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Reggio Calabria, Tilde Minasi: “la situazione del GOM è la drammatica rappresentazione dei risultati del commissariamento”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, Tilde Minasi: “il Gom non ha più posto per ricoveri Covid. E’ la drammatica rappresentazione dei risultati di un commissariamento che, dopo oltre un decennio, non ha prodotto ciò per il quale era stato attuato”

La disposizione del Grande Ospedale Metropolitano, con la quale si attua il blocco dei ricoveri da Covid-19, è la drammatica rappresentazione dei risultati di un commissariamento che, dopo oltre un decennio, non ha prodotto ciò per il quale era stato attuato“. E’ quanto afferma in una nota Tilde Minasi, Consigliere regionale della Lega. “Il commissario ad acta – prosegue– non può indugiare oltre sulla questione, tra l’altro a sua conoscenza da diverso tempo, della carenza di personale all’interno del Gom. Allarme lanciato più volte, purtroppo caduto nel vuoto, e che oggi comporta una condizione gestionale difficile e complicata che ricade completamente sull’utenza e sul personale medico e paramedico, già sottopressione da quasi due anni di emergenza pandemica. Quanto sta accadendo, infatti, non riguarda solo ed esclusivamente le problematiche di cura e lo stop al ricovero dei contagiati dal virus (che saranno dirottati a Catanzaro), perché sebbene questa sia la primissima urgenza, a cascata, vengono coinvolti interi reparti con serie complicazioni nella tutela degli altri malati, dovendo i pochi medici e il personale paramedico, operare su più fronti con tutte le conseguenze del caso. Non possiamo più assistere alla negazione del diritto alla salute per i cittadini ed alla legittima richiesta del personale dell’ospedale a lavorare in serenità e quindi con l’accortezza imprescindibile quando si svolgono determinate professioni e mansioni. Il commissario fornisca risposte celeri e assuma provvedimenti significativi e che siano aderenti a quanto sancito dalla nostra Costituzione: la garanzia della salute, la tutela della vita umana, non possono e non devono scontrarsi con decreti, lacune burocratiche e la fredda legge dei numeri“, conclude la nota.