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Calabria, il candidato Occhiuto: “sono calabrese nel midollo, amo questa terra e pretenderò dal Governo che sia in cima a priorità nazionali”

roberto occhiuto

Le parole del candidato del centrodestra alle regionali in Calabria Roberto Occhiuto sulla sua terra

“Sono calabrese nel midollo. Sono nato in Calabria, amo profondamente questa terra che mi ha dato la possibilità di realizzarmi nella mia vita professionale e politica. Adesso vorrei utilizzare la mia esperienza, i miei rapporti costruiti in anni di impegno politico, per restituire alla Calabria quello che mi è stato dato in questi anni”. Così Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria, in un’intervista a “Panorama.it”.

“Il centrodestra è unito in tutta Italia, e lo sarà anche in Calabria. Ci saranno inoltre le liste dell’Udc, di Coraggio Italia di Toti e Brugnaro, di Noi con l’Italia di Lupi, e anche una seconda lista di Forza Italia, che chiamerò Forza Azzurri. Siamo una coalizione forte, molto competitiva, stiamo costruendo liste di grande qualità, e siamo pronti a vincere e a governare. A tutti chiederò di aiutarmi a cambiare la Calabria. Vorrei un centrodestra appassionato come me alle grandi questioni di governo: che riguardano la sanità, l’acqua, i rifiuti, lo sviluppo locale, il lavoro”.

Fare il presidente della mia Regione è un sogno che avevo da tempoprosegue ancora Occhiuto – Sono orgoglioso dell’investitura arrivata dalla coalizione di centrodestra. Ho lavorato parecchi mesi per questo obiettivo, e adesso sono pronto a ricambiare la fiducia ricevuta, in particolar modo dal presidente Berlusconi, e ad affrontare questa campagna elettorale. La Calabria è una terra bellissima, dalle immense potenzialità. Ma è giudicata, da sempre, una Regione ingovernabile. Ecco, questa è la mia sfida: io voglio dimostrare che la Calabria è governabile, che può rinascere. Voglio cambiare davvero le cose e regalare opportunità a tanti calabresi che da anni non aspettano altro”.

Poi Occhiuto confessa che, proprio per i numerosi problemi e le enormi responsabilità, anche amici e famiglia gli avevano sconsigliato l’incarico: La maggior parte dei miei amici o anche la mia famiglia mi hanno sconsigliato questa mission impossible. ‘Ma come, sei capogruppo alla Camera, in futuro forse potrai andare a fare il ministro, e lasci tutto?’, questo il ragionamento più gettonato. Sì, io ho deciso di lasciare il mio ruolo nazionale perché trovo ancora più stimolante la prospettiva di lasciare il segno in Calabria”.

“I governatori, di destra o di sinistra, in passato hanno dovuto fare i conti con grane giudiziarie durante la loro presidenza. Anche per questo la sfida che ho raccolto necessità di grande coraggio”, ha proseguito il candidato calabrese. “Io credo di essere in una condizione migliore dei miei predecessori, perché il centrodestra oggi ha 20-25 punti percentuali di vantaggio rispetto ai suoi competitors, e può consentirsi di presentare liste fortemente rigenerate. Chiederò poi a tutti i candidati di avere la massima attenzione durante la campagna elettorale: è meglio perdere 100 voti che avere 1000 problemi dopo. Io stesso mi sto limitando soltanto ad in contri pubblici con amministratori, con candidati, con organizzazioni di categoria, evitando cene private e altri eventi tipici da campagna elettorale”.

“Il primo investimento che dovrà fare il prossimo governo regionale sarà quello di lavorare per rilanciare la reputazione della Calabria. Bisogna governare bene la Regione per raccontare una terra piena di risorse, che non è solo ‘ndrangheta. Una Calabria che ha un capitale umano straordinario, che ha giacimenti culturali e naturalistici invidiabili. Vogliamo far conoscere a tutti una Calabria che il Paese non si aspetta”.