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Calabria: le “processioni” dei politici sono finite, ora è il momento di pretendere!

Giuseppe Conte a Piazza De Nava Reggio Calabria Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Da cittadini è necessario “pretendere” risultati concreti dagli eletti, che siano regionali, provinciali e comunali

Da qualche giorno sono finite “le processioni” dei vari candidati, dove succede tutto ciò che non accade nello Sport e nella Vita: VINCONO TUTTI! Che mondo strano quello che viviamo, pure di convincerci e convincere gli altri, andiamo contro oltre ogni logica di Vita! Nonostante ciò tutti andiamo avanti felici e contenti perché convinti che tutto quanto è stato promesso, nel periodo pre-elettorale, si avvererà. Probabilmente ci illudiamo di poter raggiungere la “TERRA PROMESSA”! In Calabria sono scesi quasi tutti i Capi della Politica Italiana che hanno fatto a gara per evidenziare le tante problematiche della Regione, dando soluzioni talmente convincenti che ci si convince di essere ad un passo dalla realizzazione. In tal modo noi sogniamo e già vediamo un futuro roseo per noi e per i nostri figli. Ma, purtroppo, la Storia passata ci insegna a vedere l’amara realtà che, spesso, ci illude tant’è che, aspettando le prossime elezioni, rischiamo di raccogliere…”un pugno di mosche in mano”.

Noi, ritenuto “popolo bue”, al quale, dopo decenni di chiacchiere e “prese per i fondelli” ci “scivola tutto addosso”, alla fine, ci rassegniamo chiudendo i nostri discorsi con gli altri ed i nostri pensieri con un “speriamo bene”! E così passano inutilmente i nostri giorni, i nostri mesi, i nostri anni lasciando in “eredità” ai nostri figli un importante fardello che li costringe, se gli va bene, a sfacchinare per tutta la vita. “CAMPA CAVALLO CHE L’ERBA CRESCE”! Se ci fermiamo per un attimo per riflettere, ci rendiamo conto che “abbiamo toccato il fondo” e ,così facendo, fra meno di un decennio rischiamo di diventare i dipendenti dei Cinesi, degli Africani, degli Asiatici, che corrono “a spron battuto” per raggiungere, nel tempo più breve possibile, la nostra Socialità, il nostro Spirito democratico, grazie ad impegno economico e lavorativo di grande qualità che, probabilmente, si diffonderà in tutto il Mondo Occidentale.

È indispensabile, quindi, capire che è arrivato il momento di svegliarci dal nostro torpore, frutto di estremo benessere e ritornare a fare i sacrifici come quelli che hanno fatto i nostri padri ed i nostri nonni negli anni ’50, ’60,’70,’80 che hanno permesso di parlare di “MIRACOLO ITALIANO” in tutto il Mondo. Insomma, dobbiamo capire che è arrivata l’ora di “pretendere” ciò di cui abbiamo diritto e che, spesso, dopo ogni tipo di elezione, viene “buttato nel dimenticatoio”. Pertanto, a nostro parere, tutti i Soloni della Politica nazionale che sono “calati” come gli Unni, certi di uscirne da conquistatori, dobbiamo pretendere di ritornare ogni mese nella nostra Regione, per verificare se, per quanto promesso, sono arrivate o trovate le risorse e se si sono, o si stanno, investendo nel modo più corretto e lineare, nei tempi giusti, senza che gli interventi si possano disperdere in “mille rivoli”.

Dobbiamo “pretendere” risultati concreti dagli eletti, che siano regionali, provinciali e comunali, che non sono altro che i nostri rappresentanti, pagati per questo lavoro, ai quali abbiamo delegato di realizzare i nostri diritti. Loro hanno il dovere, quando sono nelle loro stanze istituzionali di lasciare le porte aperte per ascoltare le problematiche dei cittadini e, quando sono fuori da quella sede, per fare il proprio dovere, hanno l’obbligo di rispondere al telefono e/o dedicare, tutti i giorni, “tot” ore per ascoltare e provvedere ai bisogni dei cittadini, cercando le varie soluzioni finanziarie ed operative, superando con immediatezza, nel rispetto delle leggi che – se sono anacronistiche possono essere corrette o cambiate – qualunque burocrazia, al fine di non continuare a fare riferimento ,purtroppo, ad una famosa frase gattopardesca, di Pirandelliana memoria, che solo a pensarla, ci vergogniamo di pronunciare perché spesso è sinonimo del NULLA. Abbiamo bisogno, quindi, di “operatori” politici attivi, e non di parolai, che devono metterci l’anima ed il “cuore oltre l’ostacolo”, per mettere in atto quel consenso che gli è stato assegnato dai cittadini. Insomma i nuovi eletti devono riscoprire l’antico segreto del “recupero della rappresentanza” macinando chilometri e consumando suole, con l’obbligo di portare risultati concreti e visibili al popolo.

P.S.: Considerato che oltre il 50% degli elettori non si sono recati a votare, a qualcuno che ci ha chiesto il voto, abbiamo suggerito di lavorare tutti in sintonia, senza pensare a colori ed appartenenza, per il bene del popolo perché quest’ultima tornata elettorale potrebbe rappresentare l’ultima occasione per poter continuare a praticare l’attività politica per dare ai cittadini i loro diritti con i relativi bisogni. Se “si perde questo treno” in tanti dovrebbero cambiare o ritornare al proprio mestiere perché si corre il rischio che in tanti siano costretti ad andare a raccogliere “Muzzuni”, poiché con l’utilizzo di una cartina si possa recuperare una nuova sigaretta.