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Attentato Torri Gemelle: il terrorista Mohamed Atta prese un volo dall’Aeroporto di Reggio Calabria sino a Francoforte insieme a un “collega” attentatore poi arrestato

“Anche Atta era stato nell’agenzia del Cts, si presentò insieme ad un altro tizio di nazionalità nord africana e comprò un biglietto Reggio Calabria-Francoforte di sola andata”: il racconto sconvolgente di Nino Liotta che racconta di aver visto coi suoi occhi il terrorista egiziano Mohamed Atta, che, l’11 settembre 2001, ha dirottato il volo American Airlines 11, portandolo poi a schiantarsi contro la Torre Nord del World Trade Center

“A 20 anni dalla tragedia delle Torri Gemelle vi racconto un episodio che ho tenuto riservato per 20 anni, ormai i fatti sono nei libri di storia, il giorno che a Reggio Calabria vidi Mohamed Atta, il lurido animale che guidò l’attentato dell’11 Settembre”. Lo ha affermato in un video su Facebook l’agronomo Nino Liotta. L’animatore del nuovo progetto politico “Elemento Meridione” e candidato nelle Liste di Amalia Bruni Presidente alle prossime elezioni Regionali, ha svelato un retroscena clamoroso in merito alla tragedia che vent’anni fa cambiò la storia del mondo intero. L’attivista infatti giura di aver visto a Reggio Calabria il terrorista egiziano Mohamed Atta, che, l’11 settembre 2001, ha dirottato il volo American Airlines 11, portandolo poi a schiantarsi contro la Torre Nord del World Trade Center.

“Ero nel balcone della cucina e sentendo la tv di uno dei vicini corsi alla mia e vidi il fumo uscire dalla torre a New York e rimasi a guardare fino a quando arrivò in volo l’altro aereo sulla seconda torre. Mia figlia Cristina aveva appena un anno, era martedì di Festa Madonna, mi chiesi ‘ma in quale mondo è arrivata mia figlia’?”, afferma nel video Nino Liotta. Nei giorni successivi alla tragedia vennero diffuse le immagini del capo di tutta questa operazione e il volto del kamikaze non era nuovo per Liotta: “ho sempre avuto una memoria fotografica, vedendo quel volto l’ho subito identificato. Una sola volta l’avevo visto, ma ne ero certo. Per i successivi sono stato in stato di agitazione fino a quando, circa una ventina di giorni dopo, alle 3.20 del mattino, mi svegliai di soprassalto perché avevo focalizzato il momento ed il luogo in cui lo avevo incontrato”.

“Insieme a Dario nel 1986 avevamo fondato un’agenzia viaggi, il Cts, che ha fatto viaggiare clienti italiani e ovviamente tanti utenti stranieri. Anche Atta era stato nell’agenzia del Cts – afferma Liotta – . Io ero da solo, si presentò insieme ad un altro tizio di nazionalità nord africana, forse marocchino, ma l’egiziano era venuto nella mia agenzia e aveva comprato un biglietto Reggio Calabria-Francoforte, solo andata. La mattina successiva verificai nell’archivio con le rendicontazioni, spulciai fino a quando non saltarono fuori le matrici di questi biglietti e segnalai immediatamente in modo riservato agli uffici competenti delle forze dell’ordine questi dati in mio possesso. L’altro maiale lo vidi in tv dopo qualche mese, arrestato in un’operazione della guardia di finanza collegata all’atto di terrorismo internazionale. La città di Reggio Calabria è stata dunque scalo per molti grandi personaggi ma, come successo in questi casi, evidentemente non solo. I piloti dell’attentato alle torri Gemelle, uscì qualche tempo dopo, venivano addestrati tutti al volo proprio in Germania. E così si spiega quel biglietto, che non so se servì alle indagini. La Globalizzazione, che serve nel bene e nel male, è una vera Globalizzazione. Quel che ribadisco – conclude Liotta – , è: quel porco lurido è passato da Reggio Calabria. Il mondo è globalizzato, oggi ancor di più, lo dimostra il virus che è partito dalla Cina e si è diffuso in tutto il pianeta. Significa che in questo mondo siamo tutti fratelli, dobbiamo sempre far prevalere l’amore su tutto”.