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Reggio Calabria, l’Associazione Piccola Opera Papa Giovanni scrive a Falcomatà e Spirlì: “ristrutturare l’immobile dove ospitiamo 30 persone con disabilità”

Reggio Calabria: l’Associazione Piccola Opera Papa Giovanni gestisce ormai da 8 anni il servizio diurno per disabili adulti “Laboratori Sociali” di Catona

“L’Associazione Piccola Opera Papa Giovanni gestisce ormai da 8 anni il servizio diurno per disabili adulti “Laboratori Sociali” di Catona. Si tratta di un’attività rivolta a 30 persone con disabilità che quotidianamente fruiscono, attraverso il Centro, di opportunità educative e di socializzazione, attraverso il supporto di operatori esperti e professionalmente qualificati“. E’ quanto scrive in una lettera indirizzata al presidente Spirlì, al sindaco Falcomatà e all’assessore Delfino il Presidente della Piccola Opera Papa Giovanni Onlus, Pietro Siclari.Il servizio si svolge presso un’immobile di proprietà della Regione Calabria, costruito negli anni ’90 attraverso i fondi del Programma Urban e destinato specificamente all’attività diurna per persone con disabilità. L’immobile è sempre stato nella disponibilità del Comune di Reggio Calabria, che lo ha utilizzato in forza di un contratto di comodato gratuito sottoscritto con la Regione Calabria. La struttura si è progressivamente ammalorata al punto da rendere necessaria, ormai da oltre due anni, l’interdizione dell’intero piano rialzato, cosa che ha reso (e rende tutt’oggi) estremamente ridotti gli spazi fruibili e molto difficoltoso il servizio stesso. E’ quindi indispensabile intervenire attraverso un’importante opera di ristrutturazione che la nostra Associazione, insieme ai familiari degli utenti, sollecita ormai da tempo. Finalmente, circa un anno fa, il Comune ha individuato le risorse necessarie ed ha programmato i lavori da eseguire, ma purtroppo è intervenuto un ennesimo problema di carattere burocratico che sta impedendo di procedere all’avvio della ristrutturazione. Infatti il contratto di comodato vigente tra la Regione ed il Comune è scaduto da diversi anni e ad oggi non si è proceduto al rinnovo. Sul punto, nonostante sia stata rappresentata ai familiari l’intenzione politica dei due enti coinvolti, Regione e Comune, di procedere al rinnovo del comodato, pare che sopravvengano continui impedimenti burocratici da parte dei funzionari regionali che stanno dilatando i tempi a dismisura. E’ bene precisare che la Piccola Opera Papa Giovanni ha accettato di proseguire il servizio negli scorsi anni, nonostante le condizioni dell’immobile, al solo fine di garantire continuità al servizio reso alle famiglie ed agli utenti, assumendosi anche responsabilità non proprie e ricevendo peraltro costanti rassicurazioni sul fatto che presto sarebbero iniziati i lavori di ristrutturazione. Questo “presto” si avvia ormai a superare il secondo anno di attesa. Il prossimo 14 agosto scadrà l’ultima proroga del contratto di gestione del servizio tra Comune e Piccola Opera, e l’ente locale ha già notificato all’Associazione una proposta di nuovo affidamento a far data dal prossimo settembre. Questa volta però, per quanto importante e necessario sia il servizio per gli utenti e le loro famiglie, non è possibile accogliere acriticamente la proposta, perché significherebbe essere acquiescenti di fronte ad una burocrazia miope che pone a rischio la stessa sicurezza dei cittadini che fruiscono delle attività del Centro. Peraltro gli spazi attualmente agibili non consentono di portare avanti l’attività per il numero di 30 utenti previsto, anche alla luce della normativa anti-covid. La Piccola Opera ha quindi già comunicato all’Assessore Delfino che non manifesterà il consenso al nuovo affidamento sino a che non sarà stato sottoscritto il nuovo contratto d’uso tra Regione e Comune e non sia stata definita nel dettaglio la ristrutturazione dell’immobile con modalità e tempistica certe. Ciò che è certo è il paradosso di un servizio estremamente rilevante per i bisogni dei cittadini, che rischia di chiudere per motivi meramente burocratici. L’ennesima dimostrazione di una politica incapace di anteporre il bene dei propri cittadini alle “carte” di propri funzionari ed impiegati”, conclude la missiva.