fbpx

Le Ricette di StrettoWeb – Insalata di stocco e peperoni

/

Le ricette di StrettoWeb: ricetta e tradizione dell’insalata di stocco e peperoni

Molto versatile l’insalata di stocco e peperoni è un secondo piatto nutriente e dal sapore intenso o uno squisito antipasto servito in piccole porzioni. Simbolo della cucina calabrese lo stocco di Mammola, uno dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, è un alimento ad alto valore energetico, infatti, ad un chilogrammo ne equivalgono ben cinque di merluzzo fresco. Magro e ricco di proteine nobili ha un basso contenuto di grassi e di sale tanto da essere considerato uno dei migliori alimenti di una dieta sana. 

Difficoltà: facile

Preparazione: 20 minuti

Cottura: 25 minuti

Porzioni: 4 persone

Costo: medio

INGREDIENTI

1 Kg di stocco ammollato

3 peperoni rossi

Olive nere

1 spicchio d’aglio

1 ciuffo di prezzemolo

Olio extravergine di oliva, sale e pepe

Preparazione

Lessate lo stocco in abbondante acqua salata per 10 minuti e tenetelo da parte. Arrostite i peperoni sulla griglia e lasciateli raffreddare in un sacchetto di carta prima di eliminare la pellicina. Sminuzzate lo stocco ed unitelo in una ciotola capiente ai peperoni ed alle olive. Condite l’insalata con aglio, prezzemolo, sale, pepe ed olio extravergine di oliva e fatela riposare in frigo prima di servirla.

Conservazione

L’insalata di stocco e peperoni si conserva in frigo per un paio di giorni.

Curiosità e benefici dello stocco calabrese

Lo stoccafisso o stocco”, come spesso viene chiamato al Sud Italia, prende il nome dalle rastrelliere di legno, dette “stock-fish”, su cui si merluzzi sono messi ad essiccare. Ingrediente di eccezionale qualità proveniente dai mari incontaminati della Norvegia il merluzzo artico, definito “oro bianco” nei luoghi di origine, è minuziosamente selezionato e sottoposto ad un lento processo di essiccazione merito del perfetto equilibrio tra vento, sole e pioggia che caratterizza il clima della Norvegia Settentrionale. La fase successiva, quella della classificazione del pesce, richiede l’abilità dei “vraker” capaci di smistare rapidamente lo stoccafisso in più di venti tipologie con valori di mercato differenti. Se l’Italia è uno dei paesi che più assiduamente consuma il prezioso pesce artico è dovuto ad una circostanza sfortunata che ha coinvolto il nobile veneziano Pietro Querini nel 1432. In seguito ad un naufragio nelle isole norvegesi rimase affascinato dalle potenzialità e dai metodi di conservazione del merluzzo facendo rientro con ingenti scorte di pesce essiccato e segnando l’inizio di proficui scambi commerciali con quel paese. Lo stoccafisso raggiunse infatti diversi porti italiani, fra cui il porticciolo di Pizzo e da qui, attraverso le antiche mulattiere, il borgo di Mammola. Le acque straordinarie del torrente Limina e la lavorazione artigianale lo hanno reso un ingrediente di spicco della cucina tradizionale che offre ricette squisite come lo “Stocco alla ghiotta” un piatto conosciuto ed apprezzato ovunque.

Consiglio della zia

I pomodorini, le patate, le olive, i capperi, la cipolla rossa di Tropea IGP ed una spolverata di origano sono gli ingredienti della classica insalata di stocco.