblica Amministrazione. Come continuerà a governare questa Giunta con un eventuale terremoto politico generato dal Processo Miramare, se non ci riesce già in condizioni normali? Ed un esempio perfetto, che mette in luce come funzioni tutto male, lo stiamo controllando personalmente. I Beni confiscati alla ‘ndrangheta sono abbandonati, hanno introdotto un regolamento con il quale hanno tolto anche il conflitto di interessi, e non abbiamo trovato assolutamente niente. Si sta generando un caos totale, ed abbiamo appreso proprio oggi da una testata giornalistica che si è dimessa la delegata ai Beni Confiscati, Debora Novarro. Nancy Iachino non è mai venuta nelle Commissioni, non ha mai chiarito alcuna vicenda, immaginate come funziona questa amministrazione”.

Reggio Calabria, Ripepi su Beni Confiscati e scavi Piazza Garibaldi: “gli annunci di Falcomatà non corrispondono al vero” [VIDEO]

Più pacato, invece, Giuseppe De Biasi: “i cittadini ci chiedono principalmente di vedersi garantiti i servizi sui beni primari, non è possibile che dopo 7 anni di amministrazione la città sia ancora mortificata. La gente è disinnamorata. Noi, come opposizione, ci sentiamo utili alla causa, nonostante abbiamo trovato un muro che non ha mai preso in considerazione le nostre proposte. Reggio deve tornare a risplendere come una volta, adesso siamo stanchi. I reggini non credono più nella politica, nelle istituzioni, siamo qui per dire che siamo accanto al Sindaco nelle battaglie concrete e giuste”.

Conclude, infine, l’ex candidato sindaco Antonino Minicuci: “viviamo in una città che meriterebbe dei servizi essenziali svolti in maniera efficace, ma non avviene nonostante la presenza di una ingente erogazione di risorse, quindi l’aspetto di Reggio poteva essere ribaltata. Ancora oggi i residenti sono costretti a pagare la tassa sui rifiuti peggiore d’Italia e ricevere al tempo stesso il servizio peggiore d’Italia. Anche su questo tema il Sindaco ha detto diverse fesserie, terrorizzando i cittadini in seguito alla sentenza del Tar sul passaggio di consegne da Avr a Teknoservice, annunciando che ci sarebbe stato un disastro. Non ha saputo correggere il tiro su quella che è stata la decisione del Tribunale. Vogliamo continuare con le discariche? Vi ricordate quando diceva che dal 1° Novembre la discarica di Melicuccà avrebbe risolto tutti i nostri problemi? Forse Falcomatà ha scelto quella data perché è un morto che cammina, ad oggi non ha fatto nulla. Anche sull’emergenza idrica, non si pensi di aver superato l’emergenza solo perché è finita l’estate. Per non parlare delle strade, della situazione del tapis roulant, della condizione dell’Aeroporto, della mancata risposta sul Mediterranean Life. Spesso abbiamo avanzato proposte, ma non c’è stata con noi alcuna interlocuzione. Non si può chiedere aiuto all’opposizione, quando non ci danno nemmeno la possibilità di intervenire”.

Reggio Calabria, Minicuci ribadisce: “Falcomatà è un Pinocchio, non mantiene le promesse” [VIDEO]

Reggio Calabria, Minicuci a Falcomatà: “lei è un Pinocchio”. La replica: “in una città abituata a Lucignolo e al Paese dei Balocchi è familiare…”