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Green Pass a Scuola, tra paradossi e mancate soluzioni. Giusi Princi: “presidi trasformati in poliziotti, così il Governo non scongiura il rischio Dad”

preside giusi princi

La preside del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci mette in evidenza tutte le difficoltà che le scuole si trovano a dover affrontare a poche settimane dal ritorno in classe

Scuola in presenza a tutti i costi e bando alla Dad. E’ questo l’obiettivo espresso dal Governo italiano in vista dell’annata scolastica che inizierà tra poche settimane. Tante belle parole che in realtà, però, non sono seguite dai fatti. E ad illustrare la situazione è stata la preside del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci, Giusi Princi, che tramite le pagine di Huffington Post ha messo in luce molti paradossi. “Quali strategie ha adottato il Ministero per favorire la ripresa delle attività in presenza?”, si interroga la dirigente originaria di Reggio Calabria. “Nessuna novità sul fronte dei trasporti, a parte la recente proposta del commissario Figliuolo di fornire gratuitamente le mascherine FPP2 agli studenti pendolari – prosegue – . Le uniche misure previste dal CTS per arginare il contagio sono per adesso le mascherine chirurgiche, l’igienizzazione, il ricambio d’aria e la promozione della campagna di vaccinazione tra gli studenti, la cui adesione al momento è ancora indeterminata, sebbene i numeri di agosto siano promettenti. Il nuovo protocollo prevede quest’anno “flessibilità” nell’adozione del distanziamento, ma non è chiaro quali possano essere le misure compensative, laddove non sia possibile mantenerlo per mancanza di spazi. Soltanto nella proposta di accordo con i sindacati, si intravede una vaga e tardiva promessa sulla riduzione delle classi pollaio”.

Regole imprecise e dunque tanta incertezza, ma il grande paradosso riguarda senza dubbio il Green Pass. La Certificazione Verde infatti non è una garanzia assoluta di prevenzione al contagio e questo non scongiurerebbe il rischio di un nuovo ricorso alla Dad: “il contagio di un solo studente comporterebbe la quarantena per l’intera classe, peraltro con tempistiche diverse, in quanto, in base alla nuova circolare del Ministero della Salute, i vaccinati dopo 7 giorni possono rientrare in comunità, i non vaccinati devono attendere 10 giorni. E se le autorità sanitarie, al termine di questo periodo non riuscissero a certificare la negatività con un tampone, la quarantena sarebbe prorogata a 14 giorni per tutti. Soltanto l’adesione degli studenti alla campagna di vaccinazione potrebbe ridurre le probabilità di ritorno alla didattica a distanza, pur nella consapevolezza che un rischio di contagio, seppure limitato, esiste anche dopo l’immunizzazione”, sottolinea la preside Princi.

Un altro problema da non trascurare è poi quello relativo alla modalità di verifica del green pass. Il Dirigente scolastico non può acquisire il documento, ma è tenuto a verificare il possesso da parte del personale scolastico. La scheda di sintesi allegata al Protocollo dichiara che, non essendo possibile conoscere la scadenza della certificazione, “è presumibile che la verifica vada condotta quotidianamente su tutto il personale”. La dirigente del Liceo Da Vinci si augura “che l’assurdità di questa disposizione sia presto riconosciuta dal Ministero, perché sarebbe impossibile garantire l’osservanza della norma in istituti scolastici con centinaia di docenti e ATA, articolati su più plessi. La verifica andrebbe effettuata al massimo a campione sui vaccinati e quotidianamente solo su coloro che non si sono sottoposti al vaccino”.

Numerose le questioni irrisolte: “ad esempio, non è ancora chiaro in che termini richiedere il documento in questione ai docenti a tempo determinato. Hanno diritto a prendere servizio, anche se momentaneamente non in possesso del green pass, oppure devono esibirlo al momento della convocazione a scuola? E le eventuali sanzioni amministrative devono essere comminate dal dirigente scolastico, oppure dall’USR, su segnalazione delle scuole? E come interfacciarsi con il personale esterno che ha diritto ad entrare in ambiente scolastico, come un genitore, un docente esperto o il personale del terzo settore? Sarà obbligatorio il green pass anche per i visitatori occasionali?”. Insomma, mille incertezze attanagliano ancora i presidenti e le soluzioni adottate non sono per nulla pratiche e adatte a dare risposte concrete in un settore importante come quello dell’istruzione. La preside Princi alza la voce per tutelare i suoi studenti, visto che i ragazzi delle scuole superiori da quasi due anni non hanno frequentato le lezioni in presenza. La richiesta al Governo un’impostazione seria delle norme che non lasci spazio all’improvvisazione, all’interpretazione personale ed al compromesso politico.