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Un uragano sbarca a Messina, Eziolino Capuano: dai maiali assatanati allo sfogo in spogliatoio, ecco chi è il nuovo allenatore peloritano [VIDEO]

ezio capuano

E’ ufficiale l’arrivo di Eziolino Capuano a Messina: è lui a sostituire Sullo. Alla scoperta del tecnico mai banale, tra dichiarazioni fuori le righe e filosofia di gioco

Vulcanico, sopra le righe, mai banale, pungente, energico, passionale. Ma ha anche dei difetti. E se fossero difetti questi… Un uragano sbarca a Messina: si chiama Ezio (per tutti Eziolino) Capuano. E’ lui il nuovo allenatore della compagine peloritana dopo l’esonero di ieri di Salvatore Sullo in seguito alla sconfitta interna contro il Monterosi.

Oltre ad una grande dose di esperienza (Sullo era alla sua seconda avventura da primo allenatore, dopo diversi anni da vice), Capuano porta con sé quella grinta che, pur non mancando alla personalità dell’ormai ex tecnico, in campo si era vista soltanto a sprazzi. Diversi i motivi, non tutti ascrivibili a chi sta in panchina: dalla preparazione in ritardo all’organico stravolto, ad esempio.

Un gran lavoro, dunque, per Capuano. Dovrà entrare nella testa dei suoi ragazzi, già demoralizzati dopo quattro risultati di fila negativi. Dovrà rilanciare la squadra nei risultati e riportare il morale su standard accettabili. Dovrà, insieme al suo staff, risolvere i problemi relativi alla tenuta fisico-atletica soprattutto nell’ultima parte di gara. Dovrà risistemare una difesa distratta, disattenta e colabrodo, tra i principali problemi di questo avvio. Compito arduo, ma a Capuano piacciono le sfide, queste sfide.

Eziolino Capuano, tutte le dichiarazioni diventate storia

Lui, uomo del Sud che si è dovuto reinventare dopo che un infortunio a 17 anni ne aveva frenato la carriera da calciatore. E così, già a 23 anni comincia la sua nuova vita in panchina, ripartendo dai dilettanti e non perdendo mai le “stimmate” da uomo vero, antipatico (a tanti, non a tutti), ma sincero e contro quelle etichette ormai moderne da ipocriti e falsi perbenisti. Se ne è beccate, di denunce e querele, Capuano, sempre per dichiarazioni oltre le righe diventate virali, diventate storia, ed entrate nel vocabolario calcistico del calcio di provincia. Quello genuino, proprio come Eziolino. Come quando disse che “chi vende le partite deve andare nei forni crematori”, beccandosi la denuncia degli ebrei.

O come quando, qualche anno fa, passò all’Arezzo diventando un vero e proprio fenomeno social. Dai maiali assatanati che diventano scrofe alle “checche”. Quest’ultima (“in campo devono andare uomini con le palle, non un branco di checche”), gli costò tra l’altro una multa di 5 mila euro. Ma fu solo l’antipasto di quella avventura in Toscana tutta gioie e dolori, amore e odio, passione e rabbia. “Che squadra vorrei vedere in campo? L’Arezzo è una squadra di maiali che stanno crescendo e tra poco diventeranno scrofe, perché le scrofe sono più cattive, sono le mogli dei maiali. Per adesso però i miei sono dei maialetti che piano piano stanno crescendo. Scroff! Scroff!”, con il verso dei maiali a seguire, tra le risate generali.

Un’esposizione mediatica che diventa pian piano più incisiva, creando l’effetto boomerang. L’Arezzo perse una gara amichevole contro una squadra di Promozione e Capuano andò su tutte le furie in spogliatoio: “voi siete una banda di pezzi di merda! Contro una squadra di Promozione… Siete vergognosi, scandalosi… Se voi avete deciso di giocare contro la mia famiglia, io vi squarto!”. Parole dure, forti, urla. Peccato che fosse tutto registrato. Il “malcapitato”, il giovane Sperotto, registrò l’audio – che in pochissimo tempo diventò virale – e poi finì fuori rosa: “non capisco questo uragano mediatico su di me. Odio ipocrisia e falso moralismo. Probabilmente esagero ma il mio rapporto coi giocatori è questo. Non è giusto che un calciatore registri e poi derida l’allenatore. Sperotto è un bravo ragazzo, gli auguro ogni bene ma con l’Arezzo ha chiuso”, disse poi il tecnico, che nel frattempo aveva attirato su di sé anche il richiamo di Striscia La Notizia, con tanto di tapiro.

Ezio Capuano: modulo predefinito e filosofia di gioco

Ma Eziolino Capuano non è solo sfuriate e conferenze show. E’ anche calcio, tanto calcio. Dai dilettanti, da giovanissimo, la gavetta fino alla Serie C. Non spicca il volo oltre, nonostante trent’anni in panchina. Paga il suo essere schietto e diretto, ha detto più volte. Forse, chissà. E’ un integralista: sempre 3-5-2, con variante 3-5-1-1. Equilibrio e solidità difensiva, sfruttando ripartenze e calci piazzati. E, come detto sopra, grinta. Tanta grinta. Proprio quella del suo allenatore. Un motivatore. Uno che, con la sua personalità e la sua grande spinta emotiva, riesce a trasmettere lo spirito combattivo ai suoi giocatori. Le urla? “Chissene”, quello che succede nello spogliatoio rimane dentro lo spogliatoio. E’ la legge non scritta del calcio e degli uomini di calcio. In fondo, Eziolino non ha mai ucciso nessuno. Vuole soltanto vedere dei… maiali assatanati…

Ecco qualche suo video diventato virale.