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Ponte sullo Stretto, anche il Prof. Prestininzi smentisce Giovannini: “si perde solo tempo, intanto Calabria e Sicilia si stanno spopolando”

ponte sullo stretto

Il Professore Alberto Prestininzi fu membro del comitato scientifico della società Stretto di Messina (dal 2001 al 2012), studiò dunque per la creazione del progetto definitivo del ponte a campata unica, non accetta che si parli di progetto a tre campate o di tunnel

“Il Ponte sullo Stretto e la sua realizzazione sono una questione che si ripete da molti anni e anche questa volta siamo rimasti sempre allo stesso punto. Si trovano scuse o si aprono nuove ipotesi per rimandare questa benedetta decisione”. Lo ha affermato Alberto Prestininzi, professore ordinario di Geologia Applicata presso l’Università La Sapienza di Roma, durante un collegamento nel corso della puntata di “Overshoot” di giovedì 7 ottobre 2021 condotta da Enrico Salvatori. Il geologo spiega la situazione attuale ricordando che “il Ministro Enrico Giovannini ha indetto nuovi studi di fattibilità per esaminare la possibilità di realizzare un ponte a tre campate perché dovrebbe costare meno rispetto a quello a campata unica. In realtà questo non si può dire, in quanto non esiste un progetto dell’opera a tre campate, ipotesi già scartata dopo oltre 40 anni di studi avanzati dai tecnici della società Stretto di Messina. I risultati di questi studi hanno rivoluzionato il modo di costruire i ponti “strallati”, e attualmente sui Dardanelli sta per essere completato un ponte di oltre 2mila metri, sarà il più lungo del mondo, che si ispira al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Il Ministro Giovannini ha negato che ci sia un progetto, parole che non so come definire. La verità va detta agli italiani, le forze politiche devono assumersi le responsabilità sul perché non si vuole realizzare il Ponte. Le bugie non vanno bene”.

Il Professore Alberto Prestininzi fu membro del comitato scientifico della società Stretto di Messina (dal 2001 al 2012), studiò dunque per la creazione del progetto definitivo del ponte a campata unica. E’ questo il motivo per cui non accetta vengano dette falsità. Il Ponte sullo Stretto si può fare e gli studiosi lo hanno ribadito in una lettera inviata al Premier Mario Draghi, smentendo di fatto le parole del Ministro Giovannini. L’opera “rappresenta e rappresentava un elemento fondamentale per la Sicilia, che non è un’isola di Ventotene, ma è una terra grande come il Belgio, con un Pil maggiore della Grecia. Il collegamento rappresenterebbe per l’Italia un potenziale volano di sviluppo per il Meridione. Voglio ricordare che, mentre da noi si fanno polemiche su questo, la Cina ha realizzato 11mila chilometri ferroviari di Alta capacità che collegano il Sud del Paese con la Germania passando per Mosca e una serie di paesi europei. La stessa Turchia con un tunnel e il nuovo ponte sul Bosforo riuscirà a cogliere i commerci che arriveranno dall’Asia, dall’Africa e dall’ex Unione Sovietica. L’assenza del Ponte sullo Stretto, infrastruttura regina in Europa, non permette il completamento del Corridoio Berlino-Palermo e sposta i traffici dai porti del Mediterraneo al porto di Rotterdam. I porti italiani hanno un grande potenziale, ma al momento sono completamente tagliati fuori”.

“Per i nuovi studi di fattibilità sono stati stanziati altri 50 milioni di euro, e con questi si dovrebbe trovare un’alternativa al Ponte a campata unica. Non si rendono conto che tutto questo è già stato fatto, sono già stati fatti gli espropri, gli studi ambientali, non si può ricominciare tutto da capo – afferma il Professore – . Le dichiarazioni del Ministro Giovannini non hanno alcun fondamento tecnico. La Calabria è una Regione che si sta spopolando sempre di più, così come la Sicilia si appresta a scendere oltre i 5 milioni di abitanti. Parliamo di una terra con così tante ricchezze anche artistiche da poter considerata essere al pari di una Nazione, invece viene lasciata isolata e senza l’Alta velocità. Quando parlano di Alta velocità ma vanno contro il Ponte sullo Stretto, dicono un sacco di baggianate. I treni non possono passare dall’altra parte dello Stretto”.

“Non capisco perché gli ambientalisti dovrebbero essere contro il Ponte – prosegue Prestininzi – , sento a qualcuno dire che l’ombra del Ponte darebbe fastidio ai pesci, mi trovo anche in imbarazzo a discutere di questo. L’infrastruttura eliminerebbe lo scempio che c’è nei porti di Messina e Villa San Giovanni, zone così completamente ristrutturate, restituendo lustro a Scilla e Cariddi, aree deturpate dall’attività portuale. Quella dovrebbe essere la preoccupazione degli ambientalisti, tutte le altre sono questioni di lana caprina. I Referendum su questo tema non si fa, ma perché? Nel mondo si continuano a realizzare infrastrutture straordinarie, anche l’Italia deve iniziare a capire quali siano le priorità”. Il Professore ha concluso il suo intervento ricordando che né i terremoti e né le correnti dello Stretto rappresentano un problema ed ha ricordato che il defunto Professore Giovanni Solari riuscì a trovare “una brillantissima soluzione al fattore del vento che adesso utilizzano in tutto il mondo per realizzare questo tipo di ponti, definito impalcato trasparente. Il risultato dell’ingegneria italiana di cui ne godono tutti tranne il nostro Paese”.