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Reggio Calabria: in Consiglio Comunale approvato il DUP ed il Bilancio di previsione 2021/2023

consiglio comunale reggio calabria

Reggio Calabria, l’assessore Calabrò: “il Documento che viene presentato all’attenzione del Consiglio comunale integra e riprende le linee programmatiche di mandato esposte dal Sindaco nella sua relazione introduttiva di insediamento e riflette l’indirizzo strategico ed operativo dell’Amministrazione”

E’ stato approvato nella seduta odierna del consiglio comunale di Reggio Calabria il DUP ed il Bilancio di previsione 2021/2023.

“Il Documento che viene presentato all’attenzione del Consiglio comunale integra e riprende le linee programmatiche di mandato esposte dal Sindaco nella sua relazione introduttiva di insediamento e riflette l’indirizzo strategico ed operativo dell’Amministrazione. Il Documento Unico di Programmazione, quale obbligo imposto nell’armonizzazione contabile, costituisce il volano e il raccordo tra gli obiettivi di mandato e i documenti contabili posti dal bilancio di previsione finanziaria e dal piano esecutivo di gestione, con l’evidente volontà di costruire un sistema gestionale costantemente aggiornato e aggiornabile in funzione delle decisioni adottate e degli effetti conseguiti”, è quanto afferma l’assessore Irene Calabrò. “L’approvazione del DUP -prosegue- costituisce il presupposto necessario per tutti gli altri documenti di programmazione (Bilancio, PEG, Piano delle performances, Rendiconto) e si compone di due sezioni: la Sezione Strategica e la Sezione OperativaLa Sezione Strategica ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del mandato amministrativo, la Sezione Operativa pari a quello del bilancio di previsione. Si comprende quindi che il DUP congiunge in un unico documento due momenti fondamentali dell’azione amministrativa: una legata alla fase della programmazione di mandato e considera l’intero arco temporale della legislatura, l’altra che guida la stesura dei documenti contabili, rapportandosi in un principio di continuità sulle scelte decisionali e sui risultati in termini non ipotetici ma reali, evitando di programmare obiettivi non attendibili (ovvero irrealizzabili). Il Documento presentato è un documento concreto, chiaro, semplice e coerente. Unitamente ad esso si approvano, quali allegati necessari, il programma triennale delle opere pubbliche, la programmazione del fabbisogno del personale, il piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare. E’ un documento contestualizzato e calato in uno scenario esterno nazionale ed internazionale di crisi pandemica e post pandemica; e tiene conto del contesto economico della nostra Città a livello regionale e metropolitano”.

“Risultano approfondite – aggiunge– le caratteristiche generali della popolazione, dell’economia del territorio e le caratteristiche sociali, facendo riferimento ai principali risultati censuari sulla popolazione, alle rilevazioni demografiche, alla rilevazione continua sulle forze di lavoro e più in generale a dati e informazioni a livello comunale prodotti dall’Ufficio Statistica del Comune nell’ambito della statistica ufficiale. La Sezione Operativa e Settoriale è stata elaborata grazie al supporto della Direzione generale che ha fatto da collettore tra i vari settori dell’Amministrazione per la redazione di un documento realistico e conforme all’indirizzo politico della Giunta. Un lavoro di sintesi che la dott.ssa Anna Crea ha condotto attraverso un costante dialogo con i Dirigenti dei Settori su indirizzo degli Assessori e del Sindaco. Il Documento è per sua natura flessibile, mai rigido, anzi si presta ad adattamenti e variazioni fisiologiche legate alla particolare fase emergenziale in corso nonché alle priorità da attenzionare e monitorare che nel corso del tempo rendono mutevoli situazioni e priorità. Disegnare uno scenario di programmazione, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, non significa legarsi indissolubilmente le mani per tutto l’orizzonte di programmazione. Non significa fare delle scelte irreversibili. I feedback che l’Amministrazione riceve dal costante confronto con i cittadini, con le associazioni di categoria, con i lavoratori, i sindacati, Istituzioni, Enti ed Organizzazioni locali, anche se manifestate con piglio critico, consentono di indirizzare l’azione amministrativa verso una condivisione di intenti. Si amministra con il popolo e le scelte devono essere il frutto di indicazioni chiare e palesi; le critiche non possono e non devono ridursi a mere contestazioni ma vanno indirizzate a potenziare una programmazione che con il contributo di tutti può solo facilitarne l’attuazione. Il documento non va semplicemente giudicato o disapprovato, va migliorato ed integrato.  L’approvazione del DUP alla fine di agosto consente di verificare l’andamento dell’attività amministrativa ed il raggiungimento degli obiettivi, effettuando le conseguenti valutazioni ed adottando i rimedi necessari. La programmazione deve guidare le azioni amministrative dell’Ente, sulla base di un indirizzo politico che dalla lettura del documento risulta da un lato fortemente orientato allo sviluppo di settori chiave come la cultura, il turismo, la pianificazione; punta a raggiungere ambiziosi obiettivi su opere pubbliche strategiche con un occhio a consolidare e rafforzare il livello manutentivo cittadino ma dall’altro non trascura interventi di carattere innovativo nel settore ambiente e di supporto alle attività produttive nella fase post covid. L’ordinario che ancora sconta un deficit di normalità senza mai perdere di vista le sfide che attendono per l’immediato futuro una Città metropolitana che non può e non deve perdere le occasioni e le opportunità che la attendono. Con i piedi a terra e lo sguardo alto”.

