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Coronavirus, Cangini (FI): “No vax? Si sopravvalutano i social dove vince sempre chi è contro qualcosa, anche se nel Paese è minoranza”

vaccino-bambino Foto di Chema Moya / Ansa

Coronavirus, Cangini (FI): “No vax? I politici e i giornalisti sopravvalutano i social dove vince sempre chi è contro qualcosa, anche se nel Paese è minoranza. Quando si passa dalla libertà di opinione alla violenza fisica e alla minaccia bisogna che tutti alzino il proprio livello di guardia”

Andrea Cangini, senatore di Forza Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulle proteste dei no vax e le reazioni della politica. “Ci vorrebbe più senso di responsabilità ed una maggiore aderenza alla realtà dei fatti, invece si tende anche in questo caso a parlare liberamente in maniera irresponsabile e a forzare la realtà dei fatti nella convinzione di andare incontro ai desideri del proprio elettorato –ha affermato Cangini-. Questo è dovuto soprattutto alla sopravvalutazione dei social, dove vincono quelli che vanno contro qualcosa e non quelli che sono a favore. Non è quello lo specchio del Paese, molti politici, molti giornalisti e molti intellettuali sopravvalutano quello che leggono sui social. Ci sono 4 milioni di italiani over 50 che non si sono voluti vaccinare, ma sono una minoranza esigua che come tale andrebbe trattata. Con i vaccini si salva la propria vita e quella altrui, è un dato di fatto. Quello che avviene in Italia con il green pass avviene in tutto il mondo. Non si è mai visto un complotto che abbia coinvolto tutti i governi occidentali. Diffondere certe sbagliate convinzioni significa far morire la gente. Basti pensare a quante interviste abbiamo letto in questi giorni di no vax pentiti perché si sono ammalati gravemente. In una fase del genere, in cui gli animi sono esacerbati, quando si passa dalla libertà di opinione alla violenza fisica e alla minaccia bisogna che tutti alzino il proprio livello di guardia, lo dico anche ad una parte della mia coalizione politica: avere atteggiamenti ambigui può alimentare quello che durante il terrorismo era stato definito brodo di cultura, un contesto in cui i pazzi poi passano dalle parole ai fatti. No vax e no green pass sono mondi diversi, ma entrambi si alimentano con la retorica della dittatura sanitaria, che non solo è una bufala, ma è anche un modo pericoloso di leggere la realtà. Chi ha responsabilità pubbliche non può cedere a questi sentimenti, ha il dovere di riportare alla normalità, alla ragionevolezza questi sentimenti”.

Sulle critiche di Salvini nei confronti del ministro Lamorgese. “E’ una forzatura rispetto alla realtà dire che Lamorgese sia un ministro del Pd. Non è un ministro del PD, è un prefetto di carriera che è stata scelta come ministro dell’Interno, a mio avviso non è il miglior ministro dell’Interno possibile, ma da qui a prenderla di petto come se si stesse all’opposizione ce ne passa. Appoggiando questo governo Salvini ha fatto una scelta realista che non era scontata, sicuramente sta stretto in questa situazione perché ha mantenuto l’atteggiamento da giovane leghista di opposizione, infatti c’è una spaccatura nella Lega tra chi ha un atteggiamento governista come Giorgetti e il segretario che ha posizioni più antagoniste. Tuttavia non credo che l’appoggio della Lega al governo Draghi verrà meno e questo è un bene per l’Italia. Stare al governo con Pd e M5S crea problemi anche a me ovviamente, non è una cosa naturale perché non è naturale la situazione che il Paese sta vivendo”.