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Reggio Calabria, la proposta di Fascì: “un tavolo istituzionale nazionale per salvare il GOM”

Reggio Calabria, Fascì: “il nostro Ospedale sta morendo. L’agonia avviene nella totale assenza di tutte le voci istituzionali che non fanno nulla per avviare un progetto di rilancio dell’Ospedale reggino”

“Il nostro Ospedale sta morendo. L’agonia avviene nella totale assenza di tutte le voci istituzionali che non fanno nulla per avviare un progetto di rilancio dell’Ospedale reggino. Abbiamo più volte acceso i riflettori sulla complessa vicenda di declino del GOM, con 2 successive note stampa, una più preoccupata dell’altra. A maggio eravamo intervenuti a sostegno degli infermieri assunti con contratti COVID. Eravamo intervenuti perché contestare la scelta adottata dalla Direzione Aziendale di assumere infermieri con conferimento di incarichi libero-professionali da destinare al potenziamento della riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid19”. E’ quanto scrive in una nota per il Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti – Coordinamento Reggio Calabria, l’Avv.to Lorenzo Fascì, candidato alle prossime elezioni regionali con la Lista “Calabria Resistente e solidare”. “Scelta evidentemente sbagliata – prosegue- in quanto per sopperire alle enormi esigenze prodotte dalla situazione emergenziale, avrebbe dovuto stipulare contratti a tempo determinato per 36 mesi come è avvenuto in Regioni più virtuose (Puglia, Piemonte). Infatti, a giugno quegli infermieri sono stati licenziati. Certo le scelte della Direzione GOM sono state influenzate dalla Struttura del Commissario Regionale alla Sanità; scelta cinica e sbagliata; cinica perché non si possono sfruttare giovani risorse in un reparto ad altissimo rischio quale il reparto COVID e poi un minuto dopo buttare alle ortiche professionalità già formate. Sbagliata perché oggi gli enormi vuoti di organico avrebbero potuto avere numeri meno gravi. Alcune settimane fa eravamo ancora intervenuti raccogliendo il grido di allarme lanciato da vari primari estremamente preoccupati per la carenza di organico (in tutti i settori lavorativi: infermieri, biologi, tecnici, medici) ed avevamo sollecitato il Commissario alla Sanità Calabrese ed il Ministro della Sanità ad assumere come priorità la drammatica situazione del GOM reggino. Eravamo intervenuti perché l’Azienda GOM era riuscita – solo – a bandire un concorso per 8 infermieri, quando se ne dovevano coprire 400! Sempre delle restrizioni conseguenti il Commissariamento. Ebbene ci eravamo sbagliati. Oggi leggiamo un ulteriore – e ben più grave – grido d’allarme. Il Direttore Sanitario ha affermato: “Non abbiamo avuto alcuna autorizzazione alle assunzioni. Mancano 700 figure professionali che non sono mai state autorizzate”.

“Adesso la situazione è critica per via di un’altra ondata di Covid, ma non vogliamo sottrarre le altre prestazioni ai cittadini della nostra città. Ci sono pazienti oncologici, cardiochirurgici, e tutti hanno diritto alle cure. Purtroppo, per via della carenza di personale, siamo costretti a dirottare alcune risorse in alcune aree come quella Covid, ma non è una situazione che può durare a lungo perché il personale è ormai esausto e sfiancato”. Ad oggi, proprio per la mancanza di personale, sono stati accorpati 6 reparti in soli 3! Tra questi cardiochirurgia con cardiologia. E nelle parole del Direttore – dott. Costarella – si trova la radice vera del problema: “il Commissariamento voluto dai vari Governi che non ha autorizzato un piano assunzionale riferendosi a un parametro del 2004. Si parla di 17 anni, non è pensabile che possa essere paragonato un ospedale del 2004 a uno del 2021″. Il Covid, qui non c’entra, ma ha solo aggravato una situazione già grave. Quasi 20 anni con un vecchio piano assunzionale e come se non bastasse alcune figure sono state dirottate in area Covid, in piena emergenza”. Da più parti si pensa che sottoporre la Calabria ad un Commissariamento pluridecennale sarebbe frutto di una scelta discriminante per tenere in scacco la Calabria con una sanità precaria ed inefficiente per favorire la sanità delle Regioni ricche. Certo che con i 300 milioni di euro che la Calabria versa annualmente alla sola Lombardia per prestazioni sanitarie a Calabresi quante cose si potrebbero fare se non ci fosse in Commissariamento! Ebbene a questo punto non si può rimandare oltre il problema. Occorre una grande operazione di rilancio; intanto chiudendo la stagione del Commissariamento e, contemporaneamente, ripagare la Calabria dalle restrizioni decennali con ingenti risorse necessarie per sostenere un grande piano assunzionale. Pesa come un macigno il silenzio del sig. Sindaco della Città (anche Sindaco della Città Metropolitana). Avrebbe dovuto, subito, indire un tavolo tecnico che coinvolga tutte le Istituzioni. Avrebbe dovuto stimolare il Governo. Il Sindaco della città è la massima Autorità Sanitaria del territorio ed ha il dovere di difendere – con i denti – l’Azienda Ospedaliera Metropolitana. Avrebbe potuto coinvolgere il sig. Prefetto – anche lui – che in colposo silenzio osserva senza fare nulla il declino del GOM. E poi la nostra Regione: subisce un Commissariamento assurdo senza riuscire ad alzare la voce; sembra che la questione non gli appartenga; eppure la riforma del Titolo V^ della Costituzione ha assegnato la gestione della Sanità al livello Regionale. Sono silenzi questi, gravi che pesano come un macigno e per questo diffidiamo, pubblicamente, le dette Istituzioni, ad intervenire mettendo sul tappeto la forza e l’Autorevolezza dei loro ruoli istituzionali. Ed infine crediamo che la CGIL, unitamente alle altre Forze Sindacali Confederali, deve raccogliere il grido di allarme manifestato dal Direttore Sanitario rilanciandolo con maggiore forza accompagnandolo con forme adeguate di lotta sindacale. In buona sostanza crediamo che la Città e la Provincia – tutte le forze sane della città – insieme avviino una iniziativa corale a sostegno del GOM. I nostri concittadini hanno diritto ad avere una sanità di qualità; qui e non altrove”, conclude.