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Reggina, meglio Di Carmine o Galabinov? Numeri e caratteristiche a confronto

di carmine e galabinov

Uno tra Di Carmine e Galabinov potrebbe essere il nuovo attaccante della Reggina: mettiamoli a confronto

Di Carmine o Galabinov, Galabinov o Di Carmine. Ne resterà solo uno. Non è una minaccia e non c’entra neanche “Highlander, l’ultimo immortale”. Qui si parla di Reggina, di attaccanti. Fino a qualche giorno fa il cerchio era ristretto a uno (Di Carmine), come più volte raccontato su queste pagine, negli ultimi giorni, però, il club amaranto sta provando a intensificare i contatti anche con l’altro (Galabinov), per tutta una serie di motivi. Ne resterà solo uno, dunque, perché non verranno entrambi ma – almeno, probabilmente – uno dei due. Una terza opzione al momento è lontana, quindi i candidati rimangono l’italiano e il bulgaro. Anche perché la Reggina ha fretta di chiudere, consegnando il prima possibile ad Aglietti l’ultimo attaccante. Chi sarà, ad oggi, non si sa ancora. Perché il mercato è imprevedibile e regala sorprese e ribaltamenti continui. Ma sui social e non solo i tifosi amaranto stanno provando a chiedersi: chi è meglio dei due? Ci sono dei fattori di campo ed extracampo, ci sono le caratteristiche tecniche e le care vecchie statistiche. Queste ci aiuteranno a capire cosa distingue l’uno dall’altro.

Reggina, Di Carmine e Galabinov a confronto

Stessa età (classe ’88), stesso ruolo, con qualche differenza. Samuel Di Carmine è un attaccante alto, Andrej Galabinov è un attaccante altissimo. 188cm contro 192cm. Il bulgaro, anche per modo di stare in campo e per caratteristiche, è davvero “ingombrante”. Fortissimo fisicamente, dominante, la classica ariete d’area di rigore che fa sua ogni sponda e che nel gioco aereo difficilmente sbaglia. Ma non inganni questo: Galabinov ha anche un piede preciso, delicato e… potentissimo. Ha preferito i piedi, in una famiglia di pallavolisti. E’ un cecchino nelle punizioni, è rigorista e ha un gran tiro da fuori. Gioca prevalentemente di sponda, spalle alla porta e dialogando coi compagni, ma non disdegna la profondità sfruttando la sua forza fisica. Samuel Di Carmine, invece, è un po’ più completo. Ha giocato spesso da seconda punta e, quando ha fatto la prima – che è il suo ruolo naturale – è sempre stato molto mobile. Svaria su tutto il fronte offensivo, viene incontro e scatta in profondità, si allarga, se necessario, si butta dentro, sfrutta la velocità e la duttilità, doti importanti.

Molto simili, dunque, i due attaccanti: “voglio un calciatore dinamico che abbia corsa, gamba e il gol nel sangue”, aveva detto d’altronde Aglietti. E le caratteristiche, infatti, sono quelle. Forti fisicamente ma dinamici, non statici, e col gol nel sangue. 106 in 417 partite ufficiali per Di Carmine, 108 in 383 per Galabinov. Numeri simili, anche qui, per quanto possano contare le statistiche nude e crude. Contano infatti, molto di più, la tenuta fisico-atletica e le motivazioni (Di Carmine prende ancora tempo ed è, a prescindere, un segnale). E poi il primo è sotto contratto, seppur in scadenza, con l’Hellas, mentre il secondo è svincolato e quindi – paradossalmente – meno propenso a pretese più esose. Ma questo, col campo, non c’entra niente. Quello che conta è averne uno dei due, a questo punto a prescindere da chi sia. Perché si tratta di due grandi attaccanti, esperti e di grande personalità. Chiunque arrivi, perciò, è poco importante: l’identikit dei due basta per far capire quali sono le intenzioni della Reggina. In basso due video a confronto.