Mentre, per quanto riguarda l’approvazione del bilancio di previsione 2021/2023, Calabrò, evidenza: “non è una “nottata che deve passare”. E pensandoci bene non è neanche una nottata, è la risposta migliore a quanti attendevano con ansia il tracollo finanziario dell’Ente senza però valutare che le conseguenze di una legislazione disomogenea, che ha acuito le difficoltà dei Comuni del mezzogiorno in situazioni di tensione finanziaria, sono esclusivamente a carico dei cittadini che pagano, come sempre, il prezzo più alto. I 7 bilanci che hanno disegnato il periplo finanziario del nostro Comune ci restituiscono fondamentalmente tre dati oggettivi non suscettibili di alcuna interpretazione:

  • l’Amministrazione Falcomatà ha abbracciato e governato un Ente in predissesto, traghettando la Città verso la fuoriuscita dal Piano di riequilibrio decennale approvato dai Commissari prefettizi;
  • nel corso degli anni il Bilancio comunale ha dovuto resistere a tsunami giurisdizionali di autorità costituzionali e contabili tali da compromettere il più solido degli Enti locali;
  • Reggio Calabria, con il Decreto Agosto prima e con il Decreto Sostegni bis oggi, ha tracciato la strada di non ritorno verso un nuovo e decisivo intervento da parte dello Stato nei confronti degli Enti locali in crisi finanziaria portando alle casse comunali un contributo a fondo perduto totale pari a circa 186 mln di euro.

In questi anni non si è tirato a campare ma si è costruito a livello locale e a livello nazionale. L’animo che ha mosso questa Amministrazione nella sua azione politica è stato quello di superare il piano di riequilibrio risanando le casse del comune. Un’azione di pulizia e cura apprezzata dai Governi centrali succedutisi nel tempo che hanno giudicato seria l’impostazione assunta ed hanno riconosciuto gli sforzi compiuti fino ad oggi. Il bilancio di previsione 2021/2023 sconta il superamento di uno stallo normativo creatosi all’indomani della pronuncia di incostituzionalità della norma relativa alle anticipazioni di liquidità. Somme richieste dai Commissari per un importo pari a circa 187 mln da rimborsare all’epoca in trent’anni, oggi in dieci, al netto delle restituzioni effettuate e del contributo assegnato al Comune di Reggio Calabria con il Decreto sostegni bis pari a 46 mln. Anni di continue scosse telluriche che hanno minato la stabilità dell’edificio finanziario comunale, che però si stava costruendo su solide basi. Non crolla, cede e si consolida.

L’intervento dello Stato per due volte in due anni a favore dei Comuni in crisi apre un orizzonte nuovo e consente a Reggio Calabria, quale Città rappresentativa del mezzogiorno, di intraprendere un percorso di affiancamento con il MEF da replicare per altri enti con medesime tensioni finanziarie. L’errore più grande che la politica possa fare in questo delicato momento è avere pregiudizi, chiudersi nel pessimismo e nella critica sterile convincendo se stessi e gli altri che Reggio Calabria sia vittima di chissà quale fattura. Ho sentito parlare addirittura di limitazioni poste all’esercizio democratico di funzioni proprie consiliari e mi sento di rispondere in tutta serenità che mai nessuno ha ostacolato o negato l’accesso a documenti od atti pubblici e pubblicati, peraltro. Allo stesso modo posso attestare l’assoluta disponibilità degli uffici a rendere spiegazioni o chiarimenti, evidentemente con risposte non rispondenti a quelle attese. Reggio Calabria è la Città migliore dove far crescere i nostri figli, ed ha bisogno di amministratori leali, di una opposizione degna e di cittadini onesti e rispettosi.

