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Reggio Calabria, lo sfogo del padre di Maria Antonietta Rositani: “perchè le denunce di mia figlia contro Ciro Russo sono finite nel dimenticatoio?”

maria antonietta rositani

Reggio Calabria, lo sfogo del padre di Maria Antonietta Rositani: “faccio mie le parole del procuratore Bombardieri: quello che ha commesso Ciro Russo il 12 marzo del 2019 è qualcosa di orribile che resterà scritto per sempre nella pagina della nostra bella città”

Non si placa l’ira si Carlo Rositani, padre di Maria Antonietta, per quanto successo quel terribile 12 marzo 2018. “Per non dimenticare mai -scrive papà Carlo– mi rivolgo ai Signori Ministri che Governano l’Italia di oggi. Dentro un silenzio da parte delle Istituzioni che offende anni di bella storia del nostro Tricolore mi chiedo tra mille perché dove sono tutti coloro che prima dell’agguato del 12 marzo del 2018 hanno lasciato andare nel dimenticatoio nei “faldoni” del nulla tutte quelle denunce presentate da parte di mia figlia ai tutori della legge. Credo – sottolinea– continuano ancora a svolgere il loro lavoro al servizio della collettività agendo con la loro testa senza un attimo d’abbraccio di cuore. Quelle figlie non sono anche per loro sorelle e figlie di questa nostra bella Italia. Mi chiedo perchè non c’è nessuna risposta da chi è al di sopra di loro”.

“Quello che ha commesso Ciro Russo quel giorno quella mattina alle ore 8,37 del 12 marzo del 2019 è qualcosa di orribile che resterà scritto per sempre nella pagina della nostra bella città di Reggio Calabria. Sono state le parole del Procuratore Capo della Repubblica di Reggio Calabria Dott. Giovanni Bombardieri che nell’ultima udienza accanto al Vice Capo della Procura dott. Gerardo Dominijanni ha detto nel silenzio dell’Aula del Tribunale col cuore pieno di umanità. In aula, accanto al Pubblico ministero Paola D’Ambrosio, era presente anche il Procuratore capo che ha sostenuto la tesi accusatoria e chiesto venga applicata la pena massima senza attenuanti. “Siamo abituati a processi di mafia – ha detto Bombardieri – e quello davanti al quale ci troviamo di fronte è l’atto più grave commesso a Reggio Calabria”. Stupende meravigliose parole che danno speranza e fede a tutti coloro che vengono giornalmente abbandonate da uno Stato disattento e disumano e che con la sua omertà ha permesso a Ciro Russo a una persona che io definisco “Essere non essere” di commettere indisturbato un così violento e disumano crimine”, conclude.