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Prime schiuse di nidi di tartarughe marine in Calabria, le raccomandazioni del WWF

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I bagnanti sulla spiaggia di Strongoli hanno potuto assistere a uno degli spettacoli più straordinari della natura

La scoperta casuale di un nido di tartaruga marina (Caretta caretta) sulla spiaggia di Strongoli (Kr) ha suscitato un comprensibile entusiasmo tra i bagnanti che hanno potuto assistere a uno degli spettacoli più straordinari della natura, ma ciò che si è visto nei video pubblicati sui media non è assolutamente ciò che si deve fare in questi casi. Scoperte casuali si ripeteranno ancora nella stagione sulle spiagge calabresi che si sono confermate come le più frequentate dalla specie in Italia per la riproduzione, in particolare sul versante ionico.

I dati sul numero di nidi scoperti e messi in sicurezza finora dai volontari del WWF nell’ambito del progetto TartaMar, in collaborazione con il DiBEST dell’Università della Calabria e l’Associazione CESRAM (oltre a quelli di altri gruppi di ricerca), confermano il ruolo importantissimo della Calabria per la nidificazione di Caretta caretta. Visto l’eccezionale sviluppo costiero della regione e, di conseguenza, l’impossibilità di un monitoraggio completo delle spiagge, può accadere, come nel caso di Strongoli, che dei nidi vengano scoperti per caso solo nel momento della schiusa, da parte di villeggianti, proprietari di lidi ecc. In tale circostanza, è indispensabile, per la tutela delle schiuse attenersi a precise norme di comportamento, indicate dal Ministero dell’Ambiente a tutela di una specie particolarmente protetta come la tartaruga marina. E’ assolutamente da evitare lo scavo del nido per “aiutare” i piccoli a venire fuori (sanno fare benissimo da soli), né, tantomeno, si devono manipolare i neonati, bagnarli, portarli direttamente in mare o abbagliarli con le luci delle torce o dei telefonini. I piccoli devono raggiungere il mare in totale autonomia. Le luci artificiali disorientano fortemente i neonati. In presenza di forti illuminazioni di lidi, i piccoli possono essere aiutati a raggiungere il mare solo utilizzando torce schermate con filtri a luce rossa, non oltre la battigia (per evitare di attrarre anche pesci predatori). Grande attenzione, inoltre, dovrà essere fatta per non calpestare i piccoli: le persone devono evitare di assembrarsi attorno al nido e muoversi il meno possibile. Poiché non si può escludere qualche altra tartaruga  emerga per nidificare in agosto, il WWF raccomanda ancora una volta di non avvicinarsi perché il disturbo, per come purtroppo è accaduto, potrebbe indurla a ritornare in acqua, impedendole di fatto di deporre le uova. A maggior ragione, rispetto delle distanze, silenzio e divieto di usare luci durante il delicatissimo momento della deposizione che porterà, dopo una cinquantina di giorni, al ripetersi del miracolo della schiusa delle piccole tartarughe calabresi.