I dati di questo bilancio confermano l’indirizzo politico di impiegare il contributo assegnato dal Governo per chiudere definitivamente il disavanzo da piano di riequilibrio pari a circa 46 mln. Un passaggio delicato che ci apprestiamo ad affrontare nella consapevolezza di un rigido ma costruttivo confronto con la Corte dei Conti che in questi anni ha indirizzato le attività gestionali dell’Ente, ma con altrettanta fiducia verso l’operato dell’apparato amministrativo che si è conformato a prescrizioni e raccomandazioni. Cadendo i vincoli legati al piano di riequilibrio finalmente la classe politica al governo della Città potrà misurarsi con la propria visione, libera da limiti, divieti ed obblighi di legge ostili. La pressione tributaria viene confermata in attesa di poter incidere positivamente sulla tassazione che rappresenta uno degli elementi attenzionati dalle attività poste in essere e consistenti nel recupero della morosità; nella ricognizione delle posizioni degli evasori; nell’avvio del piano di alienazioni del patrimonio. Tutte attività in itinere ma che necessitano di risorse umane idonee per quantità e qualità a seguire i processi (711 dipendenti al 31.12.2020) La demagogia sui tributi comunali equivale a scarsa o nulla conoscenza del sistema finanziario degli enti in riequilibrio, ai miei concittadini posso spiegarlo in tutti i modi necessari ma ad un amministratore non occorre spiegarglielo. L’approvazione di questo bilancio non è una nottata che deve passare. E’ un giorno nuovo da vivere con qualche pensiero in meno e tanto lavoro ancora da portare avanti, ma sempre col sorriso, ispirati da due elementi doverosi la verità di atti e fatti che raccontano la storia della nostra Città; la volontà di resistere e superare ogni difficoltà. Se oggi siamo stati costretti ad un presente difficile, è soltanto per un passato colpevole e per un futuro che vogliamo diverso, e migliore”, conclude.

Reggio Calabria, in Consiglio Comunale approvato il DUP ed il Bilancio di previsione 2021/2023: voto contrario per Filomena Iatì

“Come già espresso in Commissione, anche in questa sede ribadisco, convintamente, il mio voto contrario sia sul DUP 2021-2023, con tutti i suoi allegati, che sul bilancio di previsione finanziario per il triennio 2021-2023 per i motivi che di seguito espliciterò e che non sono frutto, come sempre, di una posizione preconcetta, ma che derivano da uno studio approfondito della documentazione contabile e di un attento ascolto degli assessori, dirigenti e sostituti o presunti tali (atteso che ad oggi nonostante ripetuti solleciti in commissione ed un accesso agli atti regolarmente effettuato, non mi è stata fornita la delega formale prevista dalla Legge). Sin dalla prima seduta di commissione è apparso chiaro che la confusione e l’improvvisazione in questa amministrazione regnano sovrane. Ed infatti, le riunioni hanno avuto inizio con l’audizione dell’assessore Calabrò e del dirigente del settore finanze e tributi Consiglio sul bilancio di previsione e non sul documento unico di programmazione, come invece avrebbe dovuto essere. In effetti, l’art. 170 c. 5 D.Lgs. n. 267/2000 statuisce che: “Il documento unico di programmazione costituisce atto presupposto indispensabile per l’approvazione del bilancio di previsione”. Ancora, dalla lettura dell’art. 150 TUEL si evince che il DUP precede (non solo temporalmente) il bilancio di previsione in quanto contiene la visione complessiva dell’amministrazione espressa attraverso le “politiche” ed i progetti, mentre il bilancio di previsione rappresenta “soltanto” la rappresentazione dei flussi finanziari in entrata ed in uscita. Ecco, è bastato questo primo ordine del giorno per comprendere chiaramente l’assoluta mancanza di programmazione di questa maggioranza”. E’ quanto scrive in una nota l’Avv. Filomena Iatì consigliere comunale Per Reggio Città Metropolitana. “La sottoscritta –prosegue– ha immediatamente fatto notare alla commissione ed all’assessore che da un punto di vista logico e metodologico sarebbe stato doveroso partire dalla discussione sul DUP e quindi dall’audizione del direttore generale, ma la richiesta è rimasta inevasa perché, a detta del presidente, partire dalla discussione sul bilancio di previsione piuttosto che sul dup non rappresentava violazione di legge ed era, dunque, corretto. A proposito del direttore generale quando finalmente su richiesta della sottoscritta è stata calendarizzata la riunione sul DUP, l’avv. Barreca (come anche alcuni dirigenti) non ha ritenuto doveroso partecipare alla seduta perché in ferie e, quando la sua presenza è stata esplicitamente richiesta su nuova istanza della sottoscritta, ha dato ampia dimostrazione dell’assenza di programmazione relativa al DUP.

