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Reddito di Cittadinanza, Sicilia e Calabria sul podio per numero di percettori: i DATI e il confronto con le altre Regioni

Sicilia e Calabria sono rispettivamente al secondo e terzo posto nel rapporto percettori / popolazione residente, ma anche fanalino di coda nelle statistiche sulla percentuale di occupazione e di famiglie in povertà relativa

Risiedono nelle Regioni del Sud Italia la maggior parte delle persone che percepiscono di reddito di cittadinanza. E’ quanto si apprende dalle statistiche pubblicate sull’edizione odierna del Quotidiano del Sud, in relazione ai dati del 2019, e mettono in evidenza la grande differenza tra il Settentrione e il Meridione del nostro Paese. I dati, oltre che a proporre le due Italie, dimostrano anche come vi sono realtà nel Sud che vanno sempre più divaricandosi. Un Sud ancora più penalizzato e in difficoltà formato da regioni come Campania, Sicilia e Calabria, nelle quali la povertà relativa raggiunge quasi un quarto delle famiglie esistenti. Come si legge nella tabella, al secondo posto l’Isola possiede 559.588 percettori di reddito di cittadinanza (11,6% della popolazione residente), seguita al terzo posto proprio dalla Calabria con 189.253 cittadini interessati (10,1%).

Il primato delle famiglie in povertà relativa è raggiunto dalla Sicilia, nella quale quasi 1 famiglia su 4 (24,3%) versa in tale condizione Segue poi la Calabria con il 23,4%. I tre indicatori, quelli del numero di percettori di reddito cittadinanza, quelli della percentuale di occupati compresi sommersi sulla popolazione complessiva e quello del numero delle famiglie in povertà relativa, vanno tutti nello stesso senso. Cioè tutte le regioni meridionali hanno i tre indicatori coerenti: a cominciare dalla Campania che primeggia nel numero dei percettori, ma che ha anche uno dei più bassi rapporti occupati popolazione e un numero di famiglie in povertà relativa molto elevato, ma comunque inferiore anche alla Puglia. Insomma, lo Stato dovrà sicuramente tenere in considerazione l’aspetto che il Reddito di Cittadinanza è una fonte di sostentamento per molto famiglie povere, ma dovrà anche combattere il giro illegale di chi senza possedere i requisiti che tale misura richiede invece lo utilizzano. L’altro punto riguarda il tema dell’occupazione, perché inserire anche le fasce più giovani della popolazione all’interno della misura è stato un disincentivo al lavoro ed ha complicato la ricerca da parte di tante imprese che adesso, da Nord a Sud, stentano a trovare professionalità per alcuni mestieri.