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I vaccini e le fazioni sull’obbligo, ma Sileri è stato chiaro: “al momento non serve, non possiamo renderlo tale”

Sileri Foto Maurizio Brambatti / Ansa

In Italia, ad oggi, l’argomento principale è sull’obbligo vaccinale: una battaglia in fazioni, ma Sileri è stato abbastanza chiaro

Obbligo sì, obbligo no. Io dico sì. Io dico no. Si può mettere. Non si può mettere. Non si parla d’altro, in Italia (e lo specifichiamo, in Italia). Perché solo nel nostro paese si continua a “rincorrere” il non vaccinato così come si rincorreva il runner solitario in spiaggia in tempi di lockdown. Come se la campagna delle somministrazioni, nel nostro paese, fosse stato un flop. E invece si diceva che col 70% saremmo stati a posto, ma a quel punto si è detto che è meglio l’80. E adesso che l’80 è stato raggiunto e superato, abbiamo alzato l’asticella: “col 90% dei vaccinati stiamo tranquilli. Al 90, forse, si parlerà di obbligo? No, perché è già tanta la pressione mediatica sull’argomento. Eppure, solo pochi giorni fa, un esponente del Governo (Sileri) si esprimeva in maniera abbastanza netta e chiara. E probabilmente anche logica, perché chi parla di obbligo con più dell’80% di vaccinati forse non ci ha capito molto: “serve l’obbligo al momento? Noha detto il sottosegretario a La7 – La vaccinazione sta andando bene? Sì. Abbiamo la possibilità di renderlo obbligatorio? Al momento no, perché i vaccini in ogni caso non hanno quella libertà. C’è qualche stato che ha messo l’obbligo? No, e per questo ci sarà un perché“.