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Aeroporto dello Stretto, Chizzoniti contro Sacal: “strategicamente persegue con il depotenziamento dello scalo di Reggio Calabria”

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Aeroporto dello Stretto, Chizzoniti contro Sacal: “furbescamente e strategicamente, persegue il folle azzardo del fortemente penalizzante depotenziamento degli aeroporti di Reggio e Crotone”

Il rilancio dell’Aeroporto di Reggio Calabria fa discutere addetti ai lavori, mondo politico e cittadini. In una nota Aurelio Chizzoniti scrive: “il già tenebroso e cupo panorama aeroportuale, all’esito della comunque tardiva diffusione del segretissimo piano industriale, risulta ulteriormente aggravato e compromesso da pericolosissime ipocrisie accademiche provenienti da pulpiti a dir poco subdoli e disfattisti, i cui attori si confermano coraggiosi ed appassionati artefici della più sfrenata teatralità. E così, l’ormai immortale Francesco Cannizzaro, i sistematicamente assenti Presidenti della Regione e del Consiglio Regionale Spirlì ed Arruzzolo, mirabilmente integrati dagli Assessori Regionali e Comunali ai Trasporti Catalfamo e Cama, con autentiche acrobazie mediatiche sul baratro dell’assurdo, continuano ad esaltarsi mentre l’Aeroporto dello Stretto, fra l’altro, resta l’unico in Italia a non essere collegato, da tempo, al mattino e la sera con le città di Roma e Milano. Decisamente patetico si conferma l’On.le Francesco Cannizzaro, già esibitosi in tandem con l’ex amministratore SACAL Arturo De Felice, quando qualche anno addietro, 08/08/2019, in conferenza stampa, pontificò “urbi et orbi” i proficui contatti con ENAC, ENAV e Ministro in carica, ostentatamente partecipanti alla stessa, che avrebbero risolto qualsivoglia penalizzazione operativa presso il “Tito Minniti”. In data 04/08/2021 lo stesso si ripete con soave disinvoltura e malinconica pigrizia intellettuale, riproponendo quanto ex ante inutilmente annunciato, con l’unica differenza, questa volta, di essere affiancato dal sempre più serpeggiante Presidente della SACAL Giulio De Metrio. Quest’ultimo, nel goffo tentativo di autogiustificarsi, ha addirittura affermato che “le principali compagnie europee preferiscono non volare nella categoria C”, scontrandosi temerariamente con la opposta, inconfutabile realtà pregressa ed attuale”.

“Inesistente – sottolinea– il “super” Sindaco Giuseppe Falcomatà, da sempre coordinato (a parole) con governi centrali amici e fino ad un anno addietro anche regionali, che ricorre impavidamente a stucchevoli ed aridi rapporti epistolari ministeriali, inventando, altresì, una task force ad hoc, affidata risarcitoriamente ad un presidente inesperto ed impreparato per risolvere le pur complesse problematiche aeroportuali. Risultato? Soltanto periodiche e melodrammatiche conferenze stampa, promesse, progetti, ma zero risultati!! La riprova la si rinviene nell’agghiacciante, identico trattamento riservato dalla SACAL anche all’aeroporto di Crotone, pur non gravato dalla benché minima limitazione operativa, ma ugualmente ridimensionato. Ragion per cui, non appare surreale affermare che la SACAL, furbescamente e strategicamente, persegua il folle azzardo del fortemente penalizzante depotenziamento degli aeroporti di Reggio e Crotone. Freddamente condannati ad un ruolo riduttivo ed inaccettabile di mera operatività stagionale, ovvero da giugno a settembre. Quali compagnie i Presidenti della SACAL De Felice e De Metrio hanno interpellato perché operassero a Reggio e Crotone? E l’Air Malta che ha già garantito un collegamento quotidiano (mattutino e serale) La Valletta-Reggio-Roma e viceversa, dopo la soppressione dei voli Alitalia per Roma e Milano, quando è stata contattata? Il Presidente De Metrio e la fidatissima lobby politico-istituzionale, come hanno reagito alla già preannunciata, per marzo 2022, cancellazione del volo Reggio-Milano? In quest’ottica, rammento a me stesso la illuminante sentenza n. 928/2000, pronunciata ben ventun anni or sono dal TAR di Reggio Calabria, che ha eloquentemente annullato i provvedimenti aeroportuali limitativi ex ante emessi dall’ENAC e pubblicati dall’ENAV. Conclusivamente, non mi resta che insistere nella già suggerita, doverosa ricostituzione di una società di gestione autonoma, pur dovendosi confrontare con una viscida concessione trentennale dello scalo reggino alla SACAL, raffinatamente concepita a livello regionale con Oliverio Presidente. Altro amico di Falcomatà! Così stante le cose, non sembra evitabile l’accostamento al desolante, ancorché caustico e sferzante assunto dantesco: “lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”, conclude Chizzoniti.