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Vaccini, Crisanti: “si all’obbligo, il problema è che durano 6 mesi. Terza dose? Solo se contrastano le varianti”

Andrea Crisanti

Il professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova ha analizzato la situazione in Israele e pone l’attenzione sui risultati che arrivano dopo la somministrazione delle terze dosi del vaccino anti-Covid

Vaccini e terza dose. Adesso è su questo tema che si sta concentrando il dibattito pubblico nazionale. Prima il Premier Draghi, dopo anche l’ok da parte della scienza: a partire da fine settembre gli immunodepressi e gli Over 80 saranno sollecitati a fare un nuovo richiamo a distanza di sei mesi dalla seconda dose, successivamente si passerà alle altre fasce di popolazione come accaduto in occasione della campagna vaccinale organizzata dal Commissario Figliuolo. Durante la trasmissione Stasera Italia condotta da Veronica Gentili, in onda nelle ore serali su Rete4, a commentare queste decisioni è stato il virologo Andrea Crisanti. L’esperto ha posto dei dubbi riguardo l’efficacia del siero anti-Covid, ma ha anche affrontato la questione nell’ottica della presenza di nuove varianti. Il professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova ha così affermato: “non ho delle perplessità sui vaccini. Se lei mi dicesse che abbiamo un vaccino con l’efficacia dell’85-90%, con una durata protettiva di un anno o più non potrei oppormi all’obbligo, sarei assolutamente favorevole. Il problema è che questi vaccini durano sei mesi, noi obblighiamo le persone a vaccinarsi ogni sei mesi, ma se si fa così bisogna investire in altre misure di contrasto, perché i vaccini sono utili, essenziali ma da soli non bastano. Il caso di Israele ci sta facendo vedere che i vaccini hanno dei limiti, bisogna esserne consapevoli, altrimenti non si dice tutta la verità. Sono favorevole alla vaccinazione, sono favorevole all’obbligo, con la terza dose se i dati di Israele dimostreranno che con la terza dose si risolve il problema della diminuzione della protezione. È chiaro che non si possono vaccinare 50 milioni di persone ogni sei mesi, è evidente che dobbiamo varare della misure nazionali per bloccare i contagi in maniera più efficace, ci dobbiamo porre il problema in maniera complessiva”.

L’esempio da osservare con maggiore attenzione è ovviamente Israele, la Nazione che ha effettuato la campagna di vaccinazione migliore al mondo per rapidità e in termini di adesione. Lo Stato ebraico, alla luce della nuova ondata di ricoveri e morti, ha dato l’inizio alla somministrazione delle terze dosi, Crisanti chiede di valutare i dati che vengono forniti per anticipare quello che poi avverrà in Italia e quindi agire di conseguenza: “l’esigenza della terza dose parte dall’osservazione dei dati di Israele. Hanno effettuato una campagna di vaccinazione massiccia e tempestiva e ora ha il numero di casi per milione di abitanti più alto del Pianeta. Significa – sottolinea il virologo Crisanti – che la vaccinazione ha perso effetto, sebbene ci sia una parziale protezione nei confronti della malattia grave. Da qui nasce l’esigenza della terza dose, visto che sembrerebbe che il vaccino ha una durata di circa 6-8 mesi. Il tutto si è sovrapposto al problema delle varianti, che hanno sicuramente accelerato questo processo di progressiva inefficacia dei vaccini. Tra un mese, un mese e mezzo avremo i dati sulla terza dose in Israele e la protezione contro le varianti. Lì avrebbe senso fare la terza dose. Ma se i dati di Israele ci dicessero che la terza dose non dà protezione sufficiente si possono fare tre, quattro, cinque dosi… Si pone quindi il problema dell’aggiornamento dei vaccini più che quello della terza dose. Quindi terza dose sì, ma con vaccini aggiornati in grado di contrastare le varianti”.