fbpx

Ventenne uccisa dai cani randagi a Satriano: la testimonianza dell’amico e l’accusa di omicidio colposo al proprietario del branco

Simona cavallaro e suo padre

Alla pineta di Monte Fiorino, c’era un amico in compagnia di Simona: ecco il racconto degli attimi prima della tragedia

“Dio non aveva bisogno di un angelo in più, tu eri un angelo in questa terra”. Un dolore incontenibile quello di Alfio Cavallaro, padre di Simona, la ventenne sbranata da un branco di cani maremmani da pastore, mentre si trovava nell’area picnic nella pineta di Monte Fiorino, a Satriano (Soverato). “È come se avessero asportato metà del mio corpo”, scrive il gioielliere su Facebook. Alfio e la moglie Angela per tanto tempo, dopo le nozze, avevano desiderato un figlio. L’arrivo di Simona e del fratello gemello era stata una gioia incontenibile per la coppia e tutta la famiglia. “Ti abbiamo visto diventare donna, anche se sei rimasta scherzosa come una bambina, dal carattere solare come l’alba e il tramonto”, scrive l’uomo. Ai microfoni del Corriere della Sera, quando gli si chiede di Yuri Antonio Boulahia, il ragazzo ventenne nato in Italia da genitori marocchini, che era in compagnia di Simona nel momento dell’aggressione ammette: “non lo conosco, mi è stato detto che erano amici d’infanzia”.

Secondo le ricostruzioni, giovedì pomeriggio Simona e Yuri erano andati sul Monte Fiorino per verificare le condizioni dell’area picnic. Per domenica avevamo in programma una gita con i loro amici. Da lontano hanno notato la presenza di alcuni cani. Yuri ha confessato ai carabinieri di avere una paura tremenda dei cani. Per questo, vedendoli arrivare, ha gridato a Simona di correre, nel tentativo di raggiungere l’auto. I due giovani, però, hanno preso direzioni diverse. Il ragazzo ha visto un capanno e si è rifugiato, mentre Simona raggiunta dal branco non ha avuto scampo. All’arrivo dei carabinieri i cani erano ancora li, a “controllare” il territorio. I militari hanno dovuto sparare dei colpi in aria per allontanarli. Le indagini hanno portato all’identificazione del proprietario del branco, ora indagato per omicidio colposo. Uno dei cani (pare fossero una quindicina), è stato affidato al canile comunale. La Procura di Catanzaro sta verificando se l’area fosse vietata al pascolo e se vi fossero i cartelli che evidenziavano la presenza di animali al pascolo.