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Il Colonnello Lorenzo Sabatino saluta il comando provinciale carabinieri di Messina

Lorenzo SABATINO

Messina, il Colonnello Lorenzo Sabatino nelle prossime ore lascerà l’incarico di Comandante Provinciale per trasferirsi a Roma quale Capo di SM della Divisione Unità Specializzate Carabinieri

A conclusione di un triennio alla guida del Comando Provinciale Carabinieri di Messina, il Colonnello Lorenzo Sabatino nelle prossime ore lascerà l’incarico di Comandante Provinciale per trasferirsi a Roma quale Capo di SM della Divisione Unità Specializzate Carabinieri. Nell’accomiatarsi dai propri Carabinieri, il Colonnello Sabatino ha ringraziato gli Ufficiali, i Marescialli, i Brigadieri e gli Appuntati e Carabinieri dell’Arma messinese per lo straordinario impegno profuso nell’espletamento quotidiano del servizio d’Istituto e per gli ottimi risultati conseguiti nel contrasto alla criminalità comune e organizzata, in piena sinergia con l’Autorità Giudiziaria del Distretto.

La vicinanza, la prossimità e la disponibilità al cittadino profuse quotidianamente e con silente abnegazione dai Carabinieri delle 94 Stazioni capillarmente presenti su tutto il territorio messinese, sono gli elementi distintivi che rendono il Comando Provinciale di Messina un punto di riferimento essenziale nel sistema della sicurezza della provincia e che hanno caratterizzato sempre l’operato dei militari, anche nel corso dell’attuale emergenza pandemica. Di particolare rilievo, inoltre, i risultati conseguiti nella prevenzione e nel contrasto alle molteplici minacce criminali dagli assetti operativi del Comando Provinciale, dipendenti dal Reparto Operativo di Messina e dalle 9 Compagnie. Si riepilogano qui di seguito le principali operazioni nel contrasto alla criminalità comune e organizzata eseguite dell’Arma di Messina negli ultimi 3 anni:

  • 01.2019 operazione Balance: arrestate 5 persone componenti di una cellula criminale di matrice nigeriana, dedita all’organizzazione di viaggi dall’Africa centrale all’Italia di giovani donne minorenni da avviare alla prostituzione, ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata a favorire l’ingresso e la permanenza clandestina di minori nigeriani nel territorio italiano, allo sfruttamento della prostituzione minorile, alla riduzione in schiavitù ed alla tratta di persone. Il sodalizio criminale investigato aveva realizzato un collaudato sistema attraverso il quale reclutava ed avviava alla prostituzione giovani nigeriane, convinte ad abbandonare il paese di origine con la promessa di un lavoro dignitoso in Europa che, una volta giunte in Italia, venivano costrette a prostituirsi per riscattare i costi del trasferimento, anticipati dalla stessa organizzazione, chiamati in gergo “BALANCE”. Per ottenerne l’assoggettamento, le giovani venivano sottoposte, prima della partenza dalla Nigeria, a riti tribali di “magia nera”;
  • 12.2019, operazione Piramide: arrestate 6 persone per il reato di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso. Le indagini hanno consentito di portare alla luce una fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti, costituita da ragazzi, alcuni dei quali appena maggiorenni, che cedevano marijuana e cocaina ad altrettanto giovanissimi acquirenti, talvolta minorenni, non solo nei luoghi della movida dei comuni di Patti e Gioiosa Marea ed all’esterno di alcuni istituti scolastici pattesi;
  • 01.2020, operazione “Nebrodi”: conclusa con l’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 94 persone (47 in carcere e 47 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, truffa aggravata in concorso, ricettazione e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, tutti aggravati dal metodo mafioso.

