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Il rilancio del Rugby al Sud passa da Reggio Calabria: scuole, movimento femminile e la Serie A di Artuso [INTERVISTE]

Giuseppe Artuso nella commissione FIR per il rilancio del Rugby nel Sud Italia: l’ex rugbista reggino torna a Reggio Calabria per analizzare la situazione cittadina e regionale e aiutare il movimento della palla ovale a tornare ai fasti degli anni ’70

Non ho la parlata Reggina, ma mia moglie quando mi arrabbio dice che viene fuori l’accento calabrese“. Dietro l’accento padovano, con il quale si è presentato ai microfoni di StrettoWeb, Giuseppe Artuso si nasconde un animo reggino “il mio cuore è sempre a Reggio Calabria“. Gli appassionati con qualche anno in più se lo ricorderanno come terza linea della Società Sportiva Rugby Reggio Calabria, un piccolo club che dai campetti del Dopolavoro Ferroviario di Calamizzi è arrivato fino alla Serie A. Una storia durata, purtroppo, molto poco: la squadra, fondata nel 1965, si sciolse nel 1979. Nella stagione 1976, la prima in Serie A, Giuseppe Artuso difendeva proprio i colori amaranto, prima di spiccare il volo verso il Petrarca con il quale vinse 5 scudetti e 1 Coppa Italia. Oggi torna a Reggio Calabria per rilanciare una passione sopita, ma ancora forte in ambito cittadino.

Giuseppe Artuso è stato nominato nuovo delegato della FIR nella commissione “Rilancio Sud” per le regioni Calabria e Sicilia. L’ex rugbista attraverso formazione e informazione ai principali attori del movimento rugbistico regionale, nonchè con l’attenta analisi e valutazione delle criticità presenti sul territorio, avrà il compito di organizzare insieme alla Federazione Italiana Rugby un piano di rilancio dello sport della palla ovale su entrambi i lati dello Stretto. “Il rugby è geograficamente localizzato, specialmente nel Veneto, in Lombardia e nel Nord. Al Sud c’è più una mentalità calcistica“, spiega Artuso ai nostri microfoni nel corso della convention odierna tenutasi presso la sala meeting dell’È Hotel di Reggio Calabria. “Io ho avuto la fortuna di giocare a Reggio in Serie A, ma è stata come una meteora. – racconta – Io ho avuto la fortuna di emergere e andare a giocare in squadre in cui ho anche vinto tanto. Oggi non ci sono squadre seniores a Reggio. Serve far tornare quella mentalità. C’è la Reggina, c’è la Viola, Reggio è una città sportiva. Se si lavora bene nel settore scolastico si può sviluppare questa cultura: si può giocare a calcio e rugby insieme, come nei college in Inghilterra“.

È importante riportare la cultura del rugby in Calabria, partendo dai più piccoli:in Calabria la gente ha tanta passione per il rugby. Manca il vissuto del rugby precedente. Per spiegare ai ragazzini devi avere delle basi. Noi come Federazione vogliamo dare un supporto tecnico agli allenatori e trasmettere dei messaggi importanti ai ragazzi“.

Gli fa eco Francesco Grosso, responsabile per la promozione e lo sviluppo del rugby in Italia. “Il mio ruolo è fare in modo di allargare la comunità del rugby – spiega, sottolineando l’importanza dell’affiancare il rugby all’ambiente scolastico – Il rugby è uno sport scolastico, è nato proprio a Rugby in Inghilterra, in una scuola. Per noi la scuola rimane un ambito fondamentale. Partiremo con i corsi di aggiornamento per gli insegnanti, proporremo il tag rugby, forma di rugby senza contatto adattissima al contesto scolastico e ai principiante. Avremo una proposta anche per i licei e le università“.

Impossibile non menzionare la parte rosa del rugby. Il movimento femminile è in grande crescita e sta ottenendo risultati importanti e possiamo dirlo: il rugby è anche uno sport per donne! “La Nazionale femminile si è appena qualificata per i Mondiali 2022 in Nuova Zelanda, sono state 3 giornate di rugby bellissime!. Il movimento femminile sta crescendo, le potenzialità sono enormi. Noi facciamo sempre presente che il rugby è uno sport per tutti: bambini e bambine, ragazzi e ragazze“, conclude Grosso.

Giuseppe Artuso: “Reggio Calabria città sportiva, facciamo tornare l’amore per il rugby” [VIDEO]

Francesco Grosso: “il rugby è uno sport per tutti: bambini, ragazzi e ragazze!” [VIDEO]

Foto di Salvatore Dato / StrettoWebmore
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