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Ecco l’identikit di chi non vuole vaccinarsi

infermiere-vaccino Foto Ansa

Scopriamo chi sono quelli che, pur non essendo no-vax, non intendono comunque vaccinarsi

Di Kirieleyson – In questo articolo non parliamo dei no-vax: e ciò perché riteniamo che per loro, come lo è anche per i complottisti e per i terrapiattisti, il tentativo di comprendere le loro fissazioni o di far loro cambiare idea sarebbe una causa persa in partenza.

Parliamo invece di quella fetta di popolazione istruita e rientrante, più genericamente, nella norma che, pur dichiarandosi assolutamente favorevole ai vaccini, tuttavia non è ancora vaccinata e non intende farlo a breve.

Non si tratta di ignoranti, paranoici, isterici o depressi; si tratta per la gran parte di persone colte, aperte, cordiali e pure contente.

Qualcuno intende dare una connotazione politica a questi “pseudo libertari del vaccino” ma, con ogni probabilità, il fenomeno non è da inquadrare, almeno completamente, nella sfera ideologica. Infatti si nota una certa omogeneità di vedute a favore dei vaccini su quasi tutti i fronti, al di là delle dichiarazioni di bandiera di determinati soggetti politici (che peraltro si sono vaccinati e con tanto di foto) che temono di lasciare, come unico riferimento in materia, il proprio diretto competitor.

Ma chi sono questi soggetti che, nonostante quasi tutti i governi di ogni paese spingano per i vaccini, tuttavia essi sono restii a vaccinarsi?

Proviamo a suddividere questa gente in una serie di categorie.

In primis ci sono i “procrastinatori”, i teorici del “non affrettarti mai a fare oggi ciò che puoi fare domani” cioè coloro i quali, pur asserendo l’opportunità di vaccinarsi, rimandano tuttavia di mese in mese con un generico “adesso non è il caso di farlo”.

Tra i procrastinatori ci sono quelli che non vanno dal dentista al primo sintomo, perché tanto domani potrebbe passare. Oppure perché non ne hanno il tempo, salvo poi trovarlo improvvisamente nel momento in cui non riescono più a mangiare, con una sofferenza immensamente maggiore cui sarebbero andati incontro se ci fossero andati prima.

Tra i procrastinatori vi sono anche coloro i quali hanno il colesterolo a 300 o la pressione a 200, ma non hanno sintomi e quindi, secondo loro, il fatto non sussiste.

In genere i procrastinatori affermano che “dobbiamo essere tutti diligenti”, ma intanto concludono “comincia tu”.

Un’altra categoria è rappresentata da quelli che “non intendono fare da cavia”. La loro giustificazione è che i vaccini sono sperimentali. Se fai loro presente che nel mondo è stato già vaccinato un miliardo di persone, rispondono: e che significa? Per la verità, solitamente, questi soggetti sono ligi nell’uso della mascherina, che indosserebbero sempre, anche quando sono da soli, pur di non vaccinarsi.

Abbiamo poi gli “gli informati” cioè coloro che non si vaccinano perché, tanto, i vaccini sono efficaci solo al 80% o anche meno. La loro informazione non comprende purtroppo l’aritmetica che ci insegna che il 50% è persino il 20% di probabilità è sempre maggiore di zero.

Poi ci sono i “dritti”, questi oltre alle informazioni standard di cui sopra, ne hanno anche di più approfondite: “dopo alcuni mesi i vaccini perdono di efficacia, quindi non vedo perché dovrei vaccinarmi; della serie: “mi servono 10.000 euro, pertanto, se tu mi proponi un lavoro in cui guadagnerò solo 3.000 euro in un mese, la cosa non mi interessa”.

Proseguiamo adesso con i “fatalisti”. Il loro motto è: “tanto prima o poi dobbiamo morire tutti, con o senza medicine” e prendono come esempio Matusalemme, che è vissuto fino a 900 anni senza avere mai preso antibiotici; e nemmeno una supposta.

Abbiamo ancora i “liberal”.nessuno può costringere la gente a vaccinarsi, ne va della libertà e della democrazia”. La stessa libertà che sbandierano negli Stati Uniti i fautori della vendita di armi come fossero elettrodomestici.

Poi ci sono gli “scienziati”. Questi sanno di tutto, in ogni campo. Della serie: il barbiere, l’impiegato alle poste, il medico e il professore di latino che decretano che il Ponte sullo Stretto non lo si può fare perché la zona è sismica.

Proseguendo, ci sono gli “scettici”: Prima di vaccinarmi devono passare cinque anni perché voglio avere tutti i dati e tutti i riscontri”: Della serie: “il Ponte sullo Stretto è inutile se prima non si realizza l’alta velocità”.

Un’altra categoria è rappresentata dai cosiddetti “problematici”.  Il problema è rappresentato dagli effetti collaterali e/o indesiderati dei vaccini. Per costoro è irrilevante il fatto che non esista un solo farmaco che non li abbia e che, ciò nonostante, gli stessi farmaci siano in uso in tutti i paesi che, per loro fortuna, se li possono permettere.  E poi incalzano: “un tizio, un caio ed un sempronio sono morti dopo la somministrazione del vaccino XY”. Per loro è irrilevante che alcuni decessi su 10 milioni di casi non è un dato statistico drammatico e lo sarebbe anche se i morti fossero 100 o 200, numeri probabilmente comunque inferiori a quelli relativi a coloro i quali sono morti dopo avere preso un farmaco cui non sapevano di essere allergici. Della serie: non esco più di casa perché a Timbuctù, nel 1936, un tizio, uscito per fare la spesa, è morto colpito da un meteorite”.

Infine abbiamo gli “spavaldi”. In genere si tratta di gente giovane, comunque in buona salute, adeguatamente informata, sempre sicurissima di sé. Essi, in virtù del loro ottimo stato di salute e del fatto che tra i giovani il COVID abbia avuto una bassissima incidenza, affermano che il vaccino sia per essi (e solo per essi) poco utile. Tuttavia si arrampicano sugli specchi se qualcuno fa loro notare: “ammesso che sia così, quale sarebbe il problema a vaccinarsi comunque?oppureE’ opportuno rischiare comunque di infettarsi e/o infettare gli altri?”

Ma quale sarà il vero motivo di tanta diffidenza?

L’impressione è che questa gente, in fondo in fondo (chissà perché), abbia paura della medicina, cioè dei medici che diagnosticano le malattie e dei farmaci che essi prescrivono, volendosi convincere di poterne fare meno, sia degli uni che degli altri (almeno fin quando non saranno costretti a ricorrervi).

Tuttavia, da persone intelligenti quali essi in gran parte sono, non possono ammetterlo e pertanto adducono le giustificazioni più disparate.

Qual è la soluzione?

Una soluzione potrebbe essere quella di rendere la vaccinazione obbligatoria.  Oppure il green pass, o qualcosa di simile, per poter frequentare altra gente. Che poi, in pratica, è la stessa cosa.

Ciò sicuramente toglierebbe ogni perplessità ed alibi agli indecisi.

L’identikit dei non vaccinati: la risposta di Kirieleyson