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Segnali contrastanti dall’economia

Dal punto di vista degli affari interni ci sono dei segnali contrastanti per quanto riguarda il fronte economico

Siamo a settembre. Dopo un estate caratterizzata dalla crisi in Afganistan con il ritiro delle forze americane a cui ha fatto seguito immediatamente anche quello degli europei, i talebani hanno ripreso la loro avanzata e sono arrivati ad occupare la capitale Kabul creando uno scompiglio internazionale in cui il quadro geopolitico sarà inevitabilmente modificato anche a seguito dell’ambiguo atteggiamento di Cina e Russia che al momento hanno preso un atteggiamento di cautela sull’accaduto senza prendere una posizione precisa. Dal punto di vista degli affari interni ci sono dei segnali contrastanti per quanto riguarda il fronte economico. L’estate dal punto di vista turistico, da sempre pilastro dell’economia italiana, sta andando molto bene e con prenotazioni soprattutto da parte di turisti stranieri anche per i mesi di settembre ed ottobre. Anche l’industria, in particolare la manifatturiera, ha avuto un aumento molto consistente e le previsioni di fine anno, se confermate, dovrebbero portare il PIL ad un aumento di oltre il 5% rispetto all’anno precedente. Se ci sarà crescita anche nel 2022 praticamente sarà annullato il  terribile -8,9% dovuto al covid nell’anno 2020. In pratica, in soli due anni, ben  prima quindi del previsto, potrebbero essere annullati i danni economici causati dal covid tornando al PIL dell’anno 2019.

Anche sul fronte delle assunzioni l’anno si è aperto in modo molto positivo con circa 500.000 nuovi assunti nel primo semestre del 2021 ed anche dal punto di vista delle entrate tributarie sia da redditi che da contributi queste hanno quasi pareggiato l’anno 2019. La Borsa sta andando a gonfie vele con un + 20% dall’inizio dell’anno e lo spread, il differenziale di rendimento tra i Bund tedeschi e i nostri titoli di Stato, si è assestato intorno i 100 punti base. Sono segnali positivi perché in tal modo gli interessi che si dovranno pagare sui titoli di Stato saranno inferiori. Infine sono arrivati i primi 24,9 miliardi come primo acconto dei 191,5 del Recovery che daranno nei prossimi anni un’ impulso determinante all’economia italiana. Ma non sono tutte rose e fiori. La situazione covid non è ancora completamente sotto controllo, ci sono ancora migliaia di contagi al giorno e diverse decine di decessi. La campagna vaccinale sta rallentando anche perché lo zoccolo duro di chi non vuole vaccinarsi è difficile da abbattere. Con il ritorno nelle aule scolastiche e negli ambienti al chiuso la preoccupazione è ancora massima.

Da diverse aziende arrivano segnali non positivi con lettere di licenziamento in procinto di essere spedite e con quasi un centinaio di dossier caldi sul tavolo del Ministro Orlando. L’inflazione dopo anni in cui era quasi allo zero sta lentamente aumentando portandosi intorno al 2%. Se questo trend continuerà la BCE sarà costretta ad aumentare i tassi di interesse con conseguenze molto negative sul bilancio dello Stato. Ricordiamo che attualmente i titoli di Stato vengono venduti con tassi, in certi casi, negativi. Il debito pubblico, inoltre è in costante aumento e lo scorso mese ha raggiunto lo stratosferico record di 2.696 miliardi di €. Come si vede, quindi, una situazione in chiaro/scuro ma con prospettive incoraggianti per poter uscire velocemente dagli effetti economici causati dal covid e ritornare ad avere un ruolo preminente in Europa.