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Decreto fiscale, si spacca la maggioranza: Lega, Forza Italia e Italia Viva contro il Reddito di Cittadinanza

Reddito di Cittadinanza

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, favorevole ai fondi fino al 31 dicembre 2021 approvati dal Consiglio dei ministri, si è detto comunque pronto a “cambiare qualcosa prima”, già dalla legge di bilancio

Esplode lo scontro all’interno della maggioranza nel corso del Consiglio dei ministri sul decreto fiscale, secondo quanto si apprende, avrebbe riguardato soprattutto il finanziamento del reddito di cittadinanza per il 2022. “Si parla di cifre altissime”, spiegano fonti di Governo, per le quali Lega, Forza Italia e Italia Viva si sarebbero dette “non disponibili”. A mediare, viene spiegato, il presidente del Consiglio Mario Draghi, favorevole ai fondi fino al 31 dicembre 2021 approvati dal Consiglio dei ministri, comunque pronto a “cambiare qualcosa prima”, già dalla legge di bilancio. Il documento programmatico di bilancio, che anticipa la manovra, potrebbe approdare in Cdm già lunedì.

“E’ beffardo usare i soldi di chi ha lavorato duramente per una misura simile”. E’ con queste parole che il Ministro dello Sviluppo economico e capodelegazione della Lega al Governo, Giancarlo Giorgetti, ha espresso dissenso rispetto al rifinanziamento del reddito di cittadinanza, contenuto nel decreto fiscale approvato in Consiglio dei ministri. Lo riferiscono fonti di Governo della Lega. Giorgetti avrebbe contestato il metodo e le risorse trovate per finanziare la misura, indicando che il reddito di cittadinanza è stato rifinanziato sottraendo risorse al reddito di emergenza (90 milioni), all’accesso anticipato al pensionamento per lavori faticosi e pesanti (30 milioni), all’accesso al pensionamento dei lavoratori precoci (40 milioni) e ai congedi parentali (30 milioni).

Conte a Salvini e Meloni: “giù le mani dal reddito di cittadinanza”

“Ogni giorno Salvini e Meloni si svegliano e lottano contro i sostegni dello Stato alle persone e alle famiglie in difficoltà economica. A ogni occasione – l’ultima il Consiglio dei Ministri di oggi – alcune forze anche di maggioranza si danno da fare per sabotarli. Si battono contro gli aiuti per chi è senza lavoro, per chi lo sta cercando o affonda nel precariato, senza percepire paghe dignitose”. E’ quanto ha affermato in una nota Giuseppe Conte, che replica ancora: “una recente elaborazione di Openpolis su dati Ocse ci ricorda che l’Italia è l’unico Paese europeo in cui i salari sono diminuiti rispetto al 1990. Le sofferenze economiche aggravate dalla pandemia sono sotto gli occhi di tutti. A fronte di questo, cosa si fa? Ci si adopera per chi non arriva a fine mese o è senza lavoro? Si appoggia la proposta del Movimento 5 Stelle per un salario minimo? No, ogni mattina Salvini e Meloni puntano la sveglia e cercano di affossare il sistema di welfare italiano a suon di dichiarazioni roboanti. Per Giorgia Meloni i percettori del Reddito di cittadinanza sono paragonabili a dei tossicodipendenti a cui lo Stato passa il “metadone”. Per Matteo Salvini sono parassiti che non vogliono lavorare. Matteo Renzi con tracotanza ha annunciato in tv un referendum per abolire questa misura di protezione sociale. Per alcune delle forze politiche rappresentate al Governo questo è diventato un terreno di scontro politico vissuto sulla pelle dei cittadini bisognosi”.

“È bene che approfondiscano un po’. In base a dati di inizio 2021 fra le persone che percepiscono il Reddito oltre 360mila lavorano, evidentemente con paghe basse, con cui non si arriva alla fine del mese. Ignorano che questo strumento è un’ancora di salvezza per molti disabili, minori e soggetti fragili; che in molti non sono ad oziare sul divano ma alle prese con piani e processi di formazione e acquisizione di titoli di studio per trovare una strada lavorativa; che il Reddito è stato un argine di protezione anche di fronte all’emergenza Covid. Giù le mani dal Reddito di cittadinanza, dunque. Certo, il M5S è al lavoro per migliorarlo sul lato delle politiche attive e di inserimento nel mercato del lavoro, da sempre carenti in Italia. Ci siamo sempre dati da fare per tutte quelle misure volte a creare opportunità di impiego, come dimostra l’oltre mezzo milione di contratti di lavoro siglati in 6 mesi con Decontribuzione sud: giovani, donne e uomini che grazie alla misura del governo Conte II hanno trovato la loro strada. Noi ci rimbocchiamo le maniche per trovare soluzioni. Invito Salvini e Meloni, così come quelli che la pensano come loro al Governo, a fare lo stesso. E a smetterla di assaltare uno strumento di civiltà. Noi non lo permetteremo”, conclude il leader del Movimento 5 Stelle.