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Reggina multata per il match contro il Vicenza: “Spirlì e Falcomatà non potevano accedere, ma ora venga utilizzata la stessa solerzia già dimostrata verso cittadini e attività e si elevino sanzioni”

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Il pensiero del coordinatore regionale di Ancora Italia Calabria Giuseppe Modafferi sulle sanzioni elevate alla Reggina per il mancato rispetto del protocollo Covid

La scorsa settimana la Figc ha inflitto alcune sanzioni alla Reggina in riferimento al match contro il Vicenza dello scorso aprile. All’epoca dei fatti alcuni soggetti entrarono al Granillo nonostante – a causa delle porte chiuse per la situazione Covid – non ne avessero il diritto. Le polemiche, subito successive, furono aspre, per la presenza del presidente di Regione Spirlì e del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. Alla luce di quelle polemiche, e delle multe inflitte al club amaranto, ha voluto esprimere il proprio parere il coordinatore regionale di Ancora Italia Calabria Giuseppe Modafferi. Di seguito la nota integrale.

“Apprendiamo da un comunicato ufficiale della Reggina 1914 che in data 4 di agosto l’organo di giustizia della FIGC ha inflitto alcune sanzioni a carico del Presidente ed un dirigente della Reggina, in particolare per violazione dell’art. 4 comma 1 codice della giustizia sportiva e delle indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione delle gare di calcio professionistico in modalità “a porte chiuse” finalizzate al contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID 19, per non aver provveduto a far rispettare o comunque non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate.

Per aver consentito o comunque non impedito che nella partita Reggina-Vicenza del giorno 11 aprile fossero presenti nella zona 2 (tribune) 170 persone a fronte delle 125 consentite dal protocollo federale. La sanzione prevede: 1815,00 euro di ammenda per il Presidente Gallo, 1815,00 euro per il dirigente della Reggina e 2750,00 per la società. Ricordiamo che tale partita fu quella che suscitò qualche polemica per la presenza in tribuna del Presidente Spirlì, del sindaco Falcomatà con coniuge e qualche assessore sparso.

La giustizia sportiva ha riscontrato anomalie nella eccessiva presenza di persone per una partita a porte chiuse, e la giustizia civile, amministrativa? Finge di non cogliere le irregolarità oltre che legali anche morali? Ricordiamo che secondo i protocolli non é ammessa la presenza di non addetti ai lavori, pertanto come si può giustificare ed accettare la presenza di personaggi politici “privilegiati” che calpestano ogni regola di convivenza civile.

Auspichiamo che i responsabili della sicurezza della nostra città utilizzino lo stesso zelo e solerzia dimostrato nei confronti delle attività commerciali e cittadini, pertanto individuino le persone che non avevano alcun titolo a presenziare ad una partita di calcio a porte chiuse e provvedano alle relative sanzioni, per una questione etica e di giustizia. É disdicevole in un periodo di chiusura totale, di sofferenza per i comuni mortale, poter pensare che servitori del cittadino possano aver abusato della loro posizione di potere e usufruito di immorali privilegi”.