L’operazione, sintesi di autonome indagini dei Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Messina nonché di indagini della Guardia di Finanza di Messina, ha colpito il sodalizio mafioso di Tortorici (ME), operante nell’area dei Nebrodi della Provincia di Messina, documentandone le numerose attività illecite e la consolidata suddivisione nelle due fazioni, tra loro antagoniste, dei cd. “batanesi” e dei “Bontempo Scavo”. Le indagini hanno evidenziato come, da tempo, l’associazione mafiosa batanese fosse impegnata principalmente nella gestione delle truffe in danno dell’A.G.E.A., attuate mediante l’intestazione fittizia a prestanome di aziende agricole, al fine di eludere la normativa antimafia e l’accaparramento, con varie modalità illecite, della titolarità, spesso fittizia, dei terreni necessari per giustificare l’operatività di tali imprese e ottenere indebitamente i contributi pubblici all’agricoltura. In tale settore è emerso come l’organizzazione batanese operava nell’intera area dei Nebrodi, spingendosi fino alla provincia di Enna. Per ottenere i fondi pubblici, il sodalizio mafioso si avvaleva di operatori compiacenti presso alcuni Centri di Assistenza Agricola (C.A.A.) che omettevano di svolgere i controlli di competenza sulla documentazione presentata a supporto delle istanze di contributo. A seguito dell’operazione, su proposta del Prefetto di Messina, il Ministero dell’Interno ha nominato una Commissione di accesso Prefettizia al Comune di Tortorici ed il 18.12.2020, il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministero dell’Interno ha deliberato lo scioglimento del Comune di Tortorici, affidandone la gestione ad una Commissione Prefettizia straordinaria;

  • 02.2020, operazione Dinastia: conclusa con l’arresto di 59 persone ritenute responsabili – a vario titolo – dei delitti di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, violenza e minaccia, con l’aggravante del metodo mafioso.

Gli arresti sono scaturiti dagli esiti di complesse ed autonome indagini sviluppate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, del ROS e dalla Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto  nei confronti della famiglia mafiosa barcellonese, che hanno consentito di documentarne ulteriormente l’operatività nel settore delle estorsioni in danno di attività commerciali e imprenditoriali e di individuare una struttura criminale riconducibile al clan, dedita, con metodo mafioso, al traffico e alla distribuzione di ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana, nell’area tirrenica della Provincia di Messina, anche attraverso ulteriori gruppi criminali satelliti, attivi nello spaccio ai minori livelli. Le indagini hanno consentito di evidenziare, in particolare, l’ulteriore tentativo di riorganizzazione del sodalizio barcellonese documentando come, per fare fronte alla minore redditività delle estorsioni in danno delle attività commerciali/imprenditoriali del territorio, a partire dal 2013, esponenti della famiglia mafiosa barcellonese abbiano determinato una svolta strategica del clan verso il traffico di droga. In tale ambito le nuove leve del clan, tra cui alcuni figli e nipoti dei principali capi mafia storici del sodalizio, attualmente detenuti, sono quindi risultati promotori e organici ad una struttura criminale armata, operante nella gestione di una florida attività di narcotraffico, attuata sfruttando la forza intimidatrice e le referenze del clan mafioso per regolare le controversie sul territorio, connesse con la gestione del traffico di droga e per approvvigionarsi di narcotico presso qualificati gruppi criminali catanesi e calabresi, riconducibili alle locali consorterie mafiose.

