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Reggina, alla ricerca della continuità: leggere attentamente il foglio illustrativo

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La nomina del direttore sportivo Massimo Taibi anche a responsabile del settore giovanile deve essere rappresentato come un segnale stabile: niente più passi indietro, la Reggina ha bisogno di continuità e pazienza per un settore fortemente delicato

C’erano un tempo i plenipotenziari. C’erano i “bracci destri”, gli uomini di fiducia, i nuovi che avanzano. E c’erano anche quelli che avevano il vissuto dei grandi club. “Ne resterà solo uno”, frase storica. E il famoso “uno” risponde al nome di Massimo e al cognome di Taibi. Passano i presidenti, passano le stagioni, cambiano le categorie, i calciatori, gli allenatori e anche i Dg. Ma lui sta là. Sempre. Fisso. Fermo. Cuffiette all’orecchio, telefono in mano. Ora al Sant’Agata, ora in viaggio. Ora (anzi già da prima) direttore sportivo, ora (anche) responsabile del settore giovanile. Una figura interna, una figura già addentrata nell’ambiente. Per la prima volta dall’era Gallo, forse, la Reggina non sceglie il nuovo. Sceglie colui che ha superato molto bene l’esame Reggina, sceglie colui che ha superato gli “screzi” col presidente (è stato affermato pubblicamente), sceglie colui che è già al secondo rinnovo, sceglie colui che mette davanti il bene Reggina davanti a quello personale.

E ora? Che si fa? Ora ci si siede a un tavolo, si apre il foglio illustrativo e lo si legge con cura. Bene, però. Non di fretta, alla carlona. Alla voce “pazienza“, ad esempio, ci si sofferma, si ripassa, si rilegge, si riflette. Così come alla voce “risultati“. E, soprattutto, alla voce “continuità“. La Reggina ha bisogno di continuità in seno a delle scelte che ieri contavano 1, oggi contano 2 e domani conteranno 4. Il settore giovanile potrebbe sembrare una formica rispetto al “leone” prima squadra, alle stelle, ai grandi acquisti, ai salti di categoria, agli store, ai pullman e allo stadio bello. In realtà, invece, è un Tirannosauro. Il settore giovanile è altra cosa. Non è l’attaccante che manca e che compro last minute, non è l’allenatore che esonero perché i risultati non vanno e non è la quinta vittoria di fila in campionato. E’ altro, è molto altro. E’ un comparto delicato e da “agitare con cura”. E’ la fonte più importante di una società, di qualsiasi società. E non la si costruisce stravolgendo i vertici con la facilità disarmante con cui è stato fatto finora. Non si scelgono figure esterne che hanno i mesi contati, a prescindere dalle motivazioni di una separazione più o meno dipendente dalla stessa società. Servono figure che abbiano una stabilità, un peso, che sentano la responsabilità e che conoscano anche le dinamiche esterne al centro sportivo.

Massimo Taibi è la figura giusta? Sì. Massimo Taibi è un osservatore? No. Massimo Taibi sbaglierà? Sì. Massimo Taibi ha bisogno di tempo per iniziare a raccogliere i primi frutti coltivati? Sì, e anche tanto. Massimo Taibi ha bisogno di collaboratori, che siano istruttori o responsabili vari, in grado di aiutarlo nella crescita dei bambini – umana prima che professionale – affinché possano diventare ragazzi formati e pronti al grande salto? Sì. Devono suonare campanelli d’allarme in caso di risultati negativi un po’ rotondi in alcune partite delle varie selezioni? No, assolutamente. Massimo Taibi ha bisogno di una fitta rete scouting sul territorio e non solo che possa scovare e “portare dentro” i giovani più interessanti? Sì, perché si è parlato fortemente di identità ed è uno dei primissimi termini che il presidente Gallo ha utilizzato nella sua prima conferenza da patron amaranto.

Continuità e pazienza. Sono i due capisaldi, perché tutto il resto non manca. Alla Reggina non manca una struttura bellissima, invidiabile, accogliente. Non manca la serenità di un ambiente bello, con tutti i servizi possibili e immaginabili e comfort di ogni tipo. Alla Reggina manca solo, e soprattutto, continuità e pazienza. Pazienza, se si sbaglia all’inizio. Pazienza, se i risultati non arrivano. Pazienza, pazienza, pazienza. I primi frutti si vedono coi prestiti di alcuni ragazzi della Primavera che, chissà, potrebbero diventare bandiere future della prima squadra. Ma serve continuità. Niente più stravolgimenti al vertice ma solo figure stabili. Taibi ha già svolto questo compito a Modena. Lo sa fare e ha la fiducia della società. Che forse, si spera, questa volta ha ben consultato il foglio illustrativo…