fbpx

Covid, vaccini e ricoveri: aiutiamo i nostri “Angeli Custodi”

mimmo praticò centro vaccinale pellaro

di Mimmo Praticò – Qualche giorno fa abbiamo letto un’intervista rilasciata dal Primario di malattie infettive del GOM, Dott. Pino Foti. Il dottore Foti parla di un numero impressionante di persone colpite dal COVID poiché, anche se il vaccino protegge dalla malattia grave, ciò non vuol dire che c’è certezza di bloccare la diffusione del virus. Oltretutto stiamo assistendo ad un grosso rallentamento del rispetto delle regole sia da parte di chi è in possesso del Green Pass e soprattutto, da chi pensa che il COVID sia una “barzelletta” inventata da qualche allegro giullare.
La cosa assurda è che mentre in tanti ballano sul “Titanic”, la malattia “affonda le radici” nel corpo umano provocando una “montagna” di ricoveri extra che riducono gli spazi per coloro che hanno altri tipi di malattie a cui servono cure ospedaliere appropriate.

Purtroppo i controlli – quando vengono fatti – avvengono a campione per cui se non corriamo ai ripari c’è il grande rischio di vivere un altro triste autunno. In questo contesto quale è il rovescio della medaglia? È necessario, negli ospedali, gestire le malattie di “routine” (usando un eufemismo) mentre aumentano gli ammalati di COVID che costringono gli operatori sanitari ad “inventarsi” più posti letto a reperire personale adeguato (quello esistente è allo stremo), con il rischio silente dei contagi che si moltiplicano in modo esponenziale. La situazione è seria e non basta leggere i numeri giornalieri e girare pagina, bisogna toccare con mano il lavoro improbo dei nostri medici che fino ad oggi – specialmente nei nostri ospedali – hanno fatto “salti mortali” affinché la battaglia con la pandemia si possa vincere. Dobbiamo riconoscere che questi “Angeli Custodi” hanno rischiato e stanno continuando a rischiare la vita per salvare quella di tutti noi. Li abbiamo sostenuti e ammirati sin dal primo lockdown, ricordo gli straordinari gesti di solidarietà di chi offriva le pizze al pronto soccorso o raccoglieva fondi per i macchinari utili a fronteggiare l’ondata epidemiologica. E dobbiamo continuare a farlo ancora adesso, che la pandemia non è finita. Pertanto, indipendentemente dalle risse televisive, dobbiamo dare ascolto a tutti i medici che spingono a fare il vaccino. Dobbiamo ascoltare oggi più che mai chi ci raccomanda di “giocare in difesa” se vogliamo che domani la vita ci sorrida sempre di più con l’obiettivo di un ritorno alla normalità che possa essere ricca di benessere di pace e di serenità. Comportiamoci, quindi, da persone civili che vogliono bene a sé stessi e, nello stesso tempo, a tutti coloro con i quali entrano in contatto. In Calabria abbiamo superato il 73% di vaccinati, un numero senza dubbio elevato che dimostra la straordinaria sensibilità della stragrande maggioranza dei calabresi ma ancora troppo pochi per evitare un peggioramento della situazione soprattutto nelle fasce degli over 40 dove – a fronte di moltissimi giovani vaccinati per solidarietà – ci sono ancora decine di migliaia di calabresi non vaccinati e quindi potenziali ricoveri nei reparti Covid degli ospedali della nostra terra.

Credo che tutti abbiamo, ancora, negli occhi le migliaia di bare trasportate su centinaia di camion verso l’ignoto, senza poter godere di alcun conforto familiare e religioso. Non possiamo neanche lontanamente pensare che una tragedia del genere si possa ripetere. Sarebbe follia allo stato puro!