fbpx

Reggio Calabria: nella Commissione pari opportunità, pace, diritti umani discussa mozione sull’Afghanistan

palazzo san giorgio reggio calabria Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

L’VIII Commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali e immigrazione del comune di Reggio Calabria, ha affrontato la delicata tematica riguardante l’Afghanistan

L’VIII Commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali e immigrazione del comune di Reggio Calabria, ha affrontato la delicata tematica riguardante l’Afghanistan. In particolare, è stata discussa la mozione a firma del consigliere comunale Saverio Pazzano e del consigliere metropolitano Filippo Quartuccio. “Sono contenta che alla fine sia arrivata un’unica mozione in Commissione- spiega la presidente Lucia Anita Nucera- visto che inizialmente erano due, ma sempre sullo stesso argomento. Questo rispecchia lo spirito di condivisione e di partecipazione che la Commissione intende portare avanti sui vari temi affrontati inerenti alle competenze della stessa e ringrazio i due consiglieri per il loro impegno e professionalità. Un segnale importante-prosegue la presidente- che evidenzia come in politica sia possibile lavorare per il bene comune collegialmente senza divisioni basate solo sull’appartenenza a schieramenti politici diversi. Il nostro obiettivo -conclude Lucia Anita Nucera- è di portare un messaggio di solidarietà e di pace alla popolazione dell’Afghanistan che sa subendo indicibili violenze ad opera dei talebani che violano ogni diritto umano, impegnando il comune di Reggio Calabria a farsi sede di corridoi umanitari”.

Di seguito la mozione integrale:

PREMESSO CHE

Con la conquista dell’Afghanistan da parte dei talebani, la vita di migliaia di donne e uomini afghani è a rischio. Suscita particolare preoccupazione, tra l’altro, la situazione che si verrà a creare in materia di diritti umani e di condizione femminile, poiché l’applicazione rigida della sharia andrà a determinare inevitabilmente modalità più violente di controllo sociale e violazioni quotidiane dell’autonomia e dell’autodeterminazione delle donne. Vi è inoltre timore per la sorte di quanti, per le loro scelte, sono considerati dai talebani come nemici da ridurre al silenzio o addirittura da eliminare – anche qui il pensiero va soprattutto alle donne afghane il cui attivismo si è speso in questi anni sul piano della rivendicazione di una partecipazione paritaria alla vita sociale, politica e culturale del paese.  Ci si chiede oltretutto quali forme di partecipazione alla vita pubblica saranno possibili di qui in avanti per chi promuove un Afghanistan laico, aperto, plurale, rispettoso del carattere universale dei diritti umani. Ancora – nonostante le recenti rassicurazioni dei talebani in merito a un’amnistia generale per i collaboratori dell’ex governo e delle forze straniere – va tutelata l’incolumità delle cittadine e dei cittadini afghani che in questi anni sono stati vicini alle forze militarmente e strategicamente opposte ai talebani. Il Governo italiano ha ritenuto opportuno predisporre un Piano per mettere in sicurezza i collaboratori del contingente militare e diplomatico a Kabul e presso il comando di Herat. Ma ha anche espresso I’urgenza di offrire protezione umanitaria alle categorie più vulnerabili e più esposte alle violenze e alle rappresaglie da parte dei talebani, a partire dalle donne e da quanti si siano distinti in questi anni per l’attivismo e le rivendicazioni in tema di diritti civili o abbiano collaborato in tale prospettiva con le Istituzioni italiane ed europee, le ong e le associazioni straniere (come sottolineato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi).

Serve ora però una risposta comune europea, per creare canali di accesso e corridoi umanitari, con una particolare priorità per le donne, i minori e le famiglie. La comunità internazionale deve adoperarsi per costruire e garantire vie di uscita e una vera e diffusa accoglienza per il popolo afghano, contribuendo altresì a gettare le basi, pur in questo doloroso momento di “diaspora”, per la rinascita dell’Afghanistan. L’Europa, I’Italia, possono ora dare una risposta concreta alla prima urgente sfida che abbiamo davanti nello scenario della caduta di Kabul: l’accoglienza.

CONSIDERATO CHE

–             in ambito italiano ed europeo cresce la volontà di interventi finalizzati a mettere in salvo le vite umane dei profughi afghani;

–             il Comune di Reggio Calabria, come detto nello Statuto, art. 2 comma 2, “ispira il suo ordinamento ai principi del rispetto della dignità e della libertà dell’uomo e della solidarietà sociale”.

–             a Reggio Calabria esiste ed è attiva una rete solidale che ha operato e opera per l’accoglienza quotidianamente.

In questo scenario, come già ribadito dall’Anci, il Comune di Reggio Calabria offre la propria disponibilità a collaborare con il Governo per quanto si renda necessario al fine di garantire percorsi di integrazione pieni e duraturi per i profughi afghani e per le loro famiglie. In attesa della normativa nazionale che disciplinerà termini e condizioni dell’accoglienza dei cittadini afghani, prevedendo l’ampliamento della capacità di accoglienza diffusa sul territorio, con risorse mirate per l’emergenza in corso, all’interno delle risorse del nostro Comune, con la collaborazione dei nostri servizi sociali e delle eventuali associazioni del territorio, ci candidiamo a gestire l’accoglienza dei profughi afghani che vorranno essere indirizzati sul nostro territorio.

CONSIDERATO ALTRESÌ CHE

La questione afghana è di una dimensione complessa, che dovrà essere gestita solo attraverso un coordinamento a livello internazionale, ma che, proprio per questo, deve vederci, sin da subito, disponibili a mettere a disposizione le strutture comunali per contribuire all’accoglienza dei profughi afghani, degli attivisti, dei collaboratori e di chiunque sia esposto al pericolo di violenza e coercizioni da parte dei talebani.

IL CONSIGLIO COMUNALE

Impegna il Sindaco e la Giunta

– ad attivarsi, con richiesta scritta alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, nonché a tutti gli altri organismi competenti, affinché si apra un corridoio umanitario che consenta ai profughi afghani di raggiungere i paesi europei;

– a dichiarare formalmente la disponibilità del Comune di Reggio Calabria a farsi sede dei corridoi umanitari;

– a organizzare, unitamente alle realtà del nostro territorio che si occupano di accoglienza, un piano per l’accoglienza dei profughi afghani, nel pieno rispetto delle misure di contenimento della pandemia di Covid-19.

I CONSIGLIERI FIRMATARI

Saverio Pazzano

Filippo Quartuccio