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Calabria, Roberto Ieraci (Coraggio Italia): “il problema sanità va affrontato e risolto dal futuro Presidente della Regione”

Roberto Ieraci (Coraggio Italia): “la sanità in Calabria rappresenta il tallone d’Achille che il futuro Governatore dovrà affrontare in maniera decisa e tempestiva”

“La sanità in Calabria rappresenta il tallone d’Achille che il futuro Governatore dovrà affrontare in maniera decisa e tempestiva in quanto i cittadini sono stanchi e avviliti da una situazione atavica che quotidianamente pagano sulla loro pelle in termini di disservizi ed inefficienze. In particolare, la provincia di Reggio Calabria e della Locride lottano da anni contro una sanità inadeguata e per molti aspetti assente”. E’ quanto afferma Roberto Ieraci, esponente della locride di Coraggio Italia.

“La situazione – sottolinea – diviene ogni giorno più drammatica, di questi giorni l’ennesima mortificazione. Dal 6 settembre, il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, è stato costretto ad attuare il blocco dei ricoveri Covid-19, pertanto, i pazienti dovranno essere dirottati negli Hub delle altre province calabresi. La pandemia ha messo, sicuramente, a dura prova il nosocomio reggino, sia a livello di risorse umane impiegate, sia a livello gestionale. Un plauso ed un doveroso ringraziamento va a medici, infermieri ed a tutti gli operatori sanitari per l’immane lavoro che, quotidianamente, svolgono con professionalità e spirito di sacrificio. Dopo quasi due anni, però, la situazione non sembra trovare soluzione nonostante una campagna vaccinale effettuata a fasi alterne facendo emergere molte ombre e poche luci. L’obiettivo del nostro partito è ridare fiducia ai calabresi partendo proprio dalla sanità, spina nel fianco della regione. Una sfida difficile ma che riusciremo a vincere: curarsi è un diritto di ogni cittadino”.

Ieraci esprime tutte le sue perplessità in merito alla disponibilità degli Ospedali di Catanzaro, Pugliese e Mater Domini, ad accettare i pazienti Covid provenienti dalla nostra provincia considerando l’avvicinarsi della stagione invernale che potrebbe aggravare una situazione già sofferente: “Perché  aspettare sempre – evidenzia – che accada l’irreparabile quando c’è stato tutto il tempo per attrezzare strutture e posti letto in numero sufficiente ad affrontare una nuova ondata?”.

“In passato -prosegue Ieraci – più volte si era paventata l’apertura di strutture adeguate ad accogliere i pazienti affetti da Covid-19, anche sul territorio della Locride. Penso all’ ex Ospedale di Siderno, chiuso da più di 10 anni, che avrebbe dovuto essere riconvertito in Casa della salute, come centro Covid, per un territorio che ha un bacino di utenza di circa 200 mila persone, ma anche ad investire sulla medicina territoriale, potenziando il ruolo del medico di famiglia, per scongiurare il default dei centri ospedalieri”.

L’esponente di Coraggio Italia aggiunge: “Come mai non si è provveduto per tempo ad assumere e formare personale medico ed infermieristico adeguato che potesse affrontare questa difficile emergenza?”

“Sono tanti gli interrogativi. La gente è stanca ed ha l’esigenza di avere risposte certe e rassicurazioni. Assurdo, considerando l’esosa spesa sanitaria, che i cittadini migrino al Nord per potersi curare in quanto in Calabria non ricevono adeguata assistenza o perché non hanno fiducia nella sanità del nostro territorio. Come Coraggio Italia attueremo una politica basata sul fare e sul dialogo con i cittadini.”

“Auspico che i Fondi del Recovery vengano utilizzati al più presto per una sanità che miri a tutelare in maniera egualitaria tutti i cittadini. La situazione in Calabria non è certo delle migliori, si prospetta una stagione invernale lunga e difficile. Rivolgo – conclude Ieraci – un appello al candidato Presidente per la coalizione di Centro destra, Roberto Occhiuto affinché, con l’apporto di tutti e lavorando in sinergia si vinca, dopo anni di sofferenza, la battaglia della sanità calabrese. La priorità della nuova classe politica sarà ridare dignità ed eguali diritti ad un popolo, quello calabrese, che ha sempre dato ma che ha ricevuto spesso troppo poco”.