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Green Pass, in Slovenia il popolo insorge: scontri tra Polizia e manifestanti davanti al Parlamento [VIDEO]

Proteste veementi a Lubiana contro il Governo, i manifestanti sono contrari all’estensione della “condizione PCT” (equivalente del Green Pass in Italia) per svolgere determinate attività

Il dibattito sul Green Pass non è molto accesso soltanto in Italia, anche da Lubiana arrivano immagini di protesta del popolo nei confronti del Governo. Nella serata di ieri si sono svolte manifestazioni contro quella che in Slovenia è stata definita “condizione PCT” (P-guariti, C-vaccinati, T-testati), imposta dal Premier Janez Janša per poter svolgere determinate attività: i cittadini dovranno esibire il “lasciapassare” per avere accesso ad uffici pubblici e attività commerciali (benzinai compresi) ad eccezione dei negozi di alimentari e farmacie (soltanto se fuori dai centri commerciali). Tali decisioni hanno generato il profondo dissenso degli sloveni nei confronti dell’Assemblea nazionale, adesso priva della fiducia del popolo, il quale è sceso in piazza per gridare la propria contrarietà. “Vogliamo indietro le nostre vite, vogliamo la libertà”, è stato urlato durante l’evento di protesta, che ha raccolto migliaia di cittadini, molti dei quali arrivati nella Capitale da altre città.

Sebbene gli organizzatori abbiano inizialmente chiesto l’autorizzazione per una manifestazione pacifica, durante la protesta le tensioni sono aumentate: un uomo ha prima lanciato una bottiglia contro uno degli agenti di polizia impegnati nel servizio di sicurezza, rischiando di colpirlo. La folla poi si è avvicinata anche all’ingresso del palazzo del Parlamento, così da costringere i militari a rafforzare la propria presenza e mettere in sicurezza l’ingresso. La folla ha scandito alcuni slogan e in alcuni casi diretto lacrimogeni verso il palazzo istituzionale. Poco dopo le 20, la polizia ha reagito utilizzando gas lacrimogeni sui partecipanti, costretti poi a ritirarsi dal parlamento e a sparpagliarsi per le strade di Lubiana. Più tardi, però, alcuni di loro sono tornati nella piazza davanti al parlamento, dando ancora filo da torcere ai militari. In un tweet, il primo ministro Janez Janša ha condannato la “violenza di strada” e ha scritto che “il governo non cederà a nessuna pressione. Insisterà sulle misure per proteggere la salute e la vita delle persone”. Il ministro dell’Interno Aleš Hojs ha accusato i rappresentanti dei partiti di opposizione Levica e SD (socialisti e democratici) per le scene viste nel corso della protesta, si è anche congratulato con la polizia.