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Covid, il Governo impone ai medici di parlare ai media solo previa autorizzazione. Esperti infuriati: “è fascismo”

Covid, stretta del Governo sugli esperti di scienza che riempiono radio e tv da un anno e mezzo: potranno parlare solo previa autorizzazione. Ma Bassetti, Galli e Pregliasco non ci stanno

Parlare pubblicamente solo previa autorizzazione. Dopo un anno e mezzo di pandemia, adesso il Governo decide anche chi, quando, come e dove deve parlare un medico. E’ infatti arrivata una specie di “stretta” sulla presenza degli esperti della scienza sui grandi media nazionali. Virologi ma anche immunologi, infettivologi, igienisti, direttori degli ospedali, primari. Insomma, tutti gli uomini legati a scienza e medicina che da un anno e mezzo riempiono i palinsesti di radio e tv sul Covid. Discussi e criticati, spesso, ma pur sempre liberi di dire la propria in un paese democratico. Da ora non sarà così, perché l’onorevole del gruppo misto Giorgio Trizzino ha presentato un ordine del giorno – approvato dalla Camera – in cui il Governo si impegna a verificare che i vari esperti rilascino interviste solo “previa esplicita autorizzazione della propria struttura sanitaria di appartenenza”. L’intento, si legge, è quello di “evitare di diffondere notizie o informazioni lesive per il Sistema Sanitario Nazionale e di conseguenza per la salute dei cittadini”. L’onorevole Trizzino ha giustificato questa decisione per denunciare lo “strombazzamento mediatico costruito spesso per la ricerca della ribalta e della notorietà”, che a suo giudizio sarebbe responsabile “di un numero imprecisato di vittime”. “Adesso bisogna porre un freno a questa vergogna”, il suo pensiero in sintesi.

Non si sono fatte attendere le reazioni di alcuni esperti, tra cui i vari Bassetti, Galli, Pregliasco. “Limitare la libertà di parlare sarebbe gravissimo, scandaloso, questo è fascismo. Sarebbe una norma che rasenta la stupidità, il ridicolo”, ha detto Bassetti. “Credo che abbiano paura del nostro pensiero, ci vogliono tappare la bocca perché siamo più convincenti della fuffa dei no vax”. “Siamo al grottesco. Impedire ai medici di esprimersi è come dire che un avvocato non può discutere di argomenti giuridici in tv e sui giornali o un ingegnere di argomenti tecnici”, il pensiero invece di Galli. Pregliasco, infine, afferma come sia necessaria “una carta che valga anche per politici, giornalisti, avvocati, cosiddetti esperti, insomma tutti coloro che intervengono sui media. Anche se poi non si sa chi è che dovrebbe controllare”.