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La Calabria resta in zona bianca: finalmente una scelta di buon senso

calabria zona bianca

Coronavirus, al termine della cabina di regia si è deciso che la Calabria rimanesse in zona bianca

La Calabria resta in zona bianca: finalmente una scelta di buon senso da parte del Governo, che nonostante il superamento di tutti gli indicatori per il passaggio in zona gialla secondo le norme disposte dall’apposito decreto, ha preferito considerare l’andamento epidemiologico e lasciare la Regione che lo scorso anno era stata più martoriata da inspiegabili e ingiustificate zone rosse, nella fascia di minor rischio dove non c’è alcuna restrizione. Il passaggio in zona gialla con appena 15 ricoverati in terapia intensiva su 2 milioni di persone, a maggior ragione con il 76% di calabresi già vaccinati, sarebbe stato un ennesimo schiaffo a questa Regione già duramente colpita più che dalla pandemia in sè (la Calabria ha il tasso di mortalità da Covid-19 più basso dell’intera Europa), ma dalle restrizioni che ne hanno compromesso due anni di vita sociale ed economica.

La Calabria nei giorni scorsi (tra domenica e martedì) superava tutti i parametri della zona gialla con 18 ricoverati nei reparti di terapia intensiva in tutta la Regione, pari al 10,7% di occupazione sui posti disponibili. La soglia della “zona gialla” è del 10% e corrisponde a 17 posti letto occupati. Per un solo ricovero oltre soglia, quindi, e con il 90% di posti letto liberi, la Calabria ha rischiato di subire nuove restrizioni nonostante negli ultimi giorni i ricoveri sono diminuiti (oggi siamo a 15 ricoverati nei reparti di rianimazione di tutta la Regione, quindi sotto la soglia di 17). La Calabria, quindi, sarebbe dovuta entrare in zona gialla senza avere numeri da zona gialla, soltanto perchè li aveva avuti per poche ore martedì scorso, in coincidenza con il giorno in cui è stabilita l’analisi dei dati.

Una scelta di buon senso, quindi, che evita nuove restrizioni e segna un fondamentale precedente: siamo evidentemente in una fase nuova, in cui anche il superamento delle soglie stabilite dai precedenti decreti non è più considerato sufficiente a disporre limitazioni difficili da spiegare ai cittadini vaccinati in massa e costretti all’utilizzo del “Green Pass” come strumento di “sicurezza sanitaria“. Una scelta impossibile da conciliare con ulteriori limitazioni della quotidianità. In zona gialla infatti torna l’obbligo di mascherina anche all’aperto (laddove non è possibile mantenere il distanziamento) e viene ridotto ad appena 2.500 il numero di presenze di pubblico e spettatori negli stadi o in altri eventi come concerti all’aperto, e ad appena 1.000 in quello nei palazzetti ed impianti al chiuso sempre per concerti e manifestazioni sportive. Sarebbe stata una brutta tegola per la Reggina, che viaggia intorno alle 6.000 presenze di pubblico al Granillo (che si traducono in oltre 100 mila euro di ingaggio a partita per la società), e che invece in zona gialla si sarebbe dovuta limitare ad appena 2.500 presenze sugli spalti di uno stadio che ne potrebbe ospitare più di dieci volte tanto. Sarebbe stato un duro colpo anche per concerti ed eventi al chiuso in programma per le prossime settimane, con non più di 1.000 presenze nei luoghi chiusi. Pericolo sventato anche per la ristorazione: in zona gialla infatti resta consentito l’accesso nei tavoli al chiuso soltanto con Green Pass, ma non ci potranno essere più di 4 persone di diversi nuclei familiari sedute allo stesso tavolo. Un gruppo di 5 amici, tutti vaccinati e tutti con Green Pass, non avrebbe potuto andare al ristorante. All’aperto, in gazebo e dehors, rimane libero l’accesso anche per chi è sprovvisto di Green Pass, ma anche qui in zona gialla non si potrà essere più di quattro persone di diversi nuclei familiari.

Resta in zona gialla invece la Sicilia che è in giallo ininterrottamente dal 30 agosto. Nell’isola la situazione epidemiologica sta migliorando e se entro martedì 21 settembre si libereranno altri 150 posti letto nei reparti o altri 12 posti letto nelle terapie intensive, la Sicilia può sperare di tornare in zona bianca da lunedì 4 ottobre, comunque più di un mese dopo da quando sono iniziate le restrizioni. Se invece martedì 21 settembre i parametri saranno ancora da giallo, la “zona gialla” si prolungherà almeno di un’altra settimana e durerà quindi fino a domenica 10 ottobre.