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Reggio Calabria: i dati emersi dalla conversazione sul tema “Il caso Giuseppe Zangara” [VIDEO]

GIANNIAIELLO

Reggio Calabria: si è svolta la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sul tema “Il caso Giuseppe Zangara”

Si è svolta la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sul tema “Il caso Giuseppe Zangara”. L’incontro, organizzato in remoto dal sodalizio organizzatore reggino, ha avuto il merito di ricordare il tema dell’emigrazione italiana, delle difficoltà che gli stessi ebbero nell’affrontare l’impatto con la nuova realtà del vasto e complicato continente americano. Ebbene nonostante quel primo impatto, le vicende dell’emigrazione meridionale negli States furono caratterizzate da sacrifici, da adattamenti ai luoghi, allo svolgere i lavori più umili, proprio per raggiungere l’obiettivo rivolto ad una vita migliore sia per sè stessi che per il proprio nucleo familiare. Giunti in ogni angolo del mondo, spesso senza mezzi e senza conoscere la lingua, hanno saputo affrontare e superare, non senza sacrifici, le difficoltà del processo d’integrazione, hanno diffuso nel mondo la cultura ed i valori italiani e hanno contribuito allo sviluppo della vita economica, sociale e culturale dei paesi d’insediamento. Ma non tutti gli emigrati ebbero la stessa buona sorte, e le vicende dell’emigrazione italiana è segnata anche da grandi tragedie e lutti, altri, loro malgrado, precipitarono nel buco nero finirono della ragnatela malavitosa gestita dagli stessi connazionali. Tra queste storie vi è quella di Giuseppe Zangara, nato a Ferruzzano, comune della fascia jonica reggina, emigrato negli States nel 1923 negli Stati Uniti, dove già si trovava un suo zio materno, Vincenzo. Si stabilì a Paterson, nel New Jersey, lavorando come muratore. Acquisì la cittadinanza statunitense l’11 settembre del 1929. Si iscrisse nel sindacato dei muratori e prese la tessera del Partito Repubblicano. Le cose stavano andando per il verso giusto, visto gli obiettivi raggiunti, pur se tra tanti sacrifici, ma poi, qualcosa inesorabilmente cambiò nella vita di Giuseppe Zangara, quando, nel 1932 si trasferì a Miami, in Florida. Tutto sembrava andare per il meglio ma qualche tempo dopo avvenne la tragica svolta che segnò il destino di Giuseppe Zangara. Il 15 febbraio del 1933 fu autore di un tentativo di omicidio nei confronti del Presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt, dell’assassinio del Sindaco di Chicago Anton Joseph Cermak, ed artefice di alcuni feriti. Giuseppe Zangara venne tratto in arresto dagli agenti di polizia presenti al Bayfront Park di Miami. Il 20 marzo dello stesso anno venne giustiziato tramite l’uso della sedia elettrica nel penitenziario di Raiford. Diverse le ipotesi a riguardo le vicende che si svolsero il 15 febbraio dello stesso anno a Miami, tra le quali vi è la pista anarchica, ma anche quella dell’organizzazione criminale di Chicago, conosciuta come Outfit alla quale il sindaco Cermak aveva manifestato una ferma opposizione. Altra congettura da non sottovalutare, riguarda l’iniziativa criminale che secondo tale ipotesi non sarebbe accreditata a Giuseppe Zangara, ma che la stessa gli venne commissionata dal boss di Chicago Frank Nitti. Queste alcune delle cifre che sono emerse nel corso dell’analisi da parte di Gianni Aiello, presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”, che ha partecipato alla conversazione in qualità di relatore alla conversazione organizzata dal sodalizio reggino. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data dal 24 agosto.