  • 03.2020 operazione Scipione: conclusa con l’arresto di 19 persone, ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi, rapina e furto. Il provvedimento restrittivo è scaturito dagli esiti delle indagini sviluppate dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina avviate nel settembre del 2016 a seguito dell’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco ad opera di ignoti, contro tre pregiudicati che erano intenti a dialogare tra loro davanti a un bar di Messina; gli approfondimenti investigativi hanno quindi fatto emergere come le vittime dell’azione di fuoco fossero attive nel traffico di sostanze stupefacenti e inseriti in un sodalizio criminale dedito alla sistematica importazione di narcotico dalla Calabria per la successiva distribuzione nella città di Messina. L’indagine, corroborata anche del contributo dichiarativo di due collaboratori di giustizia, ha consentito di contestare il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti a 14 persone, delineando gli assetti di un’organizzazione criminale che si riforniva stabilmente di droga da elementi riconducibili alla cosca di ‘ndrangheta “Morabito-Bruzzaniti-Palamara” di Africo Nuovo (RC) che assicuravano la consegna a domicilio di carichi di cocaina e marijuana, destinati alle piazze di spaccio di Messina;
  • 05.2020 operazione Matrioska: arresto di 6 persone, tutte di etnia Rom, domiciliate in campi nomadi della provincia di Roma, ritenute responsabili di furti aggravati in concorso, estorsione ed altri gravi reati, commessi, anche sotto altre false identità, tra il 2017 ed il 2018, in alcuni Comuni montani della provincia di Messina in danno di persone ultraottantenni, prescelte come vittime in ragione della loro vulnerabilità;
  • 08.2020 operazione Taxi Driver: esecuzione di 9 misure cautelari, per reati di favoreggiamento della prostituzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Le indagini hanno consentito di accertare un’avviata attività di prostituzione di alcune ospiti del centro di accoglienza per migranti di Capo d’Orlando riscontrando che alcune giovani donne ospiti della struttura, dietro compenso, intrattenevano rapporti sessuali e venivano agevolate nell’esercizio della prostituzione e di individuare una serie di persone dedite allo spaccio di marjuana hashish e cocaina;
  • 11.2020 operazione “Cesare” e “Affari di famiglia”: esecuzione di misure cautelari a carico di 33 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, corse clandestine di cavalli associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed altri gravi reati. L’indagine ha riguardato l’operatività di soggetti vicini alla famiglia mafiosa denominata “clan Galli”, operante nel rione “Giostra” di Messina e l’interesse per l’organizzazione delle corse clandestine di cavalli e per la gestione delle relative scommesse illecite. Tale settore criminale è da sempre appannaggio della criminalità organizzata messinese e, nel corso delle investigazioni, sono emersi rapporti tra il gruppo criminale di Giostra ed esponenti della criminalità mafiosa catanese, riconducibili al clan Santapaola, per la risoluzione di controversie connesse con la gestione dei proventi delle scommesse clandestine relative alle gare tra scuderie messinesi e catanesi che venivano organizzate nella zona di Fiumefreddo di Sicilia (CT), posta a confine tra le due Provincie. Inoltre è stata documentata l’operatività di un sodalizio a composizione familiare, dedito alla stabile distribuzione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, nei rioni “Villaggio Aldisio” e “Fondo Fucile”, della zona sud della città;
  • 12.2020 operazione Ecobeach: esecuzione di 16 provvedimenti cautelari personali ed il sequestro di due aziende, a carico di 14 persone tra imprenditori e dipendenti operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti e di 2 funzionari pubblici della Città Metropolitana. L’indagine, condotta dai militari del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Messina e della Compagnia Carabinieri di Taormina, ha fatto emergere reiterate condotte illecite in ordine alla compilazione e ricezione di formulari identificazione rifiuti, contenenti dichiarazioni non veritiere, all’occultamento, distruzione ed incenerimento di rilevanti quantità di rifiuti, fino al rilascio di autorizzazioni illecite e compiacenti attraverso una lunga filiera dal livello della P.A. locali fino ai vertici provinciali del settore coinvolgendo due funzionari della città Metropolitana di Messina. All’esito delle indagini è stato contestato il reato di associazione per delinquere a 8 indagati, ritenuti partecipi di un’organizzazione criminale volta alla commissione di una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione ed in materia ambientale, quali il traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, con il fine di consentire a taluni imprenditori operanti nel settore ambientale di massimizzare i profitti, attraverso una considerevole riduzione dei costi che avrebbero dovuto sostenere, qualora avessero proceduto a smaltire i rifiuti in modo lecito;
