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Bagnara: ritardi nell’erogazione dei fondi FNA 2015. L’Assessore Ruggiero: “Vergognosa ingiustizia sociale” 

disabili

“È paradossale che una famiglia lotti per aggiungere un giorno in più di vita al proprio caro, e per avere un diritto indispensabile ci si impieghi 6 anni!”: è lo sfogo dell’Assessore alle Politiche Sociali e caregiver del Comune di Bagnara Calabra

“Dopo l’intervento del Dott. Carbone Direttore del Distretto Sanitario di Reggio Calabria, a seguito della denuncia della famiglia Alvaro (genitori di Natale gravemente disabile e che hanno dovuto lasciare il lavoro per accudirlo), si era accesa la speranza che le famiglie dei disabili gravissimi ricevessero finalmente i fondi FNA relativi al 2015 entro il mese di luglio. Speranza disillusa, perché siamo a settembre e non sono stati ancora erogati i fondi. È inquietante ciò che ha affermato il Dott. Carbone al suo insediamento, sui 6 anni di ritardo per erogare un diritto. E cioè che è stato riscontrato che si era smarrita la procedura di valutazione per la fascia tirrenica  e che all’uopo era stata istituita una commissione ad hoc per ritrovare il filo di Arianna e valutare le istanze”. E’ quanto afferma Silvana Ruggiero, Assessore alle Politiche Sociali e caregiver del Comune di Bagnara Calabra.

“Ma vi chiedo, 6 anni di ritardo per erogare fondi indispensabili per le famiglie che devono accudire un familiare affetto da patologia grave, pensate sia un tempo dignitoso e rispettoso? – domanda Ruggiero – Per le famiglie con disabili gravi il tempo non è un orologio al polso, è un countdown per la vita, per la sopravvivenza! Hanno fatto giustamente clamore sui media gli scandali per i buchi di bilancio dell’Asp reggina e per scandali vari, e altrettanto clamore e vergogna deve fare questo empasse di inerzia e strafottenza nei confronti di diritti lesi seppur sacrosanti! I caregiver sono i soliti invisibili, quelli che si sostituiscono alle mancanze sanitarie di assistenza, quelli che devono lasciare il posto di lavoro per accudire i propri cari, quelli che non dormono la notte, quelli il cui battito cardiaco è direttamente proporzionale al bip di un macchinario che tiene in vita il sangue del loro sangue, quelli che non fanno rumore perché devono razionare le forze per assistere, per soffrire, per essere sempre vigili, quelli che vorrebbero leggere una pagella scolastica o un libretto universitario ed invece devono mettere crocette su questionari che ti chiedono quanto tuo figlio ha bisogno della burocrazia per vivere con dignità.  È vergognoso che dei fondi che dovrebbero essere erogati ogni anno, abbiano questi ritardi inconcepibili e ingiustificabili. La Asp reggina non rendiconta e la Regione non invia i fondi; quando rendiconta si perdono le procedure di valutazione. No, non siamo su scherzi a parte, è la triste verità che non ha a che fare con il commissariamento della sanità calabrese o dei buchi di bilancio, questi sono fondi regionali stabiliti annualmente. Quindi, visto che siamo in aria elettorale, quando qualche candidato si riempie la bocca sulla sanità perché fa presa, ditegli che prima volete che si riempissero i cuori e le coscienze, perché  riempire le bocche è molto facile”.

“È paradossale che una famiglia lotti per aggiungere un giorno in più di vita al proprio caro, e per avere un diritto indispensabile ci si impieghi 6 anni! Non ci sono giustificazioni che tengano, non ci sono attenuanti! Non c’è giustizia socio-sanitaria e questo è gravissimo! Genitori stremati per assistere un figlio, devono altresì trovarsi nelle condizioni di elemosinare un diritto. I fondi FNA non fanno Pil, non sono politiche attive, insomma non rientrano nel calderone delle statistiche economiche che misurano lo stato economico del Paese, ma sono una cartina tornasole di come e quanto un paese civile, garantisca aiuti, dignità, sostentamento a quelle famiglie che loro malgrado si trovano ad accudire un familiare con disabilità grave. Un paese che non garantisca ciò, non si può definire civile! Auspico vivamente che questi fondi vengano erogati con continuità, che si azzeri presto il ritardo accumulato. Se ciò non dovesse succedere e i ritardi nell’erogazione dei fondi saranno sempre montagne da scalare, invito i familiari, se lo vorranno, a unire le forze e costituire una organizzazione per fare una azione più decisa e far diventare questo urlo qualcosa di assordante, perché se è vero che i caregiver spesso sono considerati invisibili, la forza dell’ amore per i loro cari è un qualcosa di talmente grande, da diventare uno tsunami sociale!”, conclude la nota.