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La Regina torna a casa, ma il cuore è pieno solo a metà

  • Foto di Francesco Gattuso
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L’Eremo e il Duomo di Reggio Calabria si coloreranno come sempre per celebrare la Madonna della Consolazione, patrona della città. Ma quanto mancano la processione e i momenti di folklore vissuti dal venerdì sera alla mezzanotte del martedì…

“Cu terremoti, cu guerra e cu paci sta festa si fici e sta festa si faci”. Ma col Covid, beh… non si scappa. Lo stiamo provando sulla nostra pelle, noi reggini, così come ormai tutto il resto del mondo. Una realtà in cui bisogna fare i conti con una maledetta pandemia, che ha portato via tanti nostri cari, che ci sta portando via tante abitudini, tante tradizioni. E fra queste anche la più sentita Festa Madonna, così comunemente chiamata dai reggini. L’Eremo e il Duomo si colorano con le classiche luminarie per una festa, che purtroppo però, per il secondo anno consecutivo, non si terrà. Perché si, parliamoci chiaro, la fede si può professare anche in silenzio, i più fedeli pregheranno comunque la Madonna della Consolazione, ma la sensazione della processione, di vedere la vara sorretta dai portatori sfilare in mezzo a migliaia di persone, quella non può essere paragonata a nulla. Fedeli, pagani, tutti uniti perché… reggini. E quei ricordi bellissimi e nostalgici dei nonni, che a quel momento ci tenevano tanto, per salutare la Madonna e rinnovare una tradizione sacra, preziosa, sentita. Una città che si ferma, una città che si riempie d’orgoglio, una città che è fiera. Perché Reggio è Reggio, nel bene e nel male, sempre.

Sarà dunque un venerdì strano, un sabato ancor di più spento e un martedì senza emozione quello che aspetta Reggio Calabria e i suoi cittadini. I quali sanno di dover fare un ulteriore sforzo, di dover resistere perché non è il momento di mollare. I quali sanno che le noccioline delle bancarelle e il panino “cu satizzu” in Piazza Duomo saranno comunque buoni, ma forse non allo stesso modo. La Regina (con una “g” stavolta) comunque sarà al suo posto, riempirà il nostro spirito di quel coraggio che in questo momento è necessario per andare avanti, ricordandoci che bisognerà ancora fare qualche sacrificio, e chissà un giorno Festa Madonna tornerà ad essere quella vera, quella che a Reggio non può essere sostituita da niente.