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Sassuolo, Pedro Obiang colpito da miocardite dopo il vaccino: “calciatore mai positivo al Covid”

obiang Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Il medico spiega che il giocatore: “dovrà osservare un periodo di stop dall’attività agonistica di circa 6 mesi, poi servirà un’ulteriore valutazione”

Pedro Obiang, calciatore di proprietà del Sassuolo, è stato colpito da miocardite dopo il vaccino anti-Covid. Lo scrive “La Verità”, che sottolinea come il ventinovenne guineano fosse presente alla presentazione della squadra in piazza della Rosa a Sassuolo il 29 luglio e che poi, nonostante i tamponi negativi, abbia dovuto ricoverarsi presso il policlinico di Modena per 7-10 giorni. Inizialmente si era vociferato fosse stato contagiato da Coronavirus, fino a quando il club emiliano, il 9 agosto, ha diramato una nota ufficiale: “comunichiamo che il giocatore Pedro Obiang si è recentemente sottoposto a controlli presso il policlinico universitario di Modena, ove si è evidenziato un focolaio broncopolmonare di natura virale. Al momento, a scopo prudenziale, si renderà necessaria un’astensione dall’attività sportiva, la cui durata sarà valutata nei prossimi tempi”.

Un medico del policlinico modenese, che preferisce mantenere l’anonimato, ha dichiarato a “La Verità” che il centrocampista è stato ricoverato per circa dieci giorni nel nosocomio emiliano per miocardite, la cui eziologia “non è sicura, perché comunque aveva un focolaio broncopneumonico e ha fatto anche una terapia antibiotica”. Dunque, è possibile che sia stata la seconda dose di vaccino a scatenare il problema al cuore? “Non è facilmente documentabile. Non è che si fa un’indagine istologica e si capisce se è stato il siero. Ormai è stato dimesso. Stiamo parlando di uno che è stato in Africa, a casa sua, dove si è infettato e verosimilmente questa infezione ha causato la miocardite”. Ma allora Obiang era positivo? “No, non ha contratto il Coronavirus. Il tampone era negativo ed era vaccinato, ma non credo ci sia una correlazione diretta con questo. Comunque, adesso dovrà osservare un periodo di stop dall’attività agonistica di circa 6 mesi, poi servirà un’ulteriore valutazione”.