fbpx

Danni provocati dalla cenere dell’Etna, la Regione stanzia altri 2 milioni per i Comuni siciliani: somme erogate anche per Giardini Naxos

etna eruzione 9 agosto

I contributi andranno a coprire le somme già spese per altri 24 Comuni in provincia di Catania

In arrivo dalla Regione Siciliana altri due milioni di euro per i danni subiti dai Comuni a causa della cenere vulcanica dell’Etna. Il dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, ha infatti firmato il decreto per erogare le somme a 24 centri del Catanese e uno del Messinese. Diventano così tre i milioni di euro destinati dal governo Musumeci alle amministrazioni colpite dall’attività vulcanica. Nello scorso giugno, infatti, era già stato trasferito un primo milione di euro, risultato insufficiente a coprire le spese sostenute per rimuovere e conferire la cenere accumulata nelle strade e negli spazi pubblici e ripristinare la viabilità. “Una risposta concreta – evidenzia il presidente della Regione Siciliana Nello Musumecia sindaci e cittadini colpiti dai disagi e dai danni creati dalla cenere e dai lapilli, costretti da sette mesi ad affrontare un’emergenza che è diventata routinaria. Questo fenomeno costituisce una calamità nazionale che non ha carattere sporadico, data la frequenza degli ‘episodi’, e quindi non può essere gestito occasionalmente. Siamo ancora in attesa che Roma dichiari lo stato di emergenza, così come abbiamo ripetutamente richiesto”.

I contributi andranno a coprire le somme già spese di 25 Comuni: Aci Bonaccorsi, Aci Sant’Antonio, Acireale, Fiumefreddo di Sicilia, Giardini Naxos, Giarre, Gravina di Catania, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Mascalucia, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Riposto, San Giovanni La Punta, Sant’Agata Li Battiati, Sant’Alfio, Santa Venerina, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Viagrande e Zafferana Etnea. La fetta più grossa di contributi in funzione delle spese sostenute dalle amministrazioni comunali fra prima e seconda tranche di aiuti è andata ai Comuni di Riposto (487mila euro), Giarre (465mila euro) e Zafferana Etnea (388mila euro), seguiti da Santa Venerina (250mila euro) e Pedara (173mila euro).