In effetti, contrariamente a quanto dichiarato da dirigenti e loro sostituti o presunti tali, secondo cui gli stessi avevano redatto una relazione, il direttore generale richiamando anche la nota inviataci dal Presidente del Consiglio, ha parlato di incontri e colloqui con i vari dirigenti (la maggior parte dei quali tenuti dalla dott.ssa Crea come lo stesso avv. Barreca ha dichiarato) le cui risultanze, confluite nel documento contabile, sono state trasmesse agli stessi per la definitiva validazione. Ma cosa significa validazione?? Chi ha redatto il DUP? In tutte le amministrazioni di Italia il DUP viene redatto dal direttore generale che poi lo invia alla Giunta Comunale, a Reggio Calabria invece, non è dato sapersi chi ha redatto il predetto documento! Un documento tecnico, privo di un indirizzo politico, che non è frutto di una programmazione che questa maggioranza non ha, una programmazione che, però, nemmeno i dirigenti dimostrano di avere, attenti invece solo a tutelare i privilegi di cui hanno goduto e continuano a godere. Un documento che sarebbe di programmazione, redatto ad aprile sul quale non si è avuto cura di aggiornarlo per esempio anche in riferimento alle modalità di espletamento dei concorsi pubblici ed ai conseguenti obiettivi. Infatti, non c’è traccia nel DUP del decreto Brunetta, la riforma per il rafforzamento della capacità amministrativa della P.A. funzionale al PNRR che prevede il reclutamento di profili tecnici e gestionali. L’assenza di programmazione nel DUP 2021-2023 si evince già solo dal fatto che il documento sottoposto a noi consiglieri e, di conseguenza, alla città, presenta praticamente gli stessi obiettivi del DUP 2020-22, in particolare con riferimento alla sezione dedicata agli obiettivi operativi, in quanto, relativamente alla sezione dedicata agli obiettivi strategici ciò non è dato sapersi atteso che questi ultimi contenuti nel DUP 2020-22 fanno riferimento alle linee di mandato del Sindaco che sono state approvate in data successiva al medesimo DUP, a dicembre! Ed invero il DUP 2021-23 risulta aggiornato, forse, solo nella sezione rifiuti, in cui non solo alla luce della famigerata nota dell’ANAC, ma anche in previsione degli obiettivi di governo sul PNRR, l’obiettivo dell’internalizzazione del servizio rifiuti a Castore ha lasciato spazio ad una gara ad evidenza pubblica con l’affidamento del servizio predetto ad un operatore economico privato per un periodo di 4 anni, prorogabile per il quinto.

