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Messina: convenzione tra la Casa Circondariale ed il Tribunale di Sorveglianza per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità

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Convenzione tra la Casa Circondariale di Messina e il Tribunale di Sorveglianza di Messina per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità ai sensi dell’art 20 ter L. 26 luglio 1975 n.354

“Il 13 settembre scorso, presso i locali del Tribunale di Sorveglianza di Messina, è stata firmata dal Presidente dello stesso Tribunale, dott.ssa Francesca Arrigo, e dalla sottoscritta, dott.ssa Angela Sciavicco, Direttore della Casa Circondariale -scrive in una nota-  apposita Convenzione per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità ai sensi dell’art 20 ter L. 26 luglio 1975 n.354, da realizzarsi nei locali del Tribunale di Sorveglianza di Messina, attraverso l’inserimento di n. 3 detenuti che hanno espresso la volontà di espletare attività non retribuita in favore della collettività, svolgendo interventi di manutenzione del predetto stabile. Tale importante iniziativa sarà attivata anche grazie alla collaborazione e al prezioso contributo del Rotary Club di Messina, nella persona del presidente pro-tempore Isabella Pia Palmieri, che sostiene il progetto e ne sposa contenuti e finalità, provvedendo sotto il profilo economico alla necessaria copertura assicurativa. Il D.Lgs. 2/10/2018 n. 124, recante Riforma dell’ordinamento penitenziario in materia di vita detentiva e lavoro penitenziario, ha inserito nella L. 354/1975, l’art. 20-ter. Si tratta di un’innovazione normativa che consente anche ai detenuti e agli internati di essere ammessi al L.P.U., tenendo conto delle specifiche professionalità e attitudini lavorative. Il L.P.U. può consistere in attività da svolgersi a favore di amministrazioni dello Stato, regioni, province, comuni, comunità montane, unioni di comuni, aziende sanitarie locali, enti o organizzazioni, anche internazionali, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato, sulla base di apposite convenzioni. Lo svolgimento del L.P.U. si colloca nell’ambito di una valutazione più ampia e complessiva del percorso trattamentale del detenuto, ai sensi dell’art. 15 OP, e può rappresentare uno strumento idoneo per offrire al reo la concreta possibilità di responsabilizzarsi e risocializzarsi, fornendo prestazioni non retribuite che devono dare un servizio a tutta la comunità, attivando così un percorso di riparazione e riavvicinamento alla società civile. Tale iniziativa, fortemente voluta dal Presidente del Tribunale di Sorveglianza e dalla scrivente Direzione, testimonia il costante impegno delle suddette Amministrazioni nella promozione di iniziative volta a rendere concreta la funzione rieducativa della pena, sancita dall’articolo 27 della Costituzione, “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, conclude.