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Messina, Siracusano: “dal Governo la volontà di risolvere i problemi del Tribunale”

Matilde Siracusano

Giustizia, Siracusano (FI): “dal Governo la volontà di risolvere i problemi del Tribunale di Messina

“La questione degli uffici giudiziari della città di Messina è una vicenda assai risalente nel tempo e complessa. La forte criticità allocativa della realtà giudiziaria di Messina, dislocata in diverse sedi distribuite ’a macchia di leopardo’ è, ancora oggi, costituita prevalentemente da immobili a titolo di locazione passiva con ingenti spese per i relativi canoni da corrispondere”. Così Matilde Siracusano, deputata messinese di Forza Italia. “Dopo un dibattito, ormai quasi più che decennale, incontri tra Sindaci, vertici degli uffici giudiziari e diversi Rappresentanti del Ministero succedutisi nel tempo, da ultimo – nel maggio scorso – da Via Arenula era arrivato il via libera per il trasferimento di parte degli uffici del giudice di pace – da tempo dichiarati inagibili – e della Sezione del lavoro. Ma si va verso nuove situazioni tampone che non risolveranno in modo definitivo il problema. Ho chiesto, dunque, attraverso un’interrogazione parlamentare di sapere quale sia l’attuale situazione e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per risolvere la problematica ed avviare la funzionalizzazione del nuovo palazzo di giustizia. La risposta datami in Commissione Giustizia dal sottosegretario Sisto è confortante, il governo Draghi sembra voler intervenire concretamente per risolvere il problema degli uffici giudiziari della città di Messina. Problema che, come ho sottolineato anche oggi, riguarda anche la pianta organica in servizio al Tribunale, assolutamente non adeguata per una realtà importante e complessa come quella peloritana. Tutti a Messina conoscono la vicenda della famiglia Carità che, proprio a causa di questi disservizi, aspetta giustizia da oltre 13 anni. È giunto il momento di cambiare passo. Speriamo davvero che con questo esecutivo ci possa essere una svolta attesa da ormai troppi anni”, conclude la nota.