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Ponte sullo Stretto, Lega: “il Governo continua a perdere tempo, Giovannini si assuma la responsabilità storica ed economica del blocco sull’opera”

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“Scelte prive di logica e buon senso” le definiscono i deputati del Carroccio. I quali attaccano Pd e M5S: “si aggrovigliano in tatticismi che fanno perdere tempo e soldi all’economia della Sicilia e di tutto il Paese”

“Il Mims continua a stupirci con scelte sul Ponte di Messina che superano logica e buonsenso al punto da farci pensare a una strategia per perdere tempo allo scopo di rimandare l’opera pubblica sine die. Nella sua relazione in Commissione trasporti, il ministro Giovannini ha parlato esplicitamente di confronto in atto tra due progetti: a campata unica (già approvato in ogni passaggio e pronto per la realizzazione) e a tre campate (dove non esiste uno straccio di progetto e dove gli studi dei fondali ne dimostrano l’impossibilità). Il ministro ha altresì tirato in ballo i 50 milioni euro stanziati dal predecessore De Micheli, da impiegare per la comparazione. Nulla di nuovo con Giovannini, siamo alle idee assurde del Conte 2 e alla volontà di non realizzare il Ponte stavolta mascherata da una finta disponibilità. La Lega non ci sta e chiede al ministro perché sta andando contro lo spirito dell’odg approvato lo scorso 30 giugno assumendosi la responsabilità storica, economica e politica del blocco di un’opera voluta dalla gente come dalle regioni Sicilia e Calabria, che serve a tutto il Paese e che ha già un progetto ‘chiavi in mano’, quello a campata unica, già approvato in ogni sua fase da tutti gli enti e le autorità competenti. La realtà è che, per evitare che si affronti l’argomento davanti all’opinione pubblica, Pd e M5s si aggrovigliano in tatticismi che fanno perdere tempo e soldi all’economia della Sicilia e di tutto il Paese. Ma non possiamo accettare che a reggere il moccolo sia proprio il ministro di un governo Innovativo come quello guidato da Draghi”. Lo dicono in una nota i deputati della Lega Edoardo Rixi (responsabile nazionale Infrastrutture), Alessandro Pagano (vice capogruppo alla Camera), Domenico Furgiuele e Nino Germanà.