Emblematiche sul punto sono le contraddizioni e la diversità di opinioni tra il direttore generale, il dirigente Richichi e l’assessore Cama. A tal proposito, in effetti, mentre l’avv. Barreca ha dichiarato che l’internalizzazione del servizio rifiuti a Castore rappresenta solo una delle opzioni e il dirigente Richichi che non ci sono le condizioni né tecniche né amministrative per affidare il servizio a Castore, l’assessore Cama ha invece dichiarato che l’internalizzazione è l’obiettivo dell’amministrazione. Alla luce delle suddette dichiarazioni, non vi è chi non veda le divergenze di opinione tra parte tecnica e politica. Sarebbe, pertanto, opportuno che le due parti si mettessero d’accordo! Allo stesso modo, non è dato sapersi come questa amministrazione intenda procedere in merito ad un’analoga fattispecie, ossia l’attività di depurazione, in riferimento alla quale nella sezione strategica si parla di internalizzazione, alcun riferimento viene invece fatto nella sezione operativa. Ad oggi, il suddetto servizio, scaduto il 30 giugno, si è appreso dalla stampa che viene ancora svolto dalla società Idroreghion e tale informazione è stata confermata in sede di audizione dal dirigente Beatino in quanto la mia richiesta del 23 luglio, sollecitata nei giorni successivi e anche in sede di audizione di commissione, non ha avuto ancora alcun riscontro, né è dato sapere se sul sito del Comune è stata pubblicata correttamente la determina della suddetta proroga che, è giusto si sappia, è la SESTA!!!! Ma questa è un’altra storia. Ce ne occuperemo presto in altra sede. Ancora, nello stesso DUP, tra gli obiettivi da raggiungere nella sezione operativa è stato inserito il raggiungimento del 65% della raccolta differenziata, obiettivo che il dirigente e l’assessore auspicano di raggiungere ma non si sa quando ed in quanto tempo e sicuramente non nel 2021 come da obiettivo operativo, ma che è stato inserito, su ammissione degli stessi, perché richiesto dalla Legge e quindi come atto dovuto. Ricordo ai presenti che nel 2020 si sono persi altri 5 punti e che la percentuale della differenziata è scesa al di sotto della soglia del 40% (37,59% per l’esattezza). Imbarazzante è poi, a mio avviso, la parte del DUP dedicata alle società partecipate, nella quale si legge un lungo elenco delle stesse realizzato dai relativi responsabili, come in tutti i documenti di programmazione precedenti, ma nulla si dice in merito agli obiettivi da realizzare o ai controlli sulle stesse società che l’Ente deve effettuare o ha effettuato. Emblematico è il caso della Hermes in relazione alla quale si parla di attività di recupero e metodologie di tracciamento dei morosi, l’obiettivo fondamentale è quello di aumentare la capacità di riscossione così come ha dichiarato il dirigente Consiglio nella sua relazione, ma dal DUP non si evince quali siano le attività concrete e gli strumenti che si metteranno in pratica per il recupero dell’evasione al di là dell’attività di contenzioso con i dipendenti!

Per quanto concerne gli allegati al DUP non posso non esprimere perplessità in merito al piano triennale delle opere pubbliche 2021-2023 nonché al piano annuale essendo, gli stessi, praticamente identici a quelli precedenti. A questo proposito si evidenzia che, in sede di audizione in terza commissione, alla quale il dirigente non si è presentato perché in ferie, il dott. Idone, in sostituzione dell’arch. Beatino, non ha fornito risposta alcuna, in quanto non ne era a conoscenza, circa il rispetto della normativa in materia di pubblicazione del piano (Decreto 14 del 16 gennaio 2018 artt. 13 e 14), né in merito al soggetto preposto a ricevere le osservazioni al piano che avrebbe dovuto essere pubblicato. Da otto anni questa amministrazione propone sempre lo stesso piano, ad eccezione di qualche innesto, ma non si conosce lo stato di attuazione delle opere. Il documento è un atto programmatorio e dovrebbe fornire chiare e precise indicazioni, pertanto, se è lo steso da anni, vuol dire, anche in questo caso, che l’amministrazione è carente di programmazione e che si sta perseguendo l’obiettivo politico designato da altri come ad esempio dimostra la riesumazione del progetto del Waterfront che sarà realizzato, si spera, con i fondi del PNRR. Relativamente all’allegato piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio, il dirigente del settore audito, arch. Cardona, dirigente nominato in seguito ad una procedura a mio avviso illegittima (ma anche questa è un’altra storia, ed anche questa l’affronteremo in altra sede) non è stato in grado di fornire, in due distinte riunioni (una in terza commissione, una in prima) indicazioni circa il percorso che l’amministrazione attuerà per la valorizzazione. Dal piano non si evince, né il dirigente ha saputo fornire chiarimenti in merito, che reddito producano gli immobili inseriti, né quale sia lo stato di fatto degli stessi. Ritengo che si tratti non di un piano di valorizzazione ma di una mera elencazione di beni. Non c’è certezza sul valore, sui parametri di riferimento né sul programma di dismissione/valorizzazione. Non c’è un programma, né una pianificazione degli interventi necessari. I primi proventi dell’attività di dismissione si avranno nel 2023 eppure è stata inserita la previsione di 33 milioni di euro, una somma che costituisce, ricordo a tutti, parte attiva del bilancio. In merito all’allegato piano triennale degli incarichi di studio, ricerca, consulenza e collaborazioni, rispetto al quale in sede di audizione, il direttore generale ha dichiarato che, sottoposta la questione all’attenzione di tutti i settori, solo quello urbanistico e avvocatura hanno richiesto le suddette figure, per le quali è previsto un contratto a tempo determinato di sei mesi, ciò che lascia perplessi è stata la dichiarazione della dirigente del settore avvocatura la quale, avanzata la richiesta per smaltire un arretrato che risale al lontano 2001, si è detta certa che la suddetta procedura costituisca un’ipotesi irrealizzabile, visto che la stessa si concluderebbe non prima di dicembre! Pertanto, è evidente anche in questo allegato l’assoluta assenza di programmazione da parte dell’amministrazione. In definitiva, il DUP e tutti gli allegati rappresentano il risultato di un documento tecnico, realizzato esclusivamente per adempiere ad un obbligo di legge, redatto dai dirigenti e che non segue un indirizzo politico perché manca una programmazione.