  • 02.2021 operazione Summer: arresto di 5 persone di nazionalità cinese. L’indagine ha consentito di accertare l’esistenza di un’organizzazione criminale composta da cittadini di origine cinese che gestiva un centro estetico ubicato a Giardini Naxos e due altri centri massaggi nella città di Messina, in cui venivano fatte prostituire delle ragazze orientali. L’associazione era capeggiata da due uomini cinesi, i quali, sebbene non fossero formalmente gli intestatari dei centri massaggi, di fatto li gestivano, reclutando le ragazze cinesi che assunte come massaggiatrici, venivano fatte prostituire;
  • 04.2021 operazione Provinciale: arresto di 18 persone per associazione di tipo mafioso, estorsione, sequestro di persona, lesioni aggravate, detenzione e porto illegale di armi, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso. L’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, ha investigato un sodalizio mafioso operante nel rione “Provinciale” del capoluogo peloritano, dedito a varie attività illecite, attuate con metodo mafioso, tra cui le estorsioni, il controllo di attività economiche nel settore delle scommesse su competizioni sportive e il traffico di stupefacenti. In particolare le attività investigative hanno consentito di documentare da un lato la gestione di una florida attività di traffico di stupefacente, approvvigionato in provincia di Reggio Calabria e distribuito ai minimi livelli nelle piazze di spaccio dei quartieri messinesi di “Provinciale”, “Fondo Fucile” e “Mangialupi” e dall’altro il sistematico ricorso alla violenza e all’intimidazione per affermare il controllo del territorio da parte del gruppo mafioso, dedito ad attività estorsive nei confronti di esercizi commerciali e ai recuperi crediti derivanti dal traffico della droga e dalle varie attività illecite del sodalizio.
  • 03.2021 arresto del latitante di mafia CALDERONE Mario Giulio, catturato nei pressi della città di Larissa (Grecia), elemento di spicco della famiglia mafiosa dei “barcellonesi” ed inserito dal 2016, nell’elenco dei “latitanti pericolosi” redatto dal Gruppo Integrato Interforze per la ricerca dei Latitanti (G.I.I.R.L.) del Ministero dell’Interno. Il CALDERONE era latitante da oltre dieci anni, in quanto colpito da una condanna definitiva per il reato di associazione di tipo mafioso, poiché riconosciuto organico alla famiglia mafiosa dei barcellonesi, operante a Barcellona Pozzo di Gotto. Le indagini per la ricerca del latitante sono state sviluppate dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Messina, che ha consentito di localizzare il CALDERONE in un’abitazione sita nei pressi della città di Larissa (Grecia), ove la compagna del latitante dimorava da tempo sotto falso nome;
  • 04.2021, operazione Alcantara: esecuzione di misure cautelari a carico di 26 persone ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione. Le indagini hanno consentito di comprovare l’operatività di due distinti gruppi criminali attivi nello spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, reperita prevalentemente sul mercato catanese e su quello calabrese. L’attività di spaccio di stupefacenti, riscontrata con l’arresto in flagranza di 8 persone e la denuncia di vari minorenni veniva effettuata, in epoca antecedente al lockdown del 2020, nei pressi di alcuni noti locali della movida notturna di Taormina e Giardini Naxos (ME), nonché in vari centri urbani della limitrofa valle dell’Alcantara. Esponente di vertice del contesto criminale oggetto di indagine era un soggetto affiliato al clan BRUNETTO della vicina Calatabiano (CT) che gestiva la distribuzione del narcotico presso alcune discoteche, sulla base dei consolidati accordi di spartizione delle piazze di spaccio tra i sodalizi mafiosi BRUNETTO/CINTORRINO, operanti nella limitrofa provincia di Catania che, come recentemente confermato dalle dichiarazioni di un collaboratore di un giustizia, alimentano e controllano il mercato della droga nelle citate località turistiche messinesi.