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Reggio Calabria, Chilà (Fdi) sui bilanci comunali: “il Governo sostenga gli enti locali”

Reggio Calabria, Chilà: “anche FdI interviene nell’ambito del dibattito politico che sta riguardando diversi comuni della provincia di Reggio Calabria e non solo, in merito all’annosa questione dell’approvazione dei bilanci comunali”

Anche FdI interviene nell’ambito del dibattito politico che sta riguardando diversi comuni della provincia di Reggio Calabria e non solo, in merito all’annosa questione dell’approvazione dei bilanci comunali. A dare voce a questa evidente e necessaria “richiesta di aiuto” che viene da vari comuni è la dott.ssa Paola Chilà del coordinamento provinciale sport del partito di Giorgia Meloni che ritiene “assolutamente fondamentale rivolgere l’appello ai livelli provinciali e regionali di FdI, affinché facciano da cassa di risonanza, nell’ambito dell’attività di unica forza politica di minoranza governativa, verso il Governo centrale e intervengano per rimuovere i tantissimi ostacoli tecnici contabili che non stanno consentendo a diversi comuni a livello nazionale di “chiudere” i propri bilanci”. In tal senso Chilà ricorda “le varie norme “salva comuni” che sono state approvate per dare la possibilità a città importanti, in primis Roma, ma anche Reggio Calabria dalle nostre latitudini, con manovre governative che hanno trasferito i 12 miliardi del debito accumulato dalla Capitale allo Stato, o i 5 miliardi del deficit di Napoli, anche questi trasferiti allo Stato, così come per tantissimi altre Capoluoghi importanti, in modo particolare nel Sud Italia. Diversi studi dimostrano che, alle condizioni attuali, rischiano il dissesto tantissimi comuni calabresi, siciliani e campani. In tal senso anche la preannunciata proroga al 15 settembre per l’approvazione dei bilanci, non ancora attuata, faceva presagire la consapevolezza, anche a livello centrale ai massimi vertici governativi, che la situazione era realmente difficile. Tutto ciò notevolmente peggiorata da una evoluzione normativa in materia di contabilità pubblica degli ultimi 10 anni che non riesce ad avere a livello centrale una consecutività razionale e logica tenuto conto che le diverse norme inserite a salvaguardia dei bilanci comunali spesso vengono modificate e sostituite determinando una reale impossibilità ai Comuni a dare seguito ad una programmazione economica finanziaria di ampio respiro nel corso degli anni. In tal senso si è passati da interventi governativi di qualche anno addietro che consentivano ai Comuni di attuare anticipazioni di liquidità, in considerazione delle grosse difficoltà degli enti locali di rispettare i “termini di pagamento” dei propri fornitori di beni e servizi a normative e sentenze che hanno eliminato la possibilità di ripianare le suddette anticipazioni di liquidità.

Era proprio il principio di ridurre i tempi medi di pagamento dei vari comuni e di liberare risorse in favore dell’economia locale, fortemente “segnata” dalla crisi economica che imperversa la nostra Nazione da diversi anni, a definire la possibilità di fare delle anticipazioni di liquidità da parte dello Stato centrale. La costituzione del FAL (fondo anticipazione di liquidità) a garanzia di una buona gestione dell’Ente rappresentava una misura di garanzia e tali anticipazioni avrebbero potute essere ripianate in un tempo relativamente coerente con le politiche di bilancio e di programmazione finanziaria di ciascun Comune. La successiva sentenza della Corte Costituzionale 80/2021, dopo diversi anni di applicazione delle anticipazioni di liquidità, che ha annullato in pratica gli effetti di queste anticipazioni rendendo impossibile una “marcia indietro” sulle scelte degli anni precedenti ha reso impossibile la concreta redazione del bilancio e poco è valsa la normativa intervenuta quale misura di sostegno dell’equilibrio degli enti locali (art. 52 DL 73/2021) che ha istituito un fondo di 660 milioni di euro, tenuto conto che i parametri per potervi accedere vanno a premiare probabilmente i comuni che hanno paradossalmente una situazione peggiore rispetto comunque ad altri Comuni che hanno utilizzato il FAL in modo serio ed oculato e per “liberare” la giusta liquidità per far fronte ai propri debiti ed alle necessità di immettere “denaro fresco” all’interno del circuito economico locale. Queste considerazioni che possono essere considerate di semplice conduzione tecnica e di finanza pubblica non possono non essere prese in considerazione dai partiti a livello centrale e dal Governo che sino ad ora ha “promesso” un rinvio alla scadenza di approvazione del bilancio ma non ha in realtà prodotto ancora oggi degli strumenti “compensativi” rispetto a norme che stanno mettendo in difficoltà una miriade enorme di Comuni anche nel nostro territorio provinciale“.

Da qui l’appello di Paola Chilà di FdI affinché “la dirigenza nazionale del partito possa condurre questa “battaglia” che riguarda la vita di tantissimi comuni che, se costretti a dichiarare un dissesto, puramente tecnico a seguito delle varie modifiche normative poco razionali temporalmente attuate dal governo centrale in questi anni, rischiano di vedere aumentare inesorabilmente i tributi locali e le tasse comunali a danno dei tantissimi cittadini di quei territori.
L’interessamento del partito di FdI deve riguardare a nostro modesto parere non solo i grandi comuni, come Roma e Napoli, la cui gestione è sicuramente discutibile, ma anche piccole e modeste realtà comunali della nostra Città Metropolitana che rischiano di “pagare” uno scotto incredibile nelle proprie scelte di bilancio a causa di una normativa poco chiara e con evidente limiti anche di carattere temporale, rispetto ad una situazione di difficoltà economiche di tutti i cittadini piegati da una pandemia che ha messo a dura prova le proprie capacità di reddito e conseguentemente le possibilità di corrispondere allo Stato ed agli enti locali le imposte ed i tributi di competenza con conseguente deficit anche sui bilanci comunali”, conclude.