Di ciò mi sono convinta ulteriormente quando, a margine della seduta di commissione dedicata alla votazione, lo stesso Sindaco ha testualmente dichiarato: “Ci avviamo alla chiusura di questo percorso decennale e quindi è chiaro che adesso iniziano ad esserci le condizioni affinché anche dal documento di programmazione contabile possa esserci l’impronta e la traccia dell’indirizzo politico e quindi delle priorità che si vogliono dare alla città…fino ad oggi ed anche questo bilancio ne è inficiato, questo non è stato possibile proprio a causa del piano di riequilibrio”. A proposito di ciò, mi permetto di affermare che le uniche idee di programmazione di questa amministrazione hanno riguardato la internalizzazione dei servizi e la risoluzione del problema idrico, intenzioni che si sono rivelate un flop, in quanto i risultati sono sotto gli occhi di tutti e la responsabilità non è da imputare alla mancanza dei fondi o al piano di rientro ma all’incapacità nella pianificazione, nella gestione quotidiana dei servizi e nella garanzia dei principi cardine della buona amministrazione. Non è sufficiente esternare le intenzioni, è invece necessario spiegare alla città come e quando si intende agire! Da ultimo, ma solo in ordine espositivo, evidenzio un’ulteriore violazione della normativa vigente in materia, relativamente alla mancata presentazione al consiglio dello stato di attuazione dei programmi, da effettuare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 147 ter TUEL, rubricato “controllo strategico”, unitamente alla presentazione del DUP; tale circostanza, viene anche riportata nella delibera di giunta n. 153 del 31 luglio 2021 ma, puntualmente disattesa. In effetti, ciò non è stato fatto e forse verrà fatto alla fine di settembre: questo è stato dichiarato sia dalla dott.ssa Crea che dal direttore generale a causa…del covid! Ecco, a tal proposito, vorrei dire questo. Purtroppo il nostro Paese, come del resto tutto il mondo è stato colpito dalla pandemia, ma non è corretto utilizzare questa tragedia a giustificazione di tutte le mancanze dell’amministrazione. Tutte le amministrazioni di Italia hanno dovuto fare i conti con il covid e, pertanto, ciò non può e non deve rappresentare una giustificazione alle vostre molteplici inottemperanze e deficienze. Questo non è moralmente accettabile.

In merito al bilancio di previsione, conseguentemente e coerentemente con quanto fino ad ora dichiarato, non posso che esprimere anche per questo documento, parere contrario. Come più volte ed in più sedi dichiarato, ci troviamo, a mio avviso, di fronte ad un bilancio fortemente ingessato, ciò dovuto anche al fatto che ci sono vincoli provocati dal piano di rientro con cui l’amministrazione deve fare i conti. E’ un bilancio che non si presta né potrebbe prestarsi a proposte da parte delle minoranze atteso che, per stessa ammissione del direttore generale, il comune di RC è ancora in disavanzo e gli avanzi esistenti ( i famosi 6-8 milioni) rappresentano solo un avanzo vincolato ed in quanto tale non può essere liberamente utilizzato. Mi chiedo a questo punto, con quale coraggio questa maggioranza ci chieda e mi chieda di avanzare proposte. Mi chiedo e vi chiedo quali proposte reali, serie avrei potuto avanzare?! Per chi non lo avesse ancora capito, mai assisterete ad una presa di posizione che possa rivelarsi un raggiro o una falsa promessa nei confronti dei reggini! Questo è un bilancio che presenta enormi contraddizioni e sul quale nutro qualche dubbio persino sulla veridicità e per motivare ciò è sufficiente fare riferimento a poche ma significative circostanze: innanzitutto a quella relativa ai dubbi sollevati dall’organo dei revisori. In effetti, nel parere reso dai revisori sulla proposta del bilancio di previsione 2021-23 e relativi allegati, alla voce “fondi per spese potenziali” si dice che le previsioni per gli accantonamenti al fondo rischi contenzioso, previsti in bilancio, ammontano al 31.12.2023 ad € 24.873.390,04. Pur essendo un importo considerevole, al momento non è possibile stimare con certezza se lo stesso sia congruo. Pertanto, il collegio dei revisori ha avviato un percorso di verifica con l’avvocatura, anche alla luce di quanto contenuto nella deliberazione n. 157 del 30.07.2020 della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti, in cui è riportata la tabella redatta dall’avvocatura e sulla quale la Corte dei Conti aveva espresso forti perplessità. Ecco, in merito al percorso avviato dai revisori con l’avvocatura mi è stato consigliato dalla dirigente di chiedere spiegazioni ai revisori risalendo il parere al 3 agosto ed avendo la stessa dott-ssa Squillaci inviato nota il 9 agosto (integrazione documentale che ho ufficialmente richiesto in commissione e che non mi è mai stata consegnata). Alla luce di tutto ciò, nutro forti dubbi circa l’ammontare della somma stanziata che, a mio avviso, è sottostimata. Infatti, dalla lettura della tabella inviata alla corte dei conti da parte del settore avvocatura, ho capito che le somme accantonate non possono essere sufficienti, di conseguenza, saltando questa somma, salta tutto il bilancio. Ecco, mentre queste somme sono sottostimate ce ne sono altre altamente sovrastimate; mi riferisco a quelle somme relative alla capacità di riscossione dei tributi, in ogni ambito, compreso quello della gestione degli impianti sportivi (per questi dopo otto anni tra gli obiettivi viene ancora inserito quello del monitoraggio!) per i quali non sono stati sufficienti ben 5 accessi agli atti né le audizioni del dott. Nigero (la dirigente, manco a dirlo non si è presentata in commissione) per comprendere a quanto ammonti il debito delle società sportive per canoni dovuti e non pagati, questa volta lo dico io, al netto del periodo covid! La stessa situazione riguarda il settore patrimonio ed ERP per stessa ammissione dell’arch. Cardona. Dall’approfondimento della documentazione contabile si evince che la capacità di riscossione dell’amministrazione è pari al 47%, una percentuale di gran lunga inferiore alla media nazionale. Si intende recuperare una somma di 9 milioni, ma come si fa con questi numeri? E’ per tali ragioni e per le risposte evasive e non esaustive dei dirigenti auditi che le somme inserite, a mio avviso, sono inattendibili e che, di conseguenza, il bilancio di previsione sembra non veritiero. Stiamo assistendo ad esternazioni di gioia per l’approvazione del bilancio prima di una proroga al 15 settembre che ad oggi non esiste, un bilancio che per stessa ammissione nel DUP nonché del dirigente Consiglio è stato possibile approvare solo grazie alle ingenti somme erogate dallo Stato. E, nonostante le enormi somme, l’amministrazione, come dichiarato dallo stesso Consiglio, auspica l’arrivo di altre somme, diversamente, al di là dei proclami e degli annunci, difficilmente si uscirà dal piano di riequilibrio, sempre che la Corte dei Conti approvi i documenti contabili presentati da questa maggioranza”, conclude Iatì.

Reggio Calabria: approvato il bilancio di previsione 21/23, la maggioranza in Consiglio comunale esulta

La maggioranza di Palazzo San Giorgio esprime “compiacimento per l’approvazione del Bilancio di previsione 2021/2023 da parte del Consiglio Comunale“. Secondo il centrosinistra, infatti, “si avvia la fase di uscita dal Piano di riequilibrio attraverso un documento economico di programmazione inclusivo e costruito ascoltando e recependo i bisogni dei cittadini”. Nel loro intervento, i consiglieri comunali sottolineano le parole espresse in aula, nella seduta odierna, dal sindaco Giuseppe Falcomatà, rilanciandone “l’alto profilo che eleva il confronto ed il livello dell’intero civico consesso. Come detto dal sindaco Falcomatà – spiegano – questo bilancio segna la “fine della nottata”, il buio che era calato su Reggio ed i reggini a causa del debito e di un conseguente piano di riequilibrio che hanno costretto i cittadini ad immani privazioni e sacrifici”. “Condividiamo in pieno l’idea – aggiungono – che debba avviarsi una pacificazione anche rispetto alla stagione che ha prodotto il debito e sul debito stesso. Non vogliamo più tornare a parlare della pesante eredità del passato, non è più un argomento politico visto che è stato consegnato ai tre gradi giudizio delle autorità giudiziaria ed alla storia recente della città. Crediamo, come ha affermato il sindaco Falcomatà, non sia più produttivo per nessuno continuare a discutere di quel peso debitorio e di quelle scelte politiche che hanno portato al predissesto. Questa classe politica e dirigente – continuano – ha mostrato coraggio con un’unica certezza granitica che, dopo lo scioglimento per contiguità mafiose ed il piano di riequilibrio, dichiarare il dissesto sarebbe stato il colpo mortale per l’intero territorio. Una maggiore onestà intellettuale, da parte di tutti, nel riconoscere che alcune difficoltà nella gestione dei servizi sono figlie del fatto che si è scelta una linea di responsabilità per salvaguardare Reggio dalla devastazione del default, sarebbe stato più utile soprattutto per la comunità e per i cittadini”.

Adesso – spiegano dalla maggioranza – la strada dell’uscita dal Piano di riequilibrio è segnata e sarà anticipata se sarà positivo pure il parere della Corte dei conti. Di sicuro, in questi anni, di strada ne è stata fatta tantissima e, ogni anno che passa, il ricordo di quello che ci siamo lasciati alle spalle è sempre più sbiadito fin quando non sparirà completamente”. Il centrosinistra, poi, rifacendosi ancora una volta alle dichiarazioni del primo cittadino, riconosce e apprezza il tenore della discussione in aula che “è stato scevro dalle polemiche, facendo guadagnare la politica, l’amministrazione, l’opposizione, la città intera. Ciò che è passata oggi – affermano – è la certezza che i rappresentanti istituzionali lavorino, ognuno con le proprie sfumature, solo ed esclusivamente per il bene comune”. Anche i consiglieri di centrosinistra, così come fatto dal sindaco, sostengono si debba fare sempre e comunque qualcosa in più: “L’approvazione del bilancio preventivo, giunto nel mese di agosto, è frutto di un ritardo dovuto, in parte, alla sentenza della Corte costituzionale che ha bloccato iter d’approvazione nonostante il documento economico fosse già al vaglio della giunta già dallo scorso mese di aprile. Il bilancio preventivo deve essere approvato ad inizio anno e si deve lavorare su questo. Licenziarlo alla fine dell’anno significa avere paralizzato l’attività dell’Ente, non rendendo un giusto servizio alla città. Da troppi mesi ci troviamo, infatti, con la città bloccata ed i cantieri fermi nell’attesa che il bilancio passi il giudizio del consiglio comunale. Reggio, dunque, è paralizzata e non può essere ostaggio di lentezze e lungaggini burocratiche. L’autorevolezza di una classe politica, di maggioranza e di minoranza, si misura nell’arrivare agli appuntamenti previsti nel Tuel nei tempi e nei modi previsti dal Tuel stesso. Ad ogni modo – proseguono – quello discusso ed approvato è sicuramente il migliore bilancio possibile perché non esistevano possibilità di incidere diversamente su economie relative ad un Ente ancora in fase di piano di riequilibrio. L’indirizzo dato, quindi, si vedrà concretamente in fase di consuntivo. Solo per fare un esempio, la nostra società Castore da un canone di circa 3,5 milioni euro, grazie ai risparmi attuati in questi anni ed alle diverse transazioni, potrà contare su risorse di circa 5,5 milioni. E’ un importante salto di qualità, ma bisogna agire affinché queste diventino risorse strutturali”. Infine, secondo la maggioranza, sono due le battaglie da ingaggiare d’ora in avanti: “Ridurre i residui attivi ed abbassare il fondo crediti di dubbia esigibilità. E questo – concludono – si potrà fare attraverso l’aumento della riscossione contrastando, certamente, l’evasione tributaria, ma anche tramite la riscossione coattiva delle somme nei confronti di quelle persone censite, quindi conosciute dall’amministrazione, che non pagano. Anche con piani di rateizzazione molto lunghi, abbiamo sempre messo il cittadino nella possibilità di saldare le quote dovute e sempre compatibilmente con la possibilità di portare il pane a casa. Questa, ovviamente, è la cosa più importante e che ci interessa ancora di più dei nostri compiti istituzionali. Chiaramente, siamo tutti padri e madri di famiglia e sappiamo possano sorgere delle difficoltà, ma sappiamo pure che le difficoltà non si devono trasformare in furbizie o in atteggiamenti che vanno a discapito degli altri. Questa è la madre di tutte le partite”.