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Question Time, Forza Italia interroga Giovannini su prolungamento reti Ten-T fino in Puglia: Calabria e Sicilia presto dimenticate

corridoi europei

Le due Regioni dell’estremo meridione attendono risposte sul completamento del corridoio Berlino-Palermo, raggiungibile soltanto con la realizzazione del Ponte sullo Stretto

Il corridoio Baltico-Adriatico è il primo dei dieci assi prioritari del sistema di reti transeuropee dei trasporti, la proposta di Forza Italia è quello di prolungarlo fino a Lecce. “Domani nel corso del question time, in diretta televisiva, chiederò al ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili di valutare, al fine di allineare la rete strategica nazionale alla rete Ten-T, il prolungamento del corridoio Baltico-Adriatico fino a Lecce, tramite Brindisi, o in subordine il prolungamento del corridoio Scandinavo-Mediterraneo fino a Brindisi-Lecce, e di riconsiderare l’inserimento del porto di Brindisi nella rete core e dell’aeroporto di Bari tra quelli della rete di rango Core”. Così il deputato pugliese di Forza Italia Mauro D’Attis. L’atto ispettivo è anche firmato dai deputati azzurri Vincenza Labriola, Veronica Giannone ed Elvira Savino. “L’Italia – continua – ha sempre espresso la volontà di incorporare nella rete e nei corridoi europei gli assi strategici nell’ambito del sistema nazionale delle infrastrutture di trasporto al fine di colmare i gap esistenti, con particolare riferimento al pieno allineamento tra la pianificazione nazionale e la pianificazione europea sulla rete Ten-T”, anche perché “è necessario in particolare rilanciare le infrastrutture del meridione d’Italia al fine di consentirne il pieno sviluppo economico. Pertanto, domani capiremo quali sono le intenzioni del governo su questo specifico tema, di fondamentale importanza per il Sud e la Puglia in particolare”. Sarebbe opportuno ricordare che anche Calabria e Sicilia attendono risposte sul completamento del corridoio Berlino-Palermo, raggiungibile soltanto con la realizzazione del Ponte sullo Stretto, vicenda intorno alla quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha posto un freno istituendo nuovi studi